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Tokyo 2020, la gioia delle azzurre: per Cavalli e Paladin “un’emozione indescrivibile”, Bastianelli “felice per il risultato di squadra”

Grande gioia per le atlete azzurre dopo il bronzo conquistato da Elisa Longo Borghini ai Giochi di Tokyo 2020. Le compagne di squadra hanno lavorato per la propria capitana per tenerla sempre nelle prime posizioni anche nelle ultime e concitate fasi di corsa, che ha visto imporsi a sorpresa Anna Kiesenhofer. Una medaglia quella ottenuta dalla ciclista piemontese che conferma il valore della nostra nazionale che ha piazzato anche Marta Cavalli in top10. Ovviamente un’emozione condivisa anche dalle altre atlete della nazionale che hanno espresso la loro felicità dopo il traguardo.

Soddisfazione anche per le altre atlete azzurre per il bronzo che dà valore alla prova di tutta la squadra: “Correre questa gara è stata un’emozione indescrivibile – le parole di Marta Cavalli, ottava sul traguardo – La mia preparazione non è andata proprio liscia: ho avuto qualche intoppo e questo ha messo in dubbio la mia convocazione. Fortunatamente Dino Salvoldi e la Nazionale hanno avuto fiducia in me, permettendomi di vivere questo sogno a 23 anni. Nonostante la mia gara non sia stata eccellente rimango soddisfatta, e aver portato a casa una medaglia con Elisa è un valore aggiunto: il livello qui è altissimo e il risultato ci ripaga di tutto. Ringrazio le Fiamme Oro e la Nazionale che mi ha regalato questa grande possibilità. Me la sto godendo fino all’ultimo”.

Risultato di squadra che rende felice anche Marta Bastianelli: “Una bella gara e sono veramente felice per il risultato di squadra. Visto come si era messa la corsa non pensavamo nemmeno più di riuscire a finalizzare il lavoro nel migliore dei modi. Il caldo non ha aiutato: ci ha spente un po’ nel finale dopo aver sofferto molto – ha spiegato – Abbiamo però visto quanto Elisa stesse bene, cercando di portarla avanti verso lo strappo dove poi lei ha attaccato, dando il massimo per rimanere unite. E’ stata un’esperienza anomala, sia per quanto riguarda il contesto del villaggio sia per come poi è andata la corsa: siamo rimaste tutte sorprese dalla fuga, ma avevamo bene in mente che l’Olanda fosse la squadra da battere, per cui dovevamo solo rimanere unite e giocarcela nel circuito. E’ andata benissimo così”.

Un’emozione che condivide anche Soraya Paladin: “Non stavo benissimo, quindi ho cercato di mettermi a disposizione delle compagne, nettamente più in forma di me. Quando ho tagliato il traguardo e ho visto il terzo posto di Elisa è stata un’emozione incredibile, se lo merita. Correre un’Olimpiade è bellissimo perché quando crei così tanto entusiasmo è sempre un onore e un orgoglio”.

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