Tour de France 2017, Calmejane: “Catastrofe sfiorata, non ci posso credere…”

Lilian Calmejane di nuovo protagonista al Tour de France 2017. Dopo la fuga dei giorni scorsi che gli ha permesso di salire sul podio per il dorsale rosso, il francesino si ripete, ma sul podio sale anche per una gioia ancor più grande. Al termine di uno sforzo incredibile, portando il corpo davvero al limite, il talento della Direct Energie conquista infatti la ottava tappa in solitaria, coronando una lunga fuga. Per lui il settimo successo stagionale, l’ottavo della giovane carriera, indubbiamente il più importante, confermando il talento già mostrato alla scorsa Vuelta a España, nella quale conquistò una vittoria molto simile.

Questo è ancor più di quanto potevo sperare, davvero quanto di meglio potessi sognare alla partenza – ammette – Al primo Tour, subito una vittoria così bella è qualcosa di fantastico. Non ci posso credere. Questa mattina avevo detto che avrei vinto io, ma pensavo soprattutto di potermi giocare la vittoria, non di vincere, anche se di solito quando dico che faccio una cosa poi lo faccio. Devo ringraziare la squadra, che ha fatto un grandissimo lavoro per me, davvero fantastici”.

La gioia è probabilmente ancor più grande vista la grande paura negli ultimi cinque chilometri, quando i crampi lo hanno colpito, costringendolo a rallentare vistosamente. “Abbiamo sfiorato la catastrofe – confessa – Mi son detto che dovevo andare più agile e con un po’ di esperienza me la son cavata. Sapevo che poteva succedere in questi casi, quando vai con un rapporto così duro, ma mi sono davvero fatto del male per uscirne”.

pub • SpazioCiclismo è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, per restare sempre aggiornato sulle ultime notizie di ciclismo seguici qui
Ascolta SpazioTalk!
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.