© Simone Panzeri

Israel Start-Up Nation, Chris Froome ha trascorso 4 ore al giorno in camera iperbarica per recuperare dall’infortunio

Chris Froome racconta di aver trascorso molto tempo in una camera iperbarica. In occasione di un camp in Israele con la sua attuale squadra, la Israel Start-Up Nation, il corridore britannico è tornato a parlare delle pratiche di recupero adottate per riprendersi dal terribile incidente che nella ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato 2019 lo vide schiantarsi contro un muretto riportando fratture alle costole, al gomito ma soprattutto una frattura di grave entità al femore. Un lungo infortunio dal quale ha impiegato mesi a riprendersi e in seguito al quale non è più, almeno sinora, tornato al suo livello precedente.

In visita con il team in un ospedale israeliano, il quattro volte vincitore del Tour de France si è trovato davanti a una camera iperbarica, situazione che ha suscitato in lui ricordi legati al percorso riabilitativo. Seguito da Andrew Hood di VeloNews, è stata l’occasione per parlarne ai suoi microfoni, rivelando che nelle settimane e nei mesi successivi alla caduta ha trascorso fino a quattro ore al giorno all’interno di una di esse e di essere rimasto affascinato nel vedere utilizzata tale terapia a scopo terapeutico e per migliorare le performance sportive. “È stata una grande parte del mio processo di riabilitazione“, ha commentato in proposito il Keniano Bianco, che nei giorni scorsi ha confermato di aver avuto una ricaduta di schistosomiasi nel corso del Tour de France.

É bene ricordare che la camera iperbarica nasce con necessità opposte alla camera ipobarica. La prima infatti, simulando un’altitudine inferiore al livello del mare, fornisce una maggiore presenza di ossigeno nell’aria che va quindi ad aiutare l’organismo nell’apporto di ossigeno in tessuti danneggiati o, come nel caso di Froome, per gravi fratture. La camera ipobarica al contrario simula l’altura, una situazione per cui nell’aria vi è una bassa quantità d’ossigeno. Una rarefazione che stimola l’organismo a produrre eritropoietina per migliorare il trasporto di ossigeno a tessuti e muscoli.


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