Giro d’Italia 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Giro d’Italia 2026.

  • Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG): Vittoria eroica per il 23enne spagnolo, non solo per la giornata da tregenda che lui e tutti gli altri corridori si ritrovano ad affrontare, ma anche per come è arrivata, in un finale a dir poco folle. Certo, lui ci mette del suo per provare a perdere, prima cadendo ai -13 dal traguardo e poi sbagliando strada ai -2, ma ha anche il merito di non arrendersi mai e di crederci fino in fondo, riuscendo proprio nelle ultime centinaia di metri a riprendere e saltare Eulálio per andare a conquistare il secondo successo in due giorni per la formazione emiratina, il cui Giro ha già cambiato volto dopo l’inizio da incubo.
  • Afonso Eulálio (Bahrain Victorious): Chiaro che ha buttato via la vittoria di tappa, che sarebbe stata anche la sua prima tra i pro’, non sfruttando il doppio regalo fattogli da Arrieta (anche se nel finale ha probabilmente risentito della caduta che ha permesso allo spagnolo di tornar sotto), ma la Maglia Rosa è comunque un dolce premio dopo una giornata da grande (co)protagonista. Gli uomini di classifica lo hanno snobbato, ma intanto ha più di sei minuti di vantaggio su di loro: difficile immaginarlo tra i primi della generale a fine Giro, ma d’altra parte non conosciamo neppure quelli che sono i suoi limiti…
  • Johannes Kulset (Uno-X Mobility): Ieri, a causa di un problema meccanico sulla salita di Cozzo Tunno, aveva perso tre minuti dagli altri uomini di classifica, vedendo complicarsi l’obiettivo (dichiarato) della top-10 finale. Il giovane norvegese non è però stato lì a piangersi addosso e oggi, dopo il GPM di Montagna Grande di Viggiano, ha approfittato del rallentamento del gruppo per attaccare assieme a Raccagni Noviero e Bouwman, riuscendo a giungere al traguardo con quattro minuti di vantaggio sugli altri big. Non solo ha recuperato il tempo perduto, quindi, ma ora è anche in vantaggio.
  • Einer Rubio (Movistar Team): Tra i fuggitivi era probabilmente uno dei più forti in salita, oltre a essere quello più vicino in classifica alla Maglia Rosa, ma proprio in salita, sul GPM di Montagna Grande di Viggiano, il colombiano è andato in difficoltà, perdendo contatto dagli altri attaccanti e in seguito anche dal gruppo, una volta ripreso. All’arrivo, il 28enne ha quindi pagato 10′ di ritardo dagli altri big, uscendo di classifica; certo, il capitano della squadra è un altro, ma visto il suo risultato negli ultimi due Giri (7° e 8° posto finale) poteva far comodo alla squadra spagnola avere una doppia opzione.
  • Christian Scaroni (XDS Astana Team): Difficile bocciare il bresciano, che come sempre ci ha messo il cuore e ha dato tutto fino in fondo, ma era tra i favoriti di giornata (ancor più dopo essere riuscito a inserirsi nella fuga) e il quinto posto non può quindi essere visto come un buon risultato. Molto tremante dopo l’arrivo, ha ammesso di aver patito il freddo in cima al GPM, ma già lungo la salita era apparso meno brillante del solito. Avrà comunque altre occasioni per rifarsi.
  • Red Bull-Bora-hansgrohe: Difficile capire oggi la tattica della formazione tedesca, che si porta in testa al gruppo prima del GPM di Montagna Grande di Viggiano, aumenta l’andatura e inizia a recuperar terreno sui fuggitivi. Sembrava potesse essere il preludio a una qualche azione in salita, invece lungo l’ascesa la squadra mantiene un passo regolare e, una volta in vetta, alza il piede dall’acceleratore e si fa da parte. Chissà, forse Pellizzari avrebbe voluto provare qualcosa e il maltempo lo ha fatto desistere, o forse era un’azione preventiva volta a impedire agli altri di fare qualcosa… Come detto, difficile da capire.

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