© Jean-Claude Faucher

Astana, Fraile definisce i propri obiettivi: Ardenne e Tour de France passando per Tirreno, Paesi Baschi e Svizzera. Per la Vuelta “dipenderà dalle forze”

Omar Fraile si affaccia al 2019 dopo una stagione più che positiva. Il 28enne scalatore spagnolo della Astana ha corso quasi esclusivamente corse a tappe (hanno fatto eccezione soltanto le Ardenne, San Sebastian e i Mondiali di Innsbruck) vincendo, grazie alla caparbietà che lo contraddistingue, una tappa al Giro dei Paesi Baschi, una al Romandia e, sopratutto, una al Tour de France sulla Croix Neuve. L’anno però non si è concluso nel migliore dei modi a causa di un incidente d’auto che ne sta rallentando la preparazione, pur senza impedirgli di prendere parte al ritiro della squadra.

Era importante recuperare la normalità – fa sapere al termine dei primi allenamenti stagionali – Lascio il ritiro sentendomi bene e con sensazioni migliori nelle gambe, anche se sono più indietro rispetto agli altri anni. Per me era importante essere concentrato. Sono passati solo cinque, sei giorni, ma sono stato in grado di entrare nelle dinamiche dell’allenamento, stare con i miei compagni di squadra, ed è stato molto buono per me”.

Fortunatamente, l’incidente sembra non portare conseguenze sulla preparazione: “I miei grandi obiettivi sono in aprile e luglio. Ecco perché non mi preoccupo di essere più indietro, penso che andrà bene. Ora si tratta di recuperare forma. Il team mi ha anche portato una pace incredibile ed è stato fenomenale”.

Non cambia quindi il calendario che si era prefissato per l’inizio di stagione: “Inizierò nella Volta a la Comunitat Valenciana – precisa – per iniziare ad accumulare chilometri di competizione e prendere ritmo. Dopo, farò Murcia, Almeria e UAE Tour prima della Tirreno-Adriatico. È una gara che adoro e che sarà meno dura, con più strappi ripidi e meno lunghe salite. Si tratta poi di arrivare in forma al Giro dei Paesi Baschi e alle classiche delle Ardenne: Amstel, Freccia e Liegi”.

Per quanto riguarda i Grandi Giri, anche quest’anno non lo vedremo al Giro d’Italia: “Farò un ritiro a El Teide, poi Giro di Svizzera e Tour de France. Ho fatto molto bene nel 2018, il Tour mi ha affascinato. Come vivi, lo stress con cui corri”. Probabilmente lo vedremo poi protagonista anche alla Vuelta, che passerà vicino casa sua: “Il mio desiderio era di avere una tappa vicino a casa ed è per questo che ho provato gioia quando hanno annunciato che Bilbao ospiterà non solo un arrivo ma anche una partenza”, ma molto “dipenderà dalle forze” residue dopo il Tour.

Non sarà comunque facile ripetere le prestazioni del 2018: “Ogni stagione è diversa e ha le sue contingenze. Voglio solo offrire il mio meglio. Eviterei infortuni o cadute, come quest’anno. Se tutto va bene, si tratta di allenarsi e di prendersi cura di se stessi”.

A marzo di quest’anno, Fraile ha anche lanciato la sua prima scuola di ciclismo, in collaborazione con Mendiz Mendi, la società dove è cresciuto, aperta a ragazzi dai 7 ai 16 anni: “Siamo molto felici – afferma a riguardo – Abbiamo ricevuto molto supporto e abbiamo più bambini. Siamo cresciuti e siamo molto emozionati, andiamo avanti piano piano. L’anno prossimo correremo alcune gare tra i cadetti e l’intenzione è quella di avere una squadra di cadetti nel 2020 per dare continuità ai ragazzi che verranno. L’idea sarebbe di raggiungere gli juniores. Dipenderà anche dagli sponsor per alimentare la cantera di altre squadre in seguito”.

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