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Team Sky, il testosterone fu consegnato e mai restituito, ma per chi era?

Continuano le udienze di Richard Freeman al tribunale. L’ex medico della Sky è tornato prepotentemente a far parlare di sé in queste ultime settimane per il caso riguardando il testosterone che sarebbe stato da lui ordinato per Shane Sutton, preparatore della squadra e mentore di Bradley Wiggins, all’epoca l’uomo di punta della corazzata britannica. Nell’udienza svoltasi ieri di fronte alla commissione medica Freeman si trova ad affrontare un totale di 22 allegazioni, delle quali ne contesta sostanzialmente quattro, tutte legate alla consegna di testosterone, sostanza proibita sia fuori che durante le competizioni. Le altre sarebbero invece provate o confessate, secondo quanto riporta cyclingnews. Tra le accuse il fatto che questo ordine fosse stato fatto “sapendo o credendo che sarebbe dovuto essere somministrato ad un atleta per migliorare le sue prestazioni”.

La risposta inizialmente era negativa da parte del medico, che avrebbe testimoniato, secondo quanto riporta la BBC, che “Shane Sutton ha specificatamente richiesto che gli prescrivessi del Testogel”. Una teoria che Sutton ha sempre rifiutato e che secondo il legale dell’accusa Simon Jackson, sarebbe solo un cercare un capro espiatorio. I legali di Freeman confermano tuttavia la veridicità dell’affermazione del proprio assistito, anche se recentemente avevano ammesso come avesse anche “detto molte bugie”.

La prossima settimana Sutton comparirà a sua volta davanti alla commissione medica (le cui audizioni continueranno almeno sino al 20 dicembre) e, secondo la BBC, produrrà delle prove per “dimostrare di non avere bisogno di testosterone” (Freeman aveva invece raccontato lo avesse usato per trattare una disfunzione erettile). La teoria dell’accusa è dunque che sia stato usate per effettuare delle microdosi per “migliorare le prestazioni atletiche” di un corridore, il cui nome sinora non è mai stato fatto.

Secondo l’accusa, Freeman aveva inoltre fatto “una leggera pressione” su Trish Meats, della compagnia che fornisce il medicinale, affinché mandasse una mail per “tirarsi fuori da una situazione che aveva creato”. Nella mail, effettivamente mandata, si confermava “di aver ricevuto indietro il pack di 30 sacchetti di Testogel 50gr mandati per errore”,  ma la Meats ha successivamente confermato che il Testogel non è stato mai restituito e rimane addebitato alla British Cycling (per la quale il medico lavorava contemporaneamente ai suoi incarichi in Sky). Una richiesta che Freeman confessa di aver fatto, ma secondo l’avvocato di Freeman Mary O’Rourke le conclusioni a cui arriva di conseguenza l’accusa “non sono sostenibili”, annunciando invece di aver chiamato a testimoniare il fisioterapista della British Cycling Phil Burt e il capo del servizio medico Steve Peters, oltre a Sutton.

Punto cruciale per la difesa sarebbe un documento firmato da Sutton che sarebbe stato mandato al Daily Mail come “assicurazione contro qualsiasi accusa di diffamazione” da parte di Bradley Wiggins, Dave Brailsford o Freeman. Secondo l’accusa, questo documento “contiene un numero di bugie” e “contraddice” quanto testimoniato da Sutton al parlamento britannico, il cui report finale del 2018 riportava che la squadra aveva “superato il confine etico” portando la commissione a credere “che alcune medicine fossero usate dal Team Sky, all’interno delle regole AMA, per migliorare le prestazioni dei corridori, non solamente per trattare esigenze mediche”. Un report al quale Wiggins, Brailsford e la Sky avevano risposte negando qualsiasi comportamento sbagliato.

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