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Sky, l’ex medico Freeman ammette di avere ordinato il testosterone nel 2011

Si è riaperto in queste ore il processo contro Richard Freeman, ex medico del Team Sky e della Federazione britannica. Il procedimento, partito lo scorso febbraio, lo vede difendersi dalle accuse riguardanti il caso Triamcinolone. Al dottore è stato contestato l’ordine di 30 bustine di Testogel, un prodotto contenente testosterone, effettuato il 16 maggio 2011 presso i fornitori di Oldham Fit4Sport. Freeman ha negato di aver effettuato volontariamente quest’ordine, sostenendo anche davanti all’antidoping britannica che fossero state ordinate per un membro del personale e non per un atleta, e che erano state restituite a Fit4Sport, ulteriore affermazione sulla quale deve rendere conto al tribunale.

“Ha detto molte bugie” ha ammesso l’avvocato Mary O’Rourke alla riapertura del processo contro il suo cliente. Nelle osservazioni riportate dal Times, l’avvocato prepara il cambio di versione dell’ex medico. Al fascicolo del processo, riapertosi martedì scorso presso la Manchester Court dopo diversi aggiornamenti, è stato aggiunto un documento importante. Si tratta di un documento del 24 settembre 2019 in cui l’ex medico modifica completamente la propria versione ammettendo di avere ordinato le 30 bustine, ribadendo però che fosse per un membro del personale che era malato in quel momento. I magistrati avranno tempo per studiare questa nuova versione fino al 20 dicembre, data in cui è previsto il verdetto.

Il tribunale avrebbe inoltre indagato sull’accusa secondo cui, durante il suo periodo come medico sociale del Team Sky e della Federazione, il dottor Freeman abbia fornito in modo inappropriato un trattamento medico che non costituiva il primo soccorso per i membri del personale non atleti. Ha anche presumibilmente omesso di informare i tre medici generici dei farmaci prescritti e dei motivi della prescrizione.

Il dottor Freeman è anche accusato di non avere mantenuto un adeguato sistema di gestione dei registri, che la sua gestione dei farmaci soggetti a prescrizione era inappropriata e che non è riuscito a garantire che i dati contenuti in un laptop, che è stato rubato nell’agosto 2014, potessero essere recuperati.

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