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Sarà possibile tornare in bici dal 4 maggio? Verso la riapertura anche lontano da casa, ma con limiti e buon senso. È anche occasione per incentivarne l’uso

Possibile che si possa tutti tornare in sella dal 4 maggio. Con l’uscita dal lockdown e l’entrata nella cosiddetta fase 2, l’attività sportiva potrebbe essere consentita anche oltre la prossimità di casa, ovviamente sempre in solitaria e rispettando alcune precauzioni (importante in questo contesto ricordare lo studio pubblicato nei giorni scorsi riguardo le distanze da seguire quando si corre o si va in bicicletta). Se queste anticipazioni dovessero essere confermate, non ci sarebbe solamente l’auspicata riapertura per i professionisti, ma la possibilità per tutti di tornare in bicicletta, sostanzialmente vietata attualmente se non per gli spostamenti consentiti.

“Nel decreto che andrà in vigore dal 4 maggio, il Governo sta valutando di consentire la ripresa dell’attività fisica all’aperto, a patto che si sia da soli e che si mantengano le distanze di sicurezza – scrive in merito Repubblica – In pratica, un po’ come già proposto dal governatore del Veneto, Zaia, sarà possibile andare a correre anche oltre i 200 metri da casa”.

Da precisare chiaramente che, nel caso che queste anticipazioni dovessero concretizzarsi nel DPCM che dovrà essere appositamente scritto, sarà possibile restare fuori soltanto per il tempo necessario alla propria attività fisica, sempre ovviamente mantenendo le distanze sociali che continueremo a dover adottare anche nel futuro prossimo, almeno fino a quando il COVID-19 non sarà debellato e non esisterà un vaccino.

Ovviamente, si tratta al momento di ipotesi tutte da confermare e valutare in base ancora all’andamento dei numeri dei contagi, guariti e decessi, con un calendario che dovrà essere definito anche secondo le raccomandazioni degli esperti, partendo da Walter Ricciardi, consulente del governo e membro del direttivo dell’Organizzazione Modiale della Sanità, tra le voci più autorevoli in questo periodo di grande difficoltà. Una seconda ondata epidemica e nuovi focolai epidimici sono considerati infatti certezze e non rischi possibili, per cui sarà comunque necessario osservare accortezze e precauzioni.

In un contesto in cui ci saranno limitazioni importanti anche negli spostamenti, la bicicletta resta tuttavia un mezzo privilegiato e già in alcuni comuni e regioni si valutano soluzioni per incentivarne la pratica quotidiana, non tanto a livello di attività ludica e motoria, quanto piuttosto proprio come una soluzione possibile per migliorare la sicurezza negli spostamenti. Una opportunità scelta già da alcune nazioni, che speriamo possa diventare una realtà anche nel nostro paese, dando così anche una forte spinta ad una filiera altrimenti in grande crisi, come ci aveva spiegato Antonino Parrinello nei giorni scorsi, riflettendo proprio sull’economia della bicicletta in questo periodo di grande difficoltà, non solo a livello sportivo.

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2 commenti

  1. Ricciardi non fa parte del direttivo del O.M.S. Si tratta di una informazione sbagliata. Il membro italiano del direttivo dell’organizzazione da voi citata si chiama Guerra.

    • Ciao Giorgio, grazie per il commento. Walter Ricciardi, anche in seguito alle dichiarazioni del direttore aggiunto Raniero Guerra riportate il giorno successivo al nostro articolo, risulta essere “il rappresentante italiano nel Comitato esecutivo dell’OMS”. Per maggiore chiarezza, abbiamo modificato con questa dicitura la precedente di “membro del direttivo” che poteva eventualmente portare a confusione.

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