I Volti Nuovi del Gruppo, Matteo Turconi: “Passare da juniores a pro’ è un bel salto doppio. Mio fratello è un punto di riferimento”

Matteo Turconi è uno dei protagonisti più giovani della rubrica I Volti Nuovi del Gruppo. Il classe 2007 passa professionista con la Bardiani CSF 7 Saber in questa stagione, dopo due anni estremamente soddisfacenti con la Bustese Olonia ASD, dove ha corso nella categoria juniores vincendo cinque gare nel 2025. Ad appena 18 anni, mentre ancora affronta l’ultimo anno delle scuole superiori, il lombardo si trova già a poter correre con i professionisti con un contratto quadriennale, una possibilità che non viene offerta a tutti. Nella nuova squadra trova il fratello Filippo Turconi, anche lui professionista. La redazione di SpazioCiclismo ha intervistato Matteo Turconi in esclusiva in vista della sua prima stagione tra i pro’.

Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di corridore sei?
Devo ancora cercare di capirlo bene. Non c’è un terreno su cui mi sento ancora di dire che è il mio. In salita mi difendo, vado abbastanza bene a cronometro e ho uno spunto veloce, non in volatoni di gruppo ma in gruppi un po’ ristretti posso dire la mia.

A che età hai iniziato a correre?
A 6 anni, da G1.

Qual era il tuo idolo?
Inizialmente mi piaceva Nibali, quando ho iniziato a correre c’era lui e quello che faceva era impressionante. È sempre stato il mio idolo. Poi c’è stato Sagan, che faceva della bici un divertimento. Quindi mi piaceva molto. Del ciclismo moderno Pogacar.

Fino all’anno scorso, la Bardiani CSF 7 Saber aveva un progetto che combinava squadra Under e Professional. Con il nuovo regolamento UCI, questo progetto è stato chiuso. Per te questo è uno svantaggio, perché chiaramente ora correrai solo gare coi professionisti, o un vantaggio, visto che ti permette di confrontarti subito a un livello più alto?
Penso che in ogni caso riuscirò a crescere. Forse nelle gare Under23 avrei preso più morale. Ritrovarmi da fare le gare juniores ad affrontare subito i professionisti è un grande salto. È già un bel salto passare da juniores ad Under, così è un salto doppio. Ma non mi spaventa. Io darò il massimo, poi quello che succede succede.

Alcuni corridori di grande talento, come Paul Seixas e Remco Evenepoel, hanno fatto questo grande salto dagli juniores al professionismo prima di te. Ti ispiri a loro?
Non mi paragono a loro, penso che loro siano dei fenomeni. Però sicuramente è un grande risultato, a inizio anno non mi sarei mai aspettato di fare un salto del genere. Sono molto soddisfatto.

Corsa juniores di cui sei più orgoglioso.
Quest’anno ho vinto cinque gare ma non saprei dire la più bella. C’è stata la vittoria al Brinzio, che è una gara regionale che considero gara di casa perché è dove mi alleno. Poi ovviamente il campionato regionale è un risultato importante. Ma anche una gara nazionale come il Memorial Salvatico, con arrivo in salita. Quindi non saprei dire, forse il campionato regionale perché è comunque un titolo.

Sai già quale potrebbe essere il tuo calendario?
Non ancora. Penso che inizierò a fare le gare .2, che sono di livello un po’ più basso. Anche perché sto ancora finendo la scuola, quindi non sarà facile combinare scuola e gare.

Quest’anno tra l’altro fai la maturità. Ti spaventa questa necessità di combinare scuola e carriera da professionista?
Sicuramente non è facile ma ho la fortuna che io apprendo in fretta e la scuola mi viene tanto incontro. Sono fortunato sotto questi aspetti. Ma non mi spaventa.

Riesci ad allenarti bene di pomeriggio dopo la scuola?
Adesso che le giornate sono corte non riesco a fare più di tre ore, tranne che nel weekend. Intanto ho approfittato delle vacanze invernali per fare un bel carico di lavoro.

Quanto è importante avere tuo fratello in squadra, per iniziare questa nuova esperienza da professionista?
Importantissimo. Lo prendo come punto di riferimento, mi dà tanti consigli e io nel mio piccolo cerco di fare lo stesso. Lui ha fatto più o meno il mio stesso percorso, quindi lo prendo davvero come riferimento.

Com’è il tuo rapporto con i Reverberi?
Molto buono. Devo ringraziarli per la fiducia che mi hanno dato. Penso non sia facile avere così tanta fiducia su un ragazzino di 18 anni. Devo ringraziarli molto, mi hanno fatto fare un grande passo per il mio futuro.

Tu vivi a Busto Arsizio. Con chi ti alleni di solito?
In questo periodo non mi alleno mai con mio fratello, perché lui esce di mattina e io di pomeriggio. Ora esco spesso con Riccardo Colombo, Missaglia e in generale con i miei ex compagni di squadra.

Proviamo a sognare in grande. Che corsa vorresti vincere da professionista?
Se ti devo dire proprio un sogno, direi le Strade Bianche. Quest’anno ho fatto l’Eroica ed è un riscatto che devo prendermi, perché sono caduto mentre eravamo in fuga in due. Sarebbe un sogno, è una corsa bellissima.

Manda un messaggio ai giovani che iniziano con il ciclismo.
Non mollare mai. Alla fine con l’impegno, la perseveranza e la costanza puoi farcela. Basta che non molli e non ti abbatti. I momenti duri ci sono sempre, è la capacità di superarli che fa crescere.

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