Gand-Wevelgem 2022, storico successo di Biniam Girmay! Battuto Christophe Laporte

Biniam Girmay conquista la Gand – Wevelgem 2022. Il corridore della Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux, primo africano a vincere una classica WorldTour, ha avuto la meglio in una volata a quattro nei confronti di Christophe Laporte (Jumbo-Visma), primo a lanciare lo sprint ma anticipato nettamente sul traguardo. Terzo posto per Dries Van Gestel (TotalEnergies) davanti a Jasper Stuyven (Trek-Segafredo). I quattro erano riusciti, a 25 chilometri dalla conclusione, ad evadere dal gruppo che non è più riuscito a riprenderli. Alle loro spalle è quindi Søren Kragh Andersen (Team DSM), che aveva provato disperatamente a rientrare sul quartetto negli ultimi due chilometri, a chiudere in quinta posizione, anticipando di un soffio il gruppo regolato da Tim Merlier (Alpecin-Fenix).

Sotto il sole che scalda Ypres alla partenza, la prima fuga di giornata fa fatica a prendere il largo. Ci vogliono ben 30 chilometri, infatti, prima che alcuni coraggiosi riescano ad avvantaggiarsi nei confronti del gruppo principale: ad andare all’attacco sono Jelle Wallays (Cofidis), Johan Jacobs (Movistar), Nikias Arndt (Team DSM), Ludovic Robeet (Bingoal Pauwels Sauces BW), Lindsay De Vylder (Sport Vlaanderen-Baloise), Lars Saugstad (Uno-X Pro Cycling) e Alexander Konychev (Team BikeExchange-Jayco). Questa situazione sembra andare bene a tutte le squadre, con il gruppo che in un primo momento lascia ai fuggitivi un margine che arriva presto a superare i quattro minuti e mezzo fino a raggiungere i sei minuti. A controllare la corsa, comunque, arrivano presto gli uomini della Jumbo – Visma, la squadra del grande favorito e del campione in carica, successivamente affiancati anche da corridori della Alpecin – Fenix e della Bora – hansgrohe, mentre dopo aver percorso i primi 100 chilometri è la Ineos Grenadiers a portarsi in testa al plotone.

Superato senza particolari difficoltà il tratto di De Moeren, il vantaggio dei battistrada torna sui 4’30”, ma in vista dei primi muri il gruppo accelera nettamente. Con il nervosismo che aumenta, iniziano anche le cadute, la prima delle quali vede coinvolti numerosi corridori e spezza il plotone in più tronconi. Tra gli attardati si segnalano anche Matteo Trentin (UAE Team Emirates), Tom Pidcock (Ineos Grenadiers), Arnaud Démare (Groupama-FDJ), Davide Ballerini e Florian Sénéchal (Quick-Step Alpha Vinyl) e Sep Vanmarcke (Israel-Premier Tech). Senechal, Ballerini, Trentin e Pidcock riescono poi a rientrare, con i primi muri che vengono già affrontati ad alta andatura, permettendo così al gruppo di avvicinarsi ulteriormente ai sette battistrada, lontani 1’30” dopo aver scalato Scherpenberg e Baneberg.

All’inizio del primo passaggio sul Kemmelberg, Lars Saugstad (Uno-X Pro Cycling) accusa un problema meccanico alla catena che gli fa perdere contatto dai battistrada. Mentre in gruppo una caduta mette fuori causa Jhonatan Narvaez (Ineos  Grenadiers). Su questa ascesa è Kasper Asgreen (Quick-Step Alpha Vinyl) a portarsi in testa e forzare l’andatura, mettendo in fila il plotone, col vantaggio dei fuggitivi che si riduce ulteriormente scendendo sotto i 40 secondi. Nel frattempo, va in difficoltà Peter Sagan (TotalEnergies) che perde contatto dal gruppo dei migliori. Subito dopo un problema meccanico toglie dal gruppo principale anche Davide Ballerini (Quick-Step Alpha Vinyl). Coronando una fase di strappi, con continue accelerazioni, a sganciarsi dal gruppo principale, avvicinandosi a trenta secondi dai battistrada, sono Nathan Van Hooydonck, Mike Teunissen (Jumbo-Visma), Kasper Asgreen (Quick-Step Alpha Vinyl), Victor Campenaerts, Arnaud De Lie e Cedric Beullens (Lotto Soudal), Andrea Pasqualon e Biniam Girmay (Intermarché-Wanty-Gobert), Greg Van Avermaet e Stan Dewulf (Ag2r Citroën), Matej Mohoric (Bahrain Victorious), Arnaud Démare e Olivier Le Gac (Groupama-FDJ), Dylan Van Baarle e Ben Turner (Ineos Grenadiers), Alex Kirsch, Otto Vergaerde e Edward Theuns (Trek-Segafredo), Silvan Dillier (Alpecin-Fenix).

All’inizio del primo settore di sterrato i fuggitivi perdono Robeet, vittima di una foratura, prima che Jacobs provi ad allungare. Intanto, nel gruppo principale sono soprattutto gli uomini della TotalEnergies a condurre l’inseguimento, con Dylan Groenewegen (Team BikeExchange-Jayco) che perde contatto in una fase caldissima della corsa a seguito di una foratura. All’uscita del secondo settore di sterrato i fuggitivi vengono raggiunti dal primo gruppo di inseguitori, tra i quali molto attivi soprattutto Greg Van Avermaet, Matej Mohoric e Arnaud Demare, che vogliono cogliere l’occasione per distanziare molti big rimasti sorpresi da questa azione, tra cui il grande favorito Wout Van Aert e molti velocisti. Viene così raggiunto anche Jacobs, andando a formare un gruppo di 24 corridori in testa alla corsa con un vantaggio di poco più di 20 secondi rispetto al gruppo principale, sempre condotto dalla TotalEnergies. Il lavoro degli uomini della formazione francese non lascia scampo agli attaccanti, col ricongiungimento che avviene a 58 chilometri dal traguardo.

Sono a quel punto gli uomini della Trek – Segafredo a prendere in testa il Monteberg, provocando il distanzialmento di Florian Sénéchal, caduto in precedenza, che si avvicina dolorante all’auto medica, mentre prova ad evadere dal gruppo Arjen Livyns (Bingoal Pauwels Sauces WB). La formazione statunitense continua a fare l’andatura fino sul Kemmelberg, dove il gruppo si spacca sotto il ritmo imposto nuovamente da Kasper Asgreen e i primi che riprendono il fuggitivo. L’andatura mette in difficoltà Fabio Jakobsen (Quick-Step Alpha Vinyl) che perde le ruote dei migliori, ma la selezione è ampia e in testa si forma un drappello di una ventina di corridori, dal quale prova ad evadere Christophe Laporte (Jumbo-Visma) con Victor Campenaerts (Lotto Soudal) e Anthony Turgis (TotalEnergies) che si portano subito sulla sua ruota mentre si stacca anche Matteo Trentin (UAE Team Emirates), anche lui caduto in precedenza. A chiudere in prima persona sui tre, che vengono così riassorbiti dal gruppo di testa composto da una ventina di corridori, è Kasper Asgreen, ma anche altri riescono a rientrare, con il gruppo che si rafforza prime delle difficoltà finali.

In questa fase, che precede gli ultimi due muri, diversi corridori provano ad allungare, ma i loro tentativi vengono subito stoppati, mentre il folto gruppo con Fabio Jakobsen e Tom Pidcock e altri velocisti è a una ventina di secondi dal gruppo di testa. Sul Baneberg accelera in testa Tiesj Benoot (Jumbo-Visma) alla cui ruota si porta subito Mads Pedersen (Trek-Segafred), ma nessuno riesce a fare la differenza, con i migliori ancora tutti insieme quando mancano 38 chilometri al traguardo, col solo Kemmelberg da affrontare. È qui che Wout Van Aert (Jumbo-Visma) accelera violentemente, scollinando in solitaria con qualche secondo di vantaggio. A provare a seguirlo sono Mads Pedersen (Trek-Segafredo), Kasper Asgreen (Quick-Step Alpha Vinyl) e Matej Mohoric (Bahain Victorious) che  cornano l’inseguimento riportando sotto anche Christophe Laporte (Jumbo-Visma), Soren Kragh Andersen (Team DSM) e Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers). Questi otto corridori vengono poi raggiunti dal primo gruppo inseguitore, composto da una ventina di unità, quando mancano 26 chilometri all’arrivo, ma da dietro riescono a rientrare anche altri corridori, col gruppo di testa che diventa così più numeroso.

La quiete tuttavia non dura molto, con nuovi scatti che non tardano ad arrivare. Ad accendere la miccia è Christophe Laporte (Jumbo-Visma), subito seguito da Biniam Girmay (Intermarché-Wanty-Gobert), Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) e Dries Van Gestel (TotalEnergies). Provano ad inseguirli Rasmus Tiller (Uno-X Pro Cycling) e Greg Van Avermaet (Ag2r Citroën) coi quattro battistrada che hanno 11 secondi di vantaggio quando mancano 20 chilometri al traguardo. Rimasti nel mezzo, i due inseguitori si rialzano per venire riassorbiti dal gruppo principale, ora più numeroso, tirato dalla Groupama – FDJ. Intanto, i quattro attaccanti proseguono di buon accordo, riuscendo ad accrescere a 30 secondi il proprio vantaggio a 15 chilometri alla conclusione, mentre alle loro spalle continuano a lavorare solamente gli uomini della formazione transalpina, con poco supporto da parte delle altre squadre.

Il distacco cresce così a 37 secondi cinque chilometri più avanti, con ormai il solo Stefan Küng (Groupama-FDJ) a spendersi nell’inseguimento. Le eccezionali qualità da passista del campione europeo non bastano e il vantaggio degli attaccanti, che entrano negli ultimi 5 chilometri con poco meno di trenta secondi di margine, resta costante. Con l’avvicinarsi del traguardo davanti cominciano a saltare alcuni cambi, fino a quel momento regolari, permettendo al gruppo di tornare a guadagnare e poter riprendere le speranze. Appena entrati negli ultimi 2000 metri con un ritardo di venti secondi, Søren Kragh Andersen (Team DSM) prova a lanciarsi da solo ad un inseguimento che si rivelerà tardivo. Si arriva così all’epilogo con Christophe Laporte che lancia lo sprint in testa, ma dalla quarta posizione risale velocemente Biniam Girmay che regala a tutta l’Africa una giornata che passerà alla storia.

Risultato Gand – Wevelgem 2022

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