Vuelta a España 2021, Top/Flop del Giorno

© Sirotti

La nostra rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2021.

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TOP

Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix): Ieri era rimasto bloccato nelle dinamiche della volata, oggi si presenta deciso a non sbagliare niente e porta a casa il secondo successo in tre sprint. Il belga si dimostra ancora una volta non solo potente e fresco, ma anche lucido nello scegliere quando partire e come muoversi, doti fondamentali per un corridore con le sue caratteristiche. Intanto torna anche a indossare la maglia verde, per cui può concretamente lottare alle giuste condizioni.

Alberto Dainese (Team DSM): Il giovane sprinter continua a raccogliere piazzamenti interessanti e stavolta sale anche sul podio di giornata, chiudendo con un ottimo terzo posto. Sceglie di seguire Philipsen, trovando la ruota giusta ma non le forze per uscire dalla scia del belga e sopravanzarlo. Poco male: con la condizione del rivale, sarebbe stato difficile per quasi chiunque. E lui allevia, almeno in parte, la delusione della squadra per il ko di Bardet.

Kenny Elissonde (Trek-Segafredo): D’accordo, la maglia rossa gli cade sulle spalle più per sfortuna altrui che per sua iniziativa. Il francese tuttavia si fa trovare pronto per cogliere l’occasione, rimanendo in seconda posizione nella generale e restando in gruppo proprio per poter sfruttare una chance del genere, come puntualmente accaduto oggi. Per la carriera che sta facendo, si merita questa soddisfazione.

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FLOP

Arnaud Démare (Groupama-FDJ): Ancora una volta il velocista francese non azzecca i tempi e non si trova in maniera corretta con il proprio treno. Il secondo posto di ieri, quando era partito nella posizione migliore, sembrava un passo avanti, ma subito un’altra delusione sembra lanciarlo di nuovo dal lato delle delusioni di questa prima settimana di Vuelta. Sulla carta uno dei migliori velocisti, nella realtà due volte su tre non ha neanche lottato per un piazzamento in top five.

Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux: D’accordo, erano nella posizione giusta quando è avvenuta la caduta, un episodio sfortunato di cui bisogna accertare le colpe. Sembra tuttavia discutibile la scelta di non fermare nessuno per provare ad aiutare Taaramae a tenere la maglia rossa. Il team decide di lasciare davanti ben quattro corridori; passi Louis Meintjes, ancora in classifica e realisticamente poco incisivo come passista negli ultimi dieci chilometri di una tappa così; accettabile la scelta di lasciare davanti Minali, che si gioca lo sprint e chiude ottavo; l’impressione tuttavia è che almeno Eiking e Kreder potessero essere sacrificati alla causa, più nobile, di provare a conservare la maglia rossa. Un’impresa impossibile per Taaramae a lungo da solo e aiutato poi dai rientranti Petilli e Hirt, certo non i più passisti del roster.

La tappa: Due piattoni senza salite di fila, per quanto nella prima settimana, sono poco consoni nella Vuelta. Lo spettacolo, inutile negarlo, è mancato, e stavolta è impossibile incolpare i corridori.

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