Bardiani-CSF-Faizanè, Roberto Reverberi commenta la rescissione di Kevin Rivera e Filippo Zaccanti

Kevin Rivera e Filippo Zaccanti non corrono più per la Bardiani CSF Faizanè. Entrambi hanno infatti rescisso il contratto consensualmente con la formazione di Roberto Reverberi dopo alcuni mesi complicati e un percorso con il team che non è stato all’altezza delle reciproche aspettative. L’italia era arrivato al #GreenTeam nel 2020, dopo due stagioni con la Nippo – Fantini – Faizanè, con la quale aveva anche vinto il Tour de Korea, ma complici anche i problemi che hanno sconvolto il mondo non è riuscito a correre molto. Due anni difficili per il 25enne bergamasco, che non è più riuscito a trovare le sensazioni giuste, tanto da essere riuscito a completare solo due corse nella sua esperienza con il team su un totale di undici corse disputate. Le ultime, Giro dell’Appennino e GP Lugano, a pochi giorni dalla decisione presa in accordo con il team vedendo che i risultati continuavano a non arrivare.

Più travagliato appare invece l’addio del costaricense, uno dei corridori di punta del nuovo corso della storica squadra dei Reverberi. Arrivato questo inverno assieme a Jonathan Cañaveral dopo un intervento al naso che gli ha condizionato la preparazione, il classe 1998 ha vissuto mesi difficili in sella, complice anche l’aver contratto il covid. Un periodo difficile dal quale non sembra essersi mai ripreso, come dimostrano i risultati non proprio brillanti ottenuti. In cinque corse e 25 giorni di corsa complessivi, infatti, il 23enne non è mai entrato nei primi dieci, con un 22° posto di tappa alla Vuelta al Tachira come miglior risultato stagionale. La sua ultima corsa con il team resterà dunque il Giro di Turchia, al quale aveva partecipato per valutare la possibilità di essere al Giro d’Italia, come previsto nei programmi iniziali.

A confermare un addio difficile è l’entourage del corridore: “Se la squadra crede che i corridori sono bestiame, noi preferiamo rinunciare a questa squadra, andarcene e provare con altre squadre perché sappiamo che ce ne sono alcune interessate – fa sapere Piero Ravaglia a CRciclismo – Non ci siamo sentiti a nostro agio, prima alla Androni si poteva parlare, con la Bardiani invece le cose sono cambiate perché non credono che stia male e si sono messi in testa questa cosa”. Dichiarazioni fatte “per chiarire” che non arrivano direttamente dal corridore (che intanto ha sorpreso anche Maurizio Fondriest e Paolo Alberati, i quali stavano preparando la logistica per il suo rientro in Italia), in quanto viene fatto sapere che preferisce “non parlare pubblicamente” in questo momento per concentrarsi sul suo recupero.

“A metà maggio è tornato in Costa Rica – ci spiega Roberto Reverberi quando lo contattiamo per chiarire la situazione – Doveva essere convocato per i Giochi e ci ha detto che tornava nel suo paese per fare tutti i necessari passaggi burocratici e per prepararsi. Avevamo concordato un ritorno per il mese di luglio, ma poi ci ha detto che non si sentiva e non è tornato”. Da qui si è arrivati alla decisione di interrompere un rapporto lavorativo che non ha mai dato i suoi frutti, e l’esperto direttore sportivo dettaglia come sono andate le cose, rivelando che la richiesta è arrivata direttamente dal corridore.

“Il tempo gli è stato dato – aggiunge Reverberi  – Ha avuto problemi, ha avuto il covid a gennaio e gli è stato dato il tempo di riprendersi. Poi è venuto in Italia e ha fatto pochissime corse con risultati scarsi, continuando a dire che non è stato bene. Poi doveva rientrare a luglio, avevamo un accordo che rientrava per il Sibiu, ma ha chiamato dicendo che non si sentiva ancora bene, che non aveva potuto allenarsi bene e non se la sentiva di tornare in Italia. Ha chiesto lui la risoluzione contratto e di non venire in Europa. In questi casi noi che dovremmo fare? Se un dipendente non si presenta a lavoro e se ne vuole andare, cosa dovrebbe fare un datore di lavoro? Dobbiamo anche far quadrare i conti e abbiamo degli sponsor a cui rendere conto”.

Originariamente composta da 22 corridori a gennaio, la formazione professional italiana risulta così avere ora venti corridori in organico per gli ultimi mesi dell’anno. Essendo ancora dentro al minimo richiesto dall’UCI per le squadre di seconda categoria, con la possibilità inoltre di ingaggiare degli stagisti a partire dal primo agosto, il team non ha dunque intenzione di sostituire i due corridori partenti nel corso del 2021, preferendo concentrarsi sul CicloMercato 2022.

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