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Giro d’Italia 2021, trionfo per Damiano Caruso! Egan Bernal secondo a 23″ blinda la Rosa

Damiano Caruso trionfa nella ventesima tappa del Giro d’Italia 2021. Il corridore della Bahrain Victorious si prende l’arrivo sull’Alpe di Mera con 24 secondi di vantaggio su Egan Bernal (Ineos Grenadiers), che ipoteca la vittoria finale. Uno splendido successo che lo proietta sul secondo gradino del podio di Milano considerato che Simon Yates (Team BikeExchange) è arrivato a 51 secondi dal siciliano, con il britannico che dunque ora ha un ritardo di 3’23” dal colombiano contro 1’59” del siciliano. Terzo posto di giornata per un ottimo Daniel Martinez (Ineos Grenadiers), ancora una volta preziosissimo per il proprio capitano, davanti a Romain Bardet (Team DSM), promotore insieme a Caruso dell’azione decisiva sulla discesa del Passo San Bernardino. Entrambi in classifica generale scavalcano Hugh Carthy (EF Education-First), oggi in grande difficoltà, e si portano, rispettivamente, al quinto e al sesto posto.

L’ultima tappa in linea interessa naturalmente a moltissimi corridori, che provano a promuovere la fuga di giornata. Naturalmente, il risultato è che ogni tentativo viene presto annullato, a causa della volontà di diversi uomini di evadere dal plotone. Prova a muoversi in più occasioni anche Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), desideroso di prendere punti sul primo traguardo volante, posto dopo 14 chilometri. La Bora-hansgrohe di Peter Sagan tuttavia non gli concede mai spazio, e si passa allo sprint intermedio con Umberto Marengo (Bardiani-CSF) in grado di passare per primo e Dries De Bondt (Alpecin-Fenix) alle sue spalle. Gaviria chiude terzo, mentre Sagan si accontenta di un punticino per mantenere la sua Maglia Ciclamino che comunque non era in pericolo.

Intorno al chilometro 30, riescono ad avvantaggiarsi Dries De Bondt e Louis Vervaeke (Alpecin-Fenix) e Simon Pellaud (Androni Giocattoli – Sidermec), a cui si aggiungono in un secondo momento Vincenzo Albanese (Eolo-Kometa), Giovanni Visconti (Bardiani-CSF), Matteo Jorgenson (Movistar) e Taco van der Hoorn (Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux), imitati poco dopo da Nico Denz (Team DSM) e Felix Grossschartner (Bora-Hansgrohe). Questi nove formano quindi la fuga di giornata, mentre i successivi tentativi portati dal plotone, da cui si muovono anche Davide Formolo (Uae Team Emirates) e Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo), vengono annullati. I nove attaccanti guadagnano rapidamente fino a 5’20” di vantaggio, poi la Deceuninck-Quick-Step e il Team BikeExchange, come da pronostico, si alternano in testa al gruppo maglia rosa per tenere la situazione sotto controllo.

Proprio grazie all’impulso di questi due team, la salita verso Passo San Bernardino inizia con 3’30” di gap tra battistrada e plotone. Appena iniziano le prime rampe del GPM, in testa De Bondt termina il proprio lavoro favorendo l’allungo del compagno di squadra Vervaeke, sulla cui ruota rimane il solo Grossschartner, mentre gli altri fuggitivi decidono di salire con il loro passo. Questa scelta sembra pagare, almeno per Visconti e Albanese, che rientrano sulla testa dopo una decina di chilometri di scalata formando un quartetto al comando. Dopo qualche altro chilometro rientra da dietro anche Pellaud, rallentato da un problema meccanico nella prima parte della salita.

Il plotone, in cui il ritmo è scandito soprattutto dal Team BikeExchange, procede regolare a circa 3 minuti dal quintetto, mentre riassorbe uno alla volta gli altri membri della fuga di giornata. La situazione cambia ulteriormente quando il Team DSM inizia a imprimere un’andatura sostenuta in testa al gruppo maglia rosa, facendo crollare il distacco a 50″ allo scollinamento sul Passo San Bernardino, in cui Visconti vince la volata con Albanese per transitare in prima posizione.

La situazione si infiamma ulteriormente lungo la successiva discesa, quando arrivano anche le prime gocce di pioggia. Michael Storer, Chris Hamilton e Romain Bardet (Team DSM) allungano nei confronti del plotone, imitati poco dopo dalla coppia Bahrain Victorious formata da Pello Bilbao e Damiano Caruso. Questi cinque riescono a rientrare sui cinque fuggitivi superstiti, formando un gruppetto di dieci uomini decisamente interessante al comando della corsa. Il gruppo maglia rosa termina così la discesa con una ventina di secondi di ritardo e la Ineos-Grenadiers è costretta a muoversi per limitare i danni sul secondo in classifica generale.

Appena inizia la lunga ascesa del Passo dello Spluga, davanti rimangono solo in sei: Caruso, Bardet, con i loro gregari Bilbao e Storer, insieme a Vervaeke e Grosschartner. Il plotone insegue a una trentina di secondi, mentre diversi corridori perdono contatto in coda. Il vantaggio dei fuggitivi continua a salire fino a raggiungere i 50” sulle prime rampe del GPM. Nel frattempo, Vervaecke perde contatto dai battistrada e viene ripreso dal gruppo dal quale si staccano Davide Formolo (UAE Team Emirates) ed molti altri, fra cui Vincenzo Nibali, a causa del ritmo imposto da Jonathan Castroviejo (Ineos Grenadiers) che mantiene costante il divario tra la testa della corsa e il gruppo, sempre intorno ai 45 secondi.

A circa 1 chilometro dal GPM perde contatto dai primi Felix Großschartner, lasciando davanti le due coppie composte da Storer e Bardet del Team DSM e Caruso e Bilbao della Bahrain. I quattro transitano così al GPM con 46 secondi di vantaggio sul gruppo della Maglia Rosa. Sulle prime rampe della discesa, è un attacco di Aleksandr Vlasov (Astana-PremierTech) a rompere il gruppo, con i soli Egan Bernal e Jonathan Castroviejo (Ineos Grenadiers), João Almeida (Deceuninck-QuickStep), Hugh Carthy (EF Education-Nippo), Tobias Foss (Jumbo-Visma), Felix Großschartner (Bora-hangrohe) e Simon Yates (Team BikeExchange) che rientrano sul russo. La Maglia Rosa, però, fa rallentare il compagno Castroviejo per permettere di fare rientrare Daniel Martínez, rimasto attardato. Poco dopo il gruppo si ricompatta alle spalle dei primi quattro, che possono così concludere la discesa con 42” di vantaggio.

Sulle prime rampe dell’Alpe Motta, dopo aver tirato a lungo, si staccano dall atesta della corsa Storer e Bilbao, rimangono così solo Caruso e Bardet in testa alla corsa. Mentre dietro è sempre Daniel Martínez a condurre il gruppo Maglia Rosa nel quale appare in difficoltà Joao Almeida. Alle spalle della coppia al comando restano così solamente Daniel Martínez, Egan Bernal e Simon Yates, mentre Hugh Carthy, Aleksandr Vlasov e un João Almeida che fa l’elastico, perdono a loro volta contatto per il gran ritmo del corridore colombiano.

Ma il momento decisivo avviene appena dopo il traguardo volante, quando un ormai stremato Bardet si pianta dopo non essere più riuscito a dare alcun cambio e Caruso se ne va in testa da solo. Nello stesso momento Simon Yates perde contatto dalla Maglia Rosa, con Martinez che usa le sue ultime energie fino a scortare il proprio capitano all’ultimo chilometro, quando Bernal parte da solo andando a riprendere e superare Bardet mentre Caruso ormai comincia a sorridere per uno straordinario successo che lo vede tagliare il traguardo a braccia alzate, consapevole di non aver ribaltato il Giro, ma di aver comunque compiuto una impresa da campione.

Risultato Tappa 20 Giro d’Italia 2021

Classifica Generale Giro d’Italia 2021

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