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Italia, Davide Cassani commenta l’addio alla FCI: “Sono un uomo da strada, non da scrivania”

Davide Cassani lascia la federciclismo. Scaduto il suo contratto come commissario tecnico, dopo non essere già più da qualche mese il coordinatore delle nazionali, il romagnolo ha ieri rifiutato la proposta di Cordiano Dagnoni di restare in FCI in qualità di responsabile della Ciclistica Servizi. Un ruolo importante, che tuttavia Cassani non ha visto come adatto alla sua persona e al suo percorso, spiegando le sue motivazioni prima direttamente al nuovo presidente, poi al Consiglio Federale, per poi farlo anche pubblicamente. Una scelta chiara, una posizione netta che lo vede voler continuare a lavorare in prima linea, anche se al momento non ha ancora un progetto concreto. Ovviamente, il suo futuro resta comunque nel ciclismo, che gli ha dato tanto e a cui ha dato tanto.

“Ormai è cosa nota – scrive Cassani – Dal 30 settembre non sono più il commissario tecnico della nazionale di ciclismo e proprio oggi ho risposto alla proposta per un nuovo incarico: essere a capo della ciclistica servizi che è qualcosa di molto importante. Lasciatemi spiegare perché non ho accettato questo incarico con un’immagine che, anche solo ricordarla, mi fa tremare i polsi e palpitare forte il cuore. Sono le pedalate di Sonny Colbrelli nella vittoriosa Roubaix. È in quel fango che copre completamente Sonny che io ritrovo tutti i motivi del mio sconfinato amore per il ciclismo. Io ero lì con Colbrelli, pedalavo con lui, stavo facendo a metà di tutto; fango e sudore, speranza e fatica… Ecco, questo è quello che amo e quello che so fare: stare con i ragazzi, essere con loro, sempre, soprattutto quando faticano, quando pedalano. Alla foratura di Gianni Moscon e alla sua caduta ho sofferto come se mi avessero dato un calcio in bocca anzi no, peggio, allo stomaco”.

L’ormai ex CT della nazionale chiarisce dunque ulteriormente la sua scelta: “Io sono un uomo da strada e non da scrivania, è questa essenzialmente la ragione per cui io non posso e non voglio andare contro me stesso, non posso ignorare quello che sono e soprattutto quello che non so fare. Ecco perché, pur avendo apprezzato moltissimo l’offerta interessante che mi è stata fatta, chiudo un libro per aprirne un altro che è soltanto la sua continuazione. Voglio tornare, anzi restare sulle strade con i miei ragazzi condividere con loro amarezze e delusioni, gioie e soddisfazioni”.

Del suo futuro si è parlato molto in queste settimane, con in particolare un progetto che lo vorrebbe al centro di una nuova squadra italiana che possa riportare il nostro paese nel WorldTour. Per il momento tuttavia è qualcosa ancora in divenire, così come la creazione di una Academy, e Cassani fa sapere di non conoscere attualmente cosa verrà. “Non so cosa farò, dipenderà da quello che sarò capace di inventarmi – conclude – Di sogni ne ho ancora tanti e di certo non lascerò il ciclismo“.

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