Settimana Coppi e Bartali 2026, Manuele Tarozzi: “In fuga c’era poca collaborazione. Nei prossimi giorni ci riproviamo”

Lo specialista delle fughe Manuele Tarozzi è stato protagonista nella prima tappa della Settimana Coppi e Bartali 2026. Già alla partenza di Barbaresco aveva già confessato ai nostri microfoni l’intenzione di inserirsi nell’attacco di giornata e il classe ’98 non ha mentito, inserendosi nell’azione che ha movimentato la tappa verso Barolo. Per sua sfortuna, però, il gruppo non ha mai concesso troppo spazio, annullando il tentativo a una quindicina di chilometri dalla conclusione. Se il risultato finale non è arrivato, il corridore della Bardiani CSF 7 Saber può comunque essere soddisfatto della propria prestazione, pochi giorni dopo essere stato in fuga anche alla Milano-Sanremo 2026.

“L’obiettivo era entrare nella fuga di giornata e siamo riusciti a entrarci – ha confermato a SpazioCiclismo nell’intervista dopo l’arrivo – Purtroppo però secondo me c’era poca collaborazione, forse anche perché c’erano poche gambe. C’è stato un momento in cui ho sperato di riuscire a restare davanti almeno fino all’imbocco della salita, ci hanno ripreso proprio poco prima. Il gruppo non ha sbagliato i conti, questa volta. Però la gamba c’è, quindi nei prossimi giorni ci vorrei riprovare… Già domani magari, ho visto le previsioni meteo e parlano di molto vento. Bisogna vedere, magari ci proviamo ancora. Non ho sprintato per la maglia GPM, l’ho già vinta due anni fa e quindi la voglio lasciare a qualcun altro”.

Alla partenza, sempre ai nostri microfoni il corridore aveva dichiarato: “Sicuramente quelle della Coppi e Bartali sono tappe adatte alla fuga, già la prima. È una tappa nervosa, non c’è ancora un leader… secondo me è adatta. Dopo questa corsa andrò all’Hainan, in Cina, e poi se non ci sono intoppi andrò al Giro d’Italia. Lì, non avendo un leader per la classifica generale, il nostro obiettivo come squadra sarà entrare nelle fughe di giornata. Ultimamente andare in fuga è già quasi una vittoria, ci vuole tanto per riuscire ad andare via dal gruppo. Ormai in salita possono vincere solo quei tre o quattro lì, quindi tutto il gruppo punta ad andare in fuga“.

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