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#SpazioTalk, Damiano Cima ancora senza squadra: “Due anni fa vincevo al Giro, non so perché non ho un contratto”

Damiano Cima non vuole mollare il ciclismo e continua ad allenarsi. Il bresciano ha terminato il proprio accordo biennale con la Gazprom-RusVelo, squadra in cui era approdato al termine del 2019, dopo l’esperienza con la Nippo Vini Fantini Faizané. Proprio con la squadra italiana aveva vissuto il momento più emozionante della sua carriera, vincendo la diciottesima tappa del Giro d’Italia in un finale thrilling, in cui aveva resistito al ritorno del gruppo, dopo la lunga fuga di giornata a tre, per conquistare il successo per pochi metri. Il 28enne lombardo ha parlato ai microfoni di SpazioCiclismo della sua attuale situazione contrattuale e del suo CicloMercato, dato che figura tuttora tra gli italiani senza contratto di questa stagione. Una parte dell’intervista, che qui riportiamo completa, può essere ascoltata anche nell’ultima puntata di SpazioTalk, insieme ad altri contenuti esclusivi.

Hai trovato una squadra per questa stagione?
Attualmente sono senza contratto, il mio accordo con la Gazprom è terminato. I miei procuratori, A&J All sports, stanno ancora cercando una sistemazione per quest’anno.

La scorsa stagione ti ha visto ottenere una vittoria in Repubblica Ceca e piazzamenti importanti. Perché allora non è ancora arrivata una chiamata?
Bella domanda. Non lo so. Ad oggi non conosco ancora la motivazione per cui Gazprom non mi ha rinnovato il contratto. Non capisco e non so perché a 28 anni mi trovo in questa situazione.

Quando hai saputo che non saresti rimasto in Gazprom? Hai ricevuto una spiegazione?
A inizio dicembre. E non ho avuto una spiegazione chiara.

Che tipo di esperienza cerchi a questo punto? Vuoi metterti in mostra a livello personale o stare a servizio della squadra?
In questi anni ho sempre fatto quello che mi veniva chiesto dal team. Con Nippo mi è stato chiesto di andare in fuga, l’ho fatto.  Al Giro d’Italia ho ampiamente dimostrato di saperlo fare. Alla Gazprom quest’anno mi è stato chiesto di fare volate e penso di essermi comportato bene. Non sono mai stato un velocista da gruppo compatto, ma i piazzamenti sono arrivati. Ok, non sono un vincente in una volata di gruppo, ma non lo sono mai stato. Ho sempre cercato di fare al meglio ciò che mi veniva chiesto.

Nel tuo palmarès figura anche una vittoria di tappa al Giro d’Italia. Come ti spieghi il fatto che non hai ancora un contratto? E perché avevi scelto la Gazprom dopo il 2019?
Nippo aveva chiuso, i suoi sponsor si erano divisi tra Israel, Delko e Bardiani. La Gazprom si è presentata con un progetto importante, vicino a casa, e sono convinto che per me quella fosse la scelta migliore per il futuro, in quel momento.

Il 2019 tra l’altro è stata la tua stagione più importante.
Sì, non ho solo vinto la tappa del Giro d’Italia ma ho fatto terzo nella classifica a punti, cosa che non mi sarei mai aspettato, e sono stato il corridore con più chilometri di fuga. Non è stato solo un giorno, ma ho dimostrato qualcosa per tutto il Giro.

Sei fiducioso sulla possibilità di ricevere offerte? Vale per te come per Pozzovivo, Minali, Attilio Viviani e i tanti italiani ancora alla ricerca di un contratto.
La situazione non è buona e non è facile trovare una sistemazione. Tanti corridori sono senza contratto. Io finché ci sarà una speranza continuerò ad allenarmi e a crederci. Poi sarà il destino a scrivere ciò che riterrà più opportuno.

Ti sei messo una data di scadenza per continuare?
Per il momento no. E non ho un piano B diverso dal fare il corridore.

Alcuni sponsor però sembrano aver mostrato interesse per alcune squadre ciclistiche italiane. Speri che questo possa aiutare il movimento?
Lo spero, per il ciclismo italiano. Merita di crescere e di continuare a crescere. Tanti ciclisti italiani hanno dimostrato di saper tenere alta la bandiera italiana.

C’è qualche messaggio che vuoi lanciare a chi entra nel mondo del ciclismo in questi anni, anche in base alla sua esperienza personale?
In questo momento mi sento di dire, e magari è una cosa un po’ banale, che ogni anno può essere l’ultimo. Niente è sicuro in questo sport, personalmente non è facile perché la situazione è ancora incerta. Tanti corridori sono ancora senza contratto a gennaio.


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