I Volti Nuovi del Gruppo, Lorenzo Nespoli: “Ho parlato con l’Astana ma sono rimasto qua. Dagli infortuni ho imparato tanto”

Anche Lorenzo Nespoli fa parte della schiera di giovani lanciati nel professionismo dalla MBH Bank CSB Telecom Fort. Il classe 2004 è cresciuto con la formazione italiana, nella quale ha corso le sue stagioni dal 2023 al 2025. Nel corso di questi anni, il lombardo ha conquistato diversi risultati di prestigio, tra cui spiccano il GP Palio del Recioto 2025 e la classifica scalatori vinta nel Giro NextGen 2024, dove si è messo in mostra con diverse fughe. Il 21enne si è anche fatto notare con un piazzamento alla Settimana Coppi e Bartali 2025, dove ha ottenuto un bell’ottavo posto nella frazione conclusiva vinta da Jay Vine. La redazione di SpazioCiclismo ha intervistato in esclusiva Lorenzo Nespoli per la rubrica I Volti Nuovi del Gruppo, in cui diamo voce ai neoprofessionisti italiani.

Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di corridore sei?
Vado forte in salita e me la cavo sui percorsi duri, con tante salite una dopo l’altra. Sono uno scalatore.

A che età hai iniziato a correre?
Ho iniziato a 8 anni.

Chi era il tuo idolo quando hai iniziato?
Peter Sagan.

Come stai vivendo il passaggio al professionismo con la stessa squadra con cui hai corso da Under23?
L’ambiente è sempre quello e ci aiuta molto. Alla fine cambia solo il calendario. Ci sono stati nuovi innesti nel roster e nello staff, ma tutte le altre persone sono rimaste le stesse. E comunque mi trovo bene con tutti i nuovi innesti che ho conosciuto finora. Ti fanno sentire a tuo agio.

Hai già avuto modo di parlare con i nuovi arrivati in squadra?
Ci ho scambiato due parole quando abbiamo fatto il primo ritiro a ottobre. Conoscevo già alcuni dei corridori italiani. Fancellu lo vedo spesso, anche quando mi alleno a casa. Con Masnada ho scambiato qualche parola nel primo ritiro, avrò modo di conoscerlo meglio, come tutti gli altri compagni.

Con chi ti alleni, di solito?
Mi alleno principalmente con un mio amico, Riccardo Barbuto, ma anche con Asbjorn Hellemose, che però ora si trasferisce in Svizzera. Poi ogni tanto incontro Conca, Tizza, Ballerini, Gaffuri… Quando mi incontro con qualcuno di loro si esce insieme poi. Anche se in genere ognuno fa il suo allenamento.

Parlando della tua carriera finora, qual è il risultato di cui vai più fiero?
La prima vittoria sul Ghisallo, sicuramente. E poi i due campionati italiani nelle cronosquadre.

Quando hai capito che saresti passato professionista? La scorsa estate si era parlato anche di un possibile approdo nella XDS Astana.
Sì, abbiamo parlato fino a ottobre, poi però loro tiravano troppo per le lunghe e io sono stato male nel finale della stagione. Con il mio procuratore abbiamo deciso di firmare qui, visto che il passaggio nel professionismo era garantito.

Negli ultimi due anni in effetti non sei stato molto fortunato con gli infortuni. Pensi che questo ti abbia rallentato un po’ nella crescita? Ora è tutto alle spalle?
Adesso sono tranquillo, ho imparato dai miei errori. Quando ti infortuni o quando succede qualcosa, c’è sempre qualcosa di tuo. Anche l’anno scorso, a settembre, quando dovevo correre il Matteotti e quella parte di calendario, ho preso il coronavirus e non ho potuto farle. Per di più nella mia testa c’erano tante cose, come appunto il possibile passaggio nella XDS Astana. Poi ha iniziato ad andare tutto storto, non è stato bello. Ora sto lavorando, so il mio potenziale. Dagli infortuni ho solo imparato. Anche nel 2024 sono caduto al Belvedere e mi sono fatto male alla spalla, poi sono andato in altura e poco dopo ho vinto la classifica scalatori al Giro NextGen. Dai momenti difficili si impara sempre.

Conosci già il tuo programma di questa stagione?
Per il momento so solo che farò lo Sharjah Tour negli Emirati Arabi Uniti a gennaio. Poi definiremo meglio il mio calendario.

Che cosa chiedi a questa tua prima stagione da professionista?
Punto a imparare il più possibile. Con i corridori che abbiamo in squadra c’è solo da imparare e fare esperienza. Penso a imparare e a crescere il più possibile, anche in allenamento e fuori dall’allenamento.

È cambiato qualcosa nel tuo modo di allenarti, rispetto all’anno scorso?
In realtà non particolarmente. Il preparatore è lo stesso, sappiamo quali cose funzionano bene per me e lavoriamo tanto su quello. Sono più attento all’alimentazione. E poi sono più attento a coprirmi quando mi alleno, soprattutto se fa freddo. Sto più attento su tutto. I dettagli a volte fanno la differenza e come dicevo imparo dagli errori.

Proviamo a sognare in grande. Se tu dovessi scegliere una corsa da vincere da professionista, quale sceglieresti?
Il Lombardia, senza pensarci.

Meglio l’arrivo di Como o di Bergamo?
Como, tutta la vita. Mi alleno tutti i giorni lì praticamente.

Manda un messaggio ai giovani ciclisti che sognano di diventare professionisti.
Divertitevi, tutti i giorni. Adesso per me è diventato un lavoro e forse ancora non l’ho realizzato. io esco in bici e mi diverto tutti i giorni. Alla fine sei in bici tutti i giorni, tante ore, vai sempre di qua e di là… Se ti diverti, tutto è più facile. L’ho visto ancora di più nell’ultimo periodo, in cui sono stato male.

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