Giro di Turchia 2026, impresa del fuggitivo Christian Bagatin sulla terribile salita di Feslikan! Sebastian Berwick (2°) strappa la maglia a Ivan Sosa per 5″
L’Italia trova la prima vittoria al Giro di Turchia 2026 grazie a Christian Bagatin. Entrato nella fuga di giornata, il portacolori della MBH Bank CSB Telecom Fort ha poi staccato tutti i compagni d’avventura sulle prima rampe della lunga e durissima salita finale di Feslikan, iniziata con un vantaggio di circa sei minuti sul gruppo, ed è riuscito resistere alla rimonta degli uomini di classifica, mantenendo 1’01” di margine all’arrivo e andando così a conquistare il suo primo successo tra i professionisti. Alle sue spalle, secondo posto per Sebastian Berwick (Caja Rural-Seguros RGA), che è riuscito ad anticipare di 12″ Jordan Jegat (TotalEnergies) e il leader Ivan Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma).
Il colombiano deve così cedere il simbolo del primato all’australiano per soli cinque secondi, mentre in terza posizione, a 59″, sale il belga Kamiel Bonneu (Solution Tech-Nippo-Rali). Un po’ in difficoltà Nicolas Breuillard (TotalEnergies) e Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort), che scendono rispettivamente al quinto e al sesto posto (a 1’14” e a 1’20” da Berwick) dopo essere stati superati anche da Jegat, quarto a 1’05”.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Sin dalla partenza una serie di tentativi di attacco scuote il gruppo, ma nessuno riesce a concretizzarsi e, a 100 chilometri dall’arrivo, il plotone è ancora compatto. Poco dopo, però, un terzetto riesce finalmente a prendere un po’ di margine: a comporlo sono Metkel Eyob (Istanbul Team), Feritcan Şamli (Sport Toto Cycling Team) e Jonah Killy (Tarteletto–Isorex), al cui inseguimento si lanciano Filippo Cettolin e Santiago Ferraro (Bardiani CSF 7 Saber), poi raggiunti anche da Tim Marsman (Alpecin-Premier Tech). Questi tre si trovano a recuperare poco meno di un minuto dalla testa della corsa, il cui margine sul plotone è invece di 1’20”.
Cettolin si rialza presto e si fa riassorbire, mentre Ferraro e Marsman riescono ad avvicinarsi fino a 30″ dai battistrada prima di rimbalzare indietro e venir ripresi dal gruppo, dal quale fuoriesce subito un nuovo drappello di contrattaccanti su impulso della Alpecin-Premier Tech. Ad allungare sono infatti Tim Marsman, Jonas Rickaert e Sente Sentjens, assieme a Lev Gonov (XDS Astana), Javier Ibañez (Caja Rural-Seguros RGA), Marc Brustenga (Equipo Kern Pharma), Ferre Geeraerts (Team Flanders-Baloise), Santiago Ferraro (Bardiani CSF 7 Saber), Zeno Moonen (Tarteletto-Isorex), Christian Bagatin e Barnabás Peák (MBH Bank CSB Telecom Fort).
Questi undici si riportano rapidamente sul terzetto al comando, mentre si muove con un attimo di ritardo Mark Stewart (Modern Adventure Pro Cycling), che resta per un po’ a bagnomaria prima di venir ripreso dal plotone. Nel frattempo, il vantaggio della testa della corsa cresce e si attesta sui tre minuti, ma nel lungo tratto pianeggiante che anticipa la salita finale arriva a toccare i 6’20”, gap con il quale viene approcciata la lunga ascesa finale di Feslikan. Sulle prime rampe, la fuga si sfalda e davanti restano Bagatin, Isasa e Şamli, ma l’azzurro resta presto da solo al comando, con poco meno di 18 chilometri all’arrivo.
Dietro, sono Cofidis e TotalEnergies ad alzare il ritmo una volta iniziata la salita, con il gruppo che perde subito parecchi pezzi e inizia a recuperare terreno nei confronti di Bagatin, il quale comunque prosegue con una buona pedalata e mantiene 4’20 di vantaggio ai -12. Dopo il lavoro del team francese, il primo a muoversi è Geoffrey Bouchard (TotalEnergies), che riesce inizialmente a guadagnare una quindicina di secondi di margine su un plotone ridotto ormai a una trentina di unità e tirato dalla Caja Rural-Seguros RGA. Lo scalatore transalpino, comunque, non recupera moltissimo su Bagatin, che a 6000 metri dal traguardo mantiene ancora 3′ di margine su di lui e 3’30” sul gruppo.
Bouchard rimbalza progressivamente indietro nel momento in cui inizia il tratto più duro della salita e viene ripreso dal plotone (nel frattempo andato a riassorbire tutti gli altri ex fuggitivi) una volta entrato negli ultimi quattro chilometri, dove il vantaggio di Bagatin è ancora di 2’45”. Ai -3 inizia quindi la bagarre tra gli uomini di classifica e si lancia all’attacco Sebastian Berwick (Caja Rural-Seguros RGA), al quale in seguito risponde Jordan Jegat (TotalEnergies) con a ruota il leader Ivan Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma), che poi stacca il francese e prova da solo a colmare la decina di secondi di svantaggio nei confronti dell’australiano.
Davanti, intanto, Bagatin entra nell’ultimo chilometro con ancora più di un minuto di margine e, con le ultime energie e stringendo i denti, va a conquistare una splendida vittoria, la prima in carriera. Dopo essersi avvicinato leggermente, Sosa perde invece qualcosa nei confronti di Berwick nel finale, con l’australiano che, sfinito, va quindi a chiudere al secondo posto con 1’01” di ritardo da Bagatin, mentre il colombiano viene beffato sul traguardo dalla rimonta di Jegat, che gli porta via i 4″ di abbuono del terzo posto che avrebbero reso la lotta per la generale ancor più aperta. Ora, infatti, Sosa si ritrova a 5″ dal nuovo leader Berwick, ma con il prezioso abbuono la distanza sarebbe stata di un solo secondo.
Risultato e Classifiche Tappa 6 Giro di Turchia 2026
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