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Tour de France 2018, Presentazione Squadre: Sky

Sky al Tour de France 2018 per vincere ancora. Con una formazione sempre di altissimo livello, lo squadrone britannico si appresta all’ennesima caccia al titolo attorno a Chris Froome. Reduce dal sucesso al Giro d’Italia il Keniano Bianco arriva alla Grande Boucle per innalzarsi alla corte dei grandissimi, anche se il clima con cui ci arriva a causa della ben nota positività del salbutamolo non è dei migliori, malgrado sia stato scagionato da ogni accusa di doping. Una situazione che Froome non vuole condizioni le sue prestazioni, sulle quali resta focalizzato, ben intenzionato a continuare le sue strisce da record.

Al suo fianco una selezione ovviamente di altissimo livello, che su ogni terreno, che appare senza punti deboli, in grado di offrire un contributo determinante in ogni circostanza, dalla pianura alle montagne passando per il pavé e i tracciati più nervosi. La straordinarietà della squadra è rappresentata in particolare dalla grande poliedricità di alcuni suoi componenti, spesso elementi che potrebbero essere capitani (con risultati prestigiosi) altrove.

Su tutti spicca Geraint Thomas, ex pistard passato sulla strada come uomo da pavé e da qualche anno a caccia della consacrazione anche nei grandi giri. Il gallese sarà sulla carta il Piano B di una squadra che non ama averne, ma potrebbe quest’anno anche tenerselo vista la particolarità della sfida. Ottimo cronoman, capace di dire la sua contro i big del pavé, coriaceo in salita e anche abbastanza esplosivo quando serve, Thomas è l’esempio perfetto del supporto che Froome potrà ricevere.

Come lui, completi come pochi altri nel circuito internazionale sono anche Michal Kwiatkowski e Gianni Moscon, elementi che possono fare la differenza praticamente su ogni terreno per confermare il loro contributo essenziale già dimostrato ampiamente nei passati successi del capitano, in particolare Tour e Vuelta 2017. Entrambi saranno, oltre che in salita, infatti essenziali anche sul pavé e nella cronosquadre, potenziali sicurezze anche in pianura.

Come se non bastasse già questa potenza di fuoco, in salita il leader potrà godere del supporto anche del giovane talento Egan Bernal, che secondo alcuni potrebbe anche rubare la scena, restando in ogni caso uno dei massimi indiziati per la Maglia Bianca, e un corridore di grande affidabilità come Wout Poels, già al fianco di Froome al Giro. Per questo il neerlandese sembra difficile possa ripetere l’exploit della scorsa Vuelta, quando concluse la corsa in sesta posizione, davanti a molti uomini di classifica. Dodicesimo quest’anno nella Corsa Rosa, dopo un inizio difficile, sarà comunque un elemento molto importante sia in salita che a crono, penultimo uomo a lavorare in salita (dopo Bernal e prima di Thomas per quelle che sembrano attualmente le gerarchie).

La squadra si completa con altri due corridori che non mancheranno di far valere il proprio supporto: Jonathan Castroviejo e Luke Rowe. Lo spagnolo, ex campione europeo e brono iridato nel 2016 a cronometro non sarà tuttavia solo usato per pianura e crono, ma è anche un corridore prezioso nelle tappe di media montagna, potendo lavorare sulle prime salite, consentendo così agli scalatori più puri di tenersi al coperto. Il ruolo del britannico emergerà presumibilmente invece, oltre ovviamente che in pianura e a crono, nella tappa del pavé, per la quale si presenta come il primo specialista della squadra.


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