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Amstel Gold Race 2018, Valgren: “Ho rischiato per vincere e ci sono riuscito”

Altro successo pesante di Michael Valgren con il trionfo alla Amstel Gold Race 2018. Dopo aver conquistato la prima prova del pavé, con la vittoria alla Omloop Het Nieuwsblad, il corridore della Astana si è preso anche la prima del Trittico delle Ardenne. Ancora una volta un ottimo gioco di squadra dei kazaki, stavolta con il grande lavoro di Jakob Fuglsang che ha permesso al danese di giocarsi al meglio le sue carte, con uno scatto a due chilometri dalla conclusione che ha ricordato quello di febbraio. Quarto anche al Giro delle Fiandre, il corridore scandinavo conferma dunque una ottima primavera, in cui sta riuscendo a giocarsi al meglio il suo ruolo di outsider.

Questa mattina dicevi di non far parte dei favoriti, ma alla fine l’hai spuntata te…
Sì, non mi consideravo come uno dei grandi favoriti rispetto a corridori come Valverde, Sagan, Van Avermaet, Alaphilippe o Gilbert, ma mi presentavo al via come un outsider. Penso questo mi abbia permesso di vincere perché i veri favoriti si sono controllati più di quanto abbiano fatto con me perché mi conoscevano meno.

Oggi bisognava essere forti, ma anche dimostrare abilità tattiche perché ci son stati molti scatti. Come hai gestito la situazione?
Sono andato a tutta (ride, ndr). Penso che per vincere bisognava anticipare, non restare dietro a rispondere agli attacchi, altrimenti diventava difficile. Semplicimente, ho rischiato per vincere e ci sono riuscito.

Cosa è cambiato per te quest’anno, oltre al tuo status? Pensi di essere migliorato o che sia più un aspetto mentale, oppure entrambe le cose?
Sì, penso sia un po’ tutto. Sono ancora molto giovane, non ho che 26 anni e ogni anno che passa miglioro ancora. Ma anche avere più fiducia nei propri mezzi è importante e può cambiare le corse. Lo scorso anno ero molto forte in autunno e ho cercato di esserlo anche quest’anno, continuando a crederci. Ha dato i suoi frutti quindi non posso che esserne molto felice.

Hai già corso molto quest’anno, parteciperai anche a Freccia e Liegi? Con quali obiettivi?
È una bella domanda. Penso che la Freccia sia in realtà che la corsa che odio di più, non sono mai andato bene. Lo scorso anno sono caduto malamente e avevo molto ferite in volto, dovendomi ritirare per la seconda volta dopo due cadute. Quindi spero di potermi prendere la mia rivincita quest’anno. Per la Liegi abbiamo una super squadra e Jakob sarà il nostro capitano. Il piano è di lavorare per lui.

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