© Team Monti Deceuninck - QuickStep

Team Monti-Deceuninck QuickStep, Patrick Lefevere pessimista per il suo vivaio italiano: “Ho perso la fiducia”

Patrick Lefevere sembra aver rinunciato al Team Monti. La formazione continental italiana è nata ed è stata annunciata come vivaio della corazzata belga, ma dopo il primo ritiro in Toscana tutto sembra essersi fermato. Da settimane non si hanno infatti più notizie di un progetto che sembrava invece poter partire con basi solide, nomi di riferimento di spessore, a partire dal team manager Riccardo Magrini, passando da altri esperti membri dello staff come Roberto Amadio, Wladimir Belli, Mario Scirea e Stefano Zanatti, oltre al dottor Roberto Corsetti. Assente dalle liste UCI pubblicate sul sito ufficiale, la squadra appare attualmente più che incerta visti i ritardi nei pagamenti. Tutto può ancora risolversi e il patron Tony Monti fa sapere che la questione è legata alla Brexit, ma intanto i pagamenti son bloccati e ormai la questione si fa sempre più seria.

Tra i costi da sostenere anche 150-200 mila euro che la squadra italiana deve alla formazione WorldTour, che ne ha anticipato degli ordini ai fornitori. “Sulla carta non doveva costarmi niente – spiega Lefevere a Wielerflits – Avrei avuto solo benefici in cambio dell’utilizzo del nostro nome e materiale. Ero entusiasta perché la struttura diretta da Magrini mi sembrava solida. C’erano anche connessioni con la ex Liquigas […] Attualmente non so più… Ma possiamo quantomeno parlare di una falsa partenza. In ogni caso, ho interrotto la fornitura di materiali”.

Il motivo è molto semplice, la squadra belga ha anticipato dei costi che non le sono stati rimborsati: “Dalle bici Specialized alle maglie, occhiali e caschi. Io dovevo fare l’ordine e loro rimborsarmi gli assegni. Ma la questione è in sospeso da un po’ ormai. Quindi, ad esempio, ho chiesto alla Vermarc di fermare le consegne. Ho avuto già dei costi tra 150 e 200 mila euro, non voglio che aumentino“.

Anche a Lefevere ha ricevuto delle rassicurazioni, ma confessa di “aver perso la fiducia” tanto da essere pronto ormai a “restare senza un vivaio”. La cifra necessaria per coprire tutto sarebbe circa un milione di euro, che potenzialmente spiega sarebbe anche pronto a mettere “per coprire il buco”, ma non è nelle sue possibilità. “Se le cose dovessero andare così sarebbe davvero un peccato per i corridori – conclude – Siamo ormai a fine gennaio e non sarà facile per quei ragazzi trovare un posto dove stare”.

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