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Le 10 Scommesse del 2019, 1: Niki Terpstra

Il nuovo anno è ormai arrivato e la stagione ciclistica sta per entrare nelle sue prime fasi calde. Concluso ormai il ciclomercato, tra rinnovi e partenze, cominciamo come di consueto ad analizzare il gruppo dei professionisti. La redazione di SpazioCiclismo ha scelto anche per quest’anno le 10 scommesse del 2019, dieci nomi che rappresentano, per loro stessi e per le proprie squadre delle grandi sfide da affrontare per la nuova stagione. Talenti in erba, promesse mai sbocciate, corridori in cerca di riscatto o di nuove possibilità per dimostrare di avere ancora qualcosa da dare, giorno dopo giorno sveleremo il nostro elenco, analizzando le loro ambizioni.

1 – Niki Terpstra (Direct Energie)

© Direct Energie

Vedere il campione in carica del Giro delle Fiandre, già vincitore in carriera della Parigi – Roubaix, in una squadra Professional non era sinora mai successo. Una scelta coraggiosa da parte del corridore neerlandese, che lascia la squadra in assoluto più attrezzata sul pavé per approdare in una squadra di seconda divisione, il cui rendimento al suo servizio è tutto da dimostrare. D’altro canto, così ha la possibilità di correre per sé, cosa assolutamente non scontata e improbabile in Quick-Step, e con una squadra al suo intero servizio (in cui ci sono comunque alcuni elementi molto interessanti come Damien Gaudin e Adrien Petit). Senza dimenticare la possibilità di fare il suo gioco anche in altre corse, a partire dal Tour de France (dove tuttavia l’invito non appare più così automatico, anche se comunque molto probabile). Tutti gli altri inviti che a lui interessano, vista la sua presenza, sono invece sostanzialmente scontati.

2 – Caleb Ewan (Lotto Soudal)

© Oceania Cycling Confederation

La Lotto Soudal ha visto nell’esplosivo velocista australiano l’erede di André Greipel. Caratteristiche molto diverse tra i due, oltre che per stazza fisica anche per stile di impostare la volata, ma l’astro nascente degli sprint ha già dimostrato di poter competere ad altissimi livelli. Potenzialmente, per precocità, anche più del suo predecessore. Tuttavia, il Gorilla aveva anche il carisma per reggere la pressione e tenere sempre in piedi una squadra che interamente si affidava a lui: una situazione in cui il 24enne di Sydney ancora non si è mai trovato. Il matrimonio potrebbe essere perfetto e duraturo, ma in alcuni casi quando sembra tutto troppo bello qualcosa non funziona…

3 – Jakub Mareczko (CCC Team)

© Sirotti

Dopo quattro anni alla corte di Angelo Citracca e Luca Scinto, il velocista italo-polacco ha compiuto il grande salto nel WorldTour con una formazione che ne farà il suo leader degli sprint. Una scelta coraggiosa, dettata anche da logiche nazionalistiche e di mercato, che potrebbe essere la svolta della sua carriera, già ricca di successi, ma quasi tutti fuori dall’Europa. D’altro canto il 24enne ha anche due bei secondi posti al Giro d’Italia che potrebbero facilmente tramutarsi in qualcosa di meglio visto il maggiore supporto di cui potrebbe godere. Le salite restano ancora il suo grande tallone d’Achille, particolarmente sensibile, ma grazie anche ad un calendario diversificato potrebbe trovare lo spazio che sinora non ha mai avuto per esplodere.

4 – Moreno Moser (NIPPO – Vini Fantini – Faizané)

© Nippo-Vini Fantini

La carriera del 27enne corridore azzurro è al punto di svolta decisivo. La decisione di tornare in Italia, scendendo di categoria, dopo sette anni tra Liquigas, Cannondale e Astana ha l’obiettivo di rivitalizzare la propria immagine che si è lentamente sbiadita. Nonostante pochi giorni di corsa, nel 2018 sono arrivati alcuni segnali incoraggianti, come il successo al Trofeo Laigueglia. Questo è il nuovo punto di partenza del 27enne trentinto che, dopo aver pensato persino al ritiro, è ora di nuovo motivato a farsi valere e spera di ritrovare continuità di corse e quindi finalmente la serenità psicologica e i risultati importanti che avevano contraddistinto i suoi primi passi da professionista.

5 – André Greipel (Arkéa – Samsic)

A 36 anni compiuti il Gorilla vuole dimostrare di poter ancora dire la sua. Per la prima volta incapace di vincere in un GT dopo oltre dieci stagioni, reduce da due Tour de France consecutivi senza vittorie, il tedesco ha lasciato non senza polemiche la Lotto Soudal, formazione con la quale era diventato grande costruendo un treno tra i più compatti e organizzati della sua generazione. Per lui ora la necessità di ricominciare da capo, lanciandosi in una nuova avventura con una formazione Professional, una prima assoluta nella sua lunga carriera in massima divisione. I grandi eventi che gli interessano sono comunque sostanzialmente assicurati, a lui ora, confermare di poter battere ancora tutti (e senza il suo fidato treno).

6 – Fernando Gaviria (UAE Team Emirates)

© UAE Team Emirates

Lasciare la Deceuninck – QuickStep per il colombiano è una sfida non da poco. Velocista di riferimento di una squadra sapientemente costruita per sostenerlo, il 24enne di La Ceja ha scelto di cambiare completamente squadra, affidandosi ad una formazione che sinora non ha mostrato le stesse capacità, ma soprattutto lo stesso interesse per la disciplina. In squadra ci sono ottimi elementi che potenzialmente possono essere preziosi per la sua causa, ma il suo arrivo potrebbe anche provocare qualche problema di gestione, in particolare per la presenza di Alexander Kristoff, il cui ruolo potrebbe essere ora fortemente ridimensionato. Il contratto triennale fa pensare che l’intenzione è di metterlo al centro del progetto emiratino, le buone intenzioni sapranno trasformarsi in risultati concreti?

7. Dylan Teuns (Bahrain-Merida)

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Corridore esplosivo, il belga ha dimostrato una crescita esponenziale negli ultimi due anni, trovandosi a suo agio soprattutto nelle Ardenne, ma non solo. Capace di vincere anche nelle brevi corse a tappe grazie ad un cambio di ritmo non banale, nel corso del 2018 ha continuato il suo processo di crescita dimostrando grande regolarità nel corso della stagione, pur senza ripetere i successi precedenti. Tenace e coriaceo, anche nei grandi giri potrebbe trovare spazio, dimostrandosi prezioso per la squadra. Ma intanto è soprattutto nelle Ardenne che la la formazione emiratina lo attende, con l’obiettivo di fare entrambi il salto di qualità atteso nella specialità.

8. Giovanni Visconti (Neri – Selle Italia – KTM)

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Il siciliano torna a casa per la seconda volta con la voglia di divertirsi e tornare al successo in prima persona. Dopo due stagioni stagioni alla Bahrain – Merida in cui ha spesso lavorato per la squadra, pur avendo alcune occasioni per giocarsi le sue carte in prima persona, ora sarà il faro assoluto della formazione Professional italiana, che si aggrappa al suo figliol prodigo per ritrovare i fasti passati, a livello nazionale e non solo. Alla soglia dei 36 anni, il tre volte campione italiano ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dare e probabilmente non c’è niente di meglio che un ambiente amico per dare il meglio a questo punto della sua carriera.

9: Michael Valgren (Dimension Data)

© Sirotti

Dopo una stagione di altissimo livello, in cui spiccano i successi a Omloop Het Nieuwsblad e Amstel Gold Race, il danese sarà il primo leader della formazione sudafricane nelle classiche.  Corridore capace di sfiorare il podio al Giro delle Fiandre come di centrare una brillante top ten in una delle rassegne iridate più dure di sempre, l’ex Astana approda nella sua nuova squadra con grandi ambizioni, trovando un ambiente completamente nuovo, in cui c’è grande voglia di riscatto. Il corridore scandinavo non avrà per lui tutto il peso e la responsabilità di fare risultato, ma per quanto fatto nella passata stagione sarà chiaramente l’uomo più atteso, vista anche la sua versatilità. Capace di grande continuità nel 2018, riuscendo a sfruttare al meglio la libertà di azione che gli è stata concessa dal gruppo, saprà ripetersi con maggiori pressioni e controllo in corsa?

10: Lars Boom (Roompot – Charles)

La squadra nata dalla fusione più discussa di questo inverno doveva avere in Wout van Aert il proprio leader indiscusso, ma le cose sono andate molto diversamente (non senza polemiche e strascichi non ancora conclusi). L’esperto corridore neerlandese sarebbe dovuto così essere il fidato luogotenente e consigliere del belga, mentre ora è lui il terminale offensivo di una squadra che gli si aggrappa come l’uomo in grado di tenere in piedi una baracca le cui fondamenta appaiono tutt’altro che salde. Corridore in carriera capace di conquistare successi a Tour de France e Vuelta a España, oltre che fulmineo cronoman in grado di imporsi sia alla Parigi – Nizza che al Giro del Delfinato, ma soprattutto corridore da classiche, sfiorando il podio alla Parigi-Roubaix e protagonista al Giro delle Fiandre, nelle ultime stagioni ha fatto fatica a tornare ai suoi livelli, complici problemi di varia natura. Da disturbi cardiaci a reazioni sropositate in corsa che gli son costate anche la squalifica, riuscirà a mettersi tutto alle spalle per rilanciare una carriera che appare in declino?

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