AG2R La Mondiale, Oliver Naesen “nasconde” l’account Strava: “Le persone si arrabbiano con me perché non possono uscire”

Nei primi giorni tanti si divertivano con lui e con le sue sedute riportate da Strava. E lo applaudivano a distanza, quando con il tracciato del suo allenamento arrivava a disegnare un cuore, dedicato a chi stava combattendo in prima linea con il Covid-19. Dopo qualche settimana, però, per Oliver Naesen è cambiato tutto. Il supporto degli appassionati è diventato invidia, maturata soprattutto dove chi ama pedalare non può uscire in strada. Così, il corridore dell’AG2R La mondiale ha deciso di spostare in modalità “privato” il suo account sull’applicazione che permette di convidere percorsi e dati degli allenamenti.

La richiesta è arrivata direttamente dalla sua squadra: “Non siamo autorizzati a usare Strava perché troppe persone stavano diventando gelose – le parole del corridore belga riportate da VeloNews – Qualcuno sta davvero impazzendo”. In Belgio, dove Naesen vive, le regole permettono ai ciclisti di uscire in strada se da soli o al massimo con un compagno di strada. Quindi il secondo classificato dell’ultima Milano-Sanremo disputata è sempre stato in grado di allenarsi all’aperto: “Ho fatto anche un allenamento di 365 chilometri, seguendo il perimetro della regione in cui abito. Ho pensato potesse essere divertente, qualcosa per far sorridere le persone. Tanti lo hanno apprezzato, ma alcuni hanno dato di matto”.

Da quando le corse sono state interrotte, Naesen si sta allenando fra le 20 e le 25 ore a settimana: “Non abbiamo idea di quando potremo tornare a gareggiare. Quello che proprio non voglio fare è stare seduto a mangiar pizza tutti i giorni e metter su cinque chili”. Il malcontento nei confronti del belga è montato soprattutto da Italia, Francia e Andorra, dove ci sono anche tanti colleghi che non possono uscire in strada. In Belgio negozi, ristoranti e scuole sono chiuse, ma il governo consente ai cittadini di uscire per le attività motorie, rimanendo nelle regole di distanziamento: “Io non sto facendo niente più del volume di allenamenti di una stagione normale. Mancano solo qui giorni super-intensi che normalmente affronterei se ci fossero le corse”.

“Noi ciclisti siamo bloccati in casa come tutti gli altri – precisa Naesen – In Belgio, puoi uscire al massimo con un’altra persona. Se qui si vedono persone pedalare in gruppo, vengono trattate come fuorilegge. Qui la gente rispetta le regole, cosa che contribuisce anche alla nostra salute mentale”. Qualcuno, però, ha commentato la sua uscita “a forma di cuore” anche con un “Stai nella tua c…o di casa, non hai i rulli?”. Ecco, quindi, la richiesta di “discrezione” da parte dell’AG2R: “A me piace essere aperto con i miei allenamenti, così le persone possono vedere quel che faccio e so che alla gente piace imitare gli allenamenti dei pro’. Qualcuno però si arrabbia, sono frustrati e impauriti e questo si riflette nei commenti su Strava. Abbiamo il permesso di uscire, alcuni proprio non riescono a capirlo”.

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