Tirreno-Adriatico 2026, Jonathan Milan sbuca all’ultimo e si prende l’ultima tappa! Isaac Del Toro vince la corsa nonostante una caduta nel finale

Jonathan Milan mette la firma sull’ultima tappa della Tirreno-Adriatico 2026. Grazie a un gran lead-out del compagno di squadra Edward Theuns, capace di riportarlo davanti proprio al momento giusto, il friulano della Lidl-Trek si è imposto per il terzo anno di fila sul traguardo di San Benedetto del Tronto, conquistando inoltre il sesto successo stagionale. Il 25enne ha lanciato la propria volata a circa 250 metri dalla conclusione e si è tenuto dietro tutti quanti fino alla linea d’arrivo, dove Sam Welsford (Ineos Grenadiers) si deve accontentare del secondo posto davanti a Laurenz Rex (Soudal Quick-Step). Nella top-10 di giornata anche un altro azzurro, Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta), nono.

Nonostante una caduta nel finale, che ha visto coinvolti anche Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) e Paul Magnier (Soudal Quick-Step) ma che è avvenuta all’interno degli ultimi tre chilometri, Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), si porta a casa la classifica finale della Corsa dei Due Mari. Alle spalle del messicano chiude Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike), che grazie ai 3″ di abbuono conquistati allo sprint intermedio è riuscito a scavalcare al secondo posto Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe). Tra i primi dieci della generale anche Giulio Ciccone (Lidl-Trek), quinto, e Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), decimo.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Si parte subito ad alta velocità e ci vogliono cinque chilometri di attacchi prima che tre corridori possano prendere il largo. Ad avvantaggiarsi sono Mikel Azparren (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Roberto Gonzalez (Solution Tech-Nippo-Rali) e Dries De Bondt (Team Jayco AlUla), sui quali prova a riportarsi senza successo anche Carlos Samudio (Solution Tech-Nippo-Rali), che dopo qualche chilometro di inseguimento solitario viene ripreso dal gruppo. Questi concede rapidamente più di tre minuti di vantaggio ai battistrada, che approcciano la salita verso Montefiore d’Aso con il margine massimo di 3’45”.

Con l’inizio dell’ascesa, però, il plotone cambia decisamente ritmo grazie alla Alpecin-Premier Tech, che porta gli inseguitori a scollinare con poco più di 2′ dal terzetto di testa. L’azione della formazione belga prosegue anche lungo la successiva discesa e con l’inizio del GPM di Ripatransone, che vede Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Premier Tech) imporre un’andatura molto alta che fa grande selezione e annulla tutto il vantaggio dei fuggitivi, già ripresi dopo 50 chilometri di gara da un gruppo ormai ridotto a una trentina di unità. Tra questi non c’è nessuno dei velocisti, che inseguono nella seconda parte del plotone con un ritardo di una ventina di secondi, mentre più dietro, staccato di oltre un minuto, c’è Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché).

L’azione di Van Der Poel prosegue anche in discesa e nel tratto che porta a entrare nel circuito finale e a passare per la prima volta sulla linea d’arrivo, rendendo così difficile l’inseguimento al secondo troncone, condotto soprattutto dalla Ineos Grenadiers. Alla fine, a 66 chilometri dalla conclusione, avviene il ricongiungimento tra i due gruppi, mentre nonostante l’aiuto di tre compagni di squadra De Lie naviga con due minuti di ritardo, a causa anche di una foratura che lo costringe a fermarsi e cambiare la bici. Davanti, dopo il ricompattamento, attacca Alessandro Covi (Team Jayco AlUla), che tuttavia riesce a prendere solo una decina di secondi di vantaggio.

La Visma | Lease a Bike, interessata agli abbuoni dello sprint intermedio per Matteo Jorgenson, non lascia infatti spazio e va a chiudere su Covi prima del successivo transito sulla linea d’arrivo, tenendo chiusa la corsa per tutto il giro seguente e lanciando poi lo statunitense al traguardo volante, dove Jorgenson non ha problemi a prendersi la prima posizione e i 3″ di abbuono che gli consentono di scavalcare in classifica generale Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe). A quel punto, dopo un momento di anarchia con alcuni attacchi, Decathlon CMA CGM e Soudal Quick-Step si portano in testa al gruppo per tenere un’andatura regolare e iniziare a controllare la situazione in vista del finale.

Dietro, intanto, De Lie riuscito a riavvicinarsi e, con un ultimo sforzo dei compagni di squadra, riesce a riaccodarsi al plotone a 34 chilometri dal traguardo, dopo un inseguimento durato più di 60 chilometri. La situazione resta tranquilla fino ai -22 dalla conclusione, quando De Bondt e Covi provano nuovamente ad allungare, ma il gruppo non concede spazio e va subito a chiudere. Meno rapido a reagire è però quando, a 9000 metri dal traguardo, è Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) ad attaccare: il norvegese guadagna subito una decina di secondi di margine e, grazie alle sue doti di passista, riesce inizialmente a tenere a distanza il plotone.

La Ineos Grenadiers si spende per andare a chiudere su Abrahamsen, che a tre chilometri dall’arrivo ha però ancora 8″ di margine; poco dopo, si verifica una caduta nelle prime posizioni che coinvolge anche Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), Paul Magnier (Soudal Quick-Step) e Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), con i primi due fuori dai giochi per la volata, mentre il terzo non ha problemi in chiave Maglia Azzurra dato che l’incidente è avvenuto già all’interno della neutralizzazione. Per coloro che si sono salvati, invece, a quel punto c’è solo da andare a riprendere il solitario battistrada, ed è Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) a fare lo sforzo decisivo, che consente di andare a riassorbire Abrahamsen a 400 metri dall’arrivo. In quel momento, da dietro risale Edward Theuns (Lidl-Trek) con a ruota il compagno di squadra Jonathan Milan, che lancia la propria volata a circa 250 metri dal traguardo e va a vincere.

Risultati e Classifiche Tappa 7 Tirreno-Adriatico 2026

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