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Israel Start-Up Nation, 5 milioni sul tavolo per convincere Chris Froome a lasciare la Ineos

5 milioni per convincere Chris Froome a cambiare subito squadra. L’aspetto economico non è chiaramente l’unico in ballo per il Keniano Bianco, né gli argomenti della Israel Start-Up Nation sono solo questi. Ma le cifre riportate dal Times mostrano chiaramente come il progetto di un trasferimento a stagione in corso sia concreto. Per il suo esordio al Tour de France la compagine israeliana vorrebbe essere capitanata dal corridore più vincente in attività, che dal canto suo potrebbe così essere al via come capitano unico del team per andare ad inseguire il suo quinto titolo. Quel che appariva impensabile ad inizio stagione, improbabile qualche settimana fa, diventa ora una concreta opzione sul tavolo. In scadenza di contratto a fine stagione, senza proposta di rinnovo per il prossimo anno, l’uomo simbolo della ex Sky potrebbe davvero lasciare in anticipo? I suoi dubbi emersi in questo periodo impediscono di rispondere come chiunque avrebbe fatto solo poche settimane fa.

Le squadre si rifiutano di commentare, così come il corridore, ma l’interesse della formazione di Sylvan Adams è stato già appurato nelle scorse settimane. L’impressione è che più che del “se” bisogna parlare del “quando”. Vincitrice di sei edizioni in sette anni con quattro corridori diversi, la Ineos potrebbe privarsi del corridore che l’ha portata ai massimi livelli visto che in organico ora ha gli ultimi due vincitori della Grande Boucle, nonché i primi due della scorsa edizione. E se la coesistenza tra due corridori la corazzata britannica ha già dimostrato di saperla gestire in maniera brillante, tre galli nel pollaio sembrano a questo punto troppi.

Lo stesso direttore sportivo Servais Knaven nei giorni scorsi ha ammesso che partire con tre capitani sarebbe complicato, parlando piuttosto di due capitani e un battitore libero. Il che può sembrare quasi la stessa cosa, ma in realtà significa che il terzo non avrebbe la stessa protezione né attenzione da parte del team, in corsa e fuori. Potrebbe essere lasciato solo in caso di problemi oppure non essere aspettato dai compagni. E questo uomo potrebbe essere Froome, quello su cui pesa l’incertezza di un terribile infortunio subito ormai un anno fa.

Se da un lato il Keniano Bianco è stato uno dei pochi avvantaggiati dal blocco delle corse, permettendogli di avere più tempo per prepararsi, nessuno sa realmente (nemmeno lui) come il suo corpo reagirà in corsa. Una incertezza che in un clima così teso potrebbe portare la squadra a sacrificarlo all’altare degli altri due. Egan Bernal dalla sua ha la forza del campione in carica e l’età di chi è destinato a migliorare ancora, mentre Geraint Thomas l’affidabilità conquistata sul campo di persona leale, nonché capace di vincere nel 2018 e chiudere alle spalle del solo compagno lo scorso anno.

Vista la situazione, un contratto triennale da cinque milioni l’anno con una squadra che ti può mettere a disposizione una intera squadra potrebbe valerne la pena. Se è vero che la sua potenziale nuova destinazione non è al livello della corazzata a cui è abituato, scortato da corridori come Daniel Martin, Dani Navarro, Ben Hermans e Krists Neilands, nonché passisti come Mathias Brandle, André Greipel e Nils Politt, Chris Froome può comunque trovare un supporto importante nella sua agognata caccia al quinto Tour de France.

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