Intermarché-Circus-Wanty, tante attese su Biniam Girmay: “Ha ancora grandi margini di miglioramento, nelle Classiche può fare di tutto”

Il 2022 di Biniam Girmay è stato eccellente. Al netto dello sfortunato incidente con il tappo dello spumante, ha vinto una tappa al Giro d’Italia qualche settimana dopo essersi imposto alla Gand-Wevelgem 2022. Vittorie pesanti, ma anche piazzamenti di spessore, se si pensa che è stato terzo al Gp Québec 2022, cinque volte fra i primi 5 di giornata alla Corsa Rosa, sesto alla Bretagne Classic 2022 e quinto alla E3 Harelbeke 2022. Se si pensa che quello appena concluso è stato il primo anno in cui il corridore eritreo ha gareggiato a tempo pieno nel World Tour, il bilancio è davvero ricchissimo.

In casa Intermarché-Circus-Wanty (la denominazione che la squadra belga assumerà a inizio 2023), però, guardano oltre. “Ha un’ottima base – le parole dell’allenatore di Girmay, Ioannis Tamouridis, raccolte da Cyclist – Ma penso proprio che possa ancora migliorare, in modo da diventare più efficace nei finali di corsa. La sua forza è la capacità anaerboica, ovvero il modo in cui recupera dopo sforzi ad alta intensità. Bini è gia veloce ed esplosivo, ma può ancora migliorare di molto la forza pura. Credo sia capace di tutto nelle Classiche: è uno che, al primo anno World Tour, ha chiuso la Milano-Sanremo nel gruppo dei migliori (12esimo – ndr) e poi ha vinto la Gand-Wevelgem. Questo ragazzo può ancora sorprendere”.

Delle capacità di Girmay parla anche il compagno di squadra Loïc Vliegen, uno di quelli con cui l’eritreo ha legato maggiormente: “Bini sa tenere i watt costanti e sprintare per periodi lunghi, è incredibile. A volte in allenamento gli tiro una volata e quando mi sposto, lui va avanti alla massima velocità per altri 30 secondi”.

“Nei primi tempi in Europa, Girmay ha dovuto affrontare anche qualche difficoltà sul piano dell’alimentazione – le parole di Luc Cheilan, tecnico delle prestazioni della Intermarché – Trovare il bilanciamento fra quello che mangiava qui e a casa era complicato: nel 2020, dopo la prima primavera-Covid, è tornato dall’Eritrea quattro chili sotto il suo peso forma. All’inizio non conosceva alcun corridore, a parte le grandi stelle. Ma quello, sul piano delle motivazioni, era un vantaggio: non avrebbe mai potuto dire ‘Tizio è più forte di me, non posso batterlo’. Non aveva alcuna barriera mentale”.

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