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Tour de France 2009, Johan Bruyneel risponde ad Alberto Contador: “Non mi è piaciuta la sua intervista: nessun corridore vince senza la squadra”

Johan Bruyneel ha risposto alle parole di Alberto Contador sul Tour de France 2009. Lo scalatore iberico aveva raccontato del clima difficile, contraddistinto da molte tensioni, che si respirava, durante quell’eduzione della Grande Boucle, all’interno della Astana, la squadra che aveva accolto Lance Armstrong al suo ritorno alle corse. Il texano non ha voluto alimentare polemiche, limitandosi a dire che “nel 2009 ha vinto il più forte”. Mentre il belga, allora direttore sportivo della formazione kazaka, ha voluto fornire la propria versione dei fatti, rispondendo direttamente alle accuse del Pistolero e smentendo anche alcune delle sue versioni dei fatti (come ad esempio nel caso delle ruote, con lo spagnolo che aveva le stesse di tutti i compagni mentre il texano le aveva diverse solo perché non aveva lo stesso materiale in virtù di accordi economici diversi – tanto che non percepiva stipendio dalla squadra).

Non voglio attaccare Contador, semplicemente voglio fornire la mia versione dei fatti – le sue parole riportate da Marca – Mi sento un po’ deluso. Allora ero il responsabile della squadra e, quando le cose non vanno bene, tendo ad essere deluso. Non so se fossero critiche dirette a me o no, ma non è nemmeno importante: Contador è stato un grande ciclista, ha moltissimi tifosi. É difficile per le persone farsi un’idea senza avere una versione diversa dalla stessa storia. Voglio spiegare il mio punto di vista”.

Il mio obiettivo era vincere il Tour de France, la mia più grande paura era di perderlo per colpa nostra. Sapevo che sarebbe stato emotivamente difficile. Avevamo la squadra più forte, dovevo gestire due tipi di campioni – ha spiegato l’ex direttore sportivo – Voglio chiarire che, prima del Tour, ero abbastanza fiducioso di poter vincere il Tour se non avessimo fatto errori. Tutte le mie decisioni erano a favore della Astana, non del team Armstrong o del team Contador. Sapevo benissimo che, nel 95% dei casi, la nostra carta da giocare era Contador perché in quel momento era il migliore. Veniva dalla vittoria del Giro e della Vuelta nel 2008. Nessuno aveva il suo palmarés allora. Sia Alberto che Lance volevano vincere ed è per questo che erano dei campioni. Non sono persone facili. L’unica differenza è che io con Lance ho avuto un rapporto molto stretto a livello personale mentre con Alberto ho avuto un ottimo rapporto professionale fino a quel Tour, perché penserà che non mi sono comportato bene con lui. Non condivido questa opinione. Non è facile con nessuno dei due, qualsiasi allenatore o direttore sportivo di qualsiasi altro sport che abbia avuto esperienze di lavoro con grandi star potrà dire lo stesso”.

Bruyneel dà la sua versione dei fatti riguardo alle accuse di Contador sui giochi di squadra: “In testa c’era l’intera squadra di Cavendish, che poi vinse la tappa. Del nostro team c’erano anche Zubeldia e Popovych. Questa è una cosa che posso smentire, non c’è stata nessuna cospirazione tra Hincapie e Lance. Fu solo la sua squadra a rompere il gruppo e quelli che non erano stati attenti furono tagliati fuori. In macchina ho chiesto come stavano le cose davanti. Sapevo che c’erano Haimar, Popovych e Lance, non c’era Alberto. Durante una gara quando sei in macchina aspetti che Radio Tour dica il numero di tutti i ciclisti. Ma ovviamente, dato che ce n’erano più di 30, c’è voluto un po’ di tempo. Dopo aver verificato che in quel gruppo non c’era nessuno che costituisse una minaccia per il nostro team in classifica generale, ho dato l’autorizzazione a Popovych e Zubeldia a collaborare perché quella situazione ci ha giovato. Questo è stato qualcosa che ci ha favorito”.

L’ex ds belga esprime inoltre il suo giudizio sulle parole dello spagnolo: “La relazione tra i due in quel Tour non è stata affatto facile, fin dal ritiro di gennaio a Tenerife. Ma per me non è stato così drammatico, così come riportato dai media spagnoli. Sono deluso da Alberto per questa intervista che ha rilasciato. Sono stato molto dubbioso nel decidere cosa fare, ma pensare di fornire tutti gli argomenti mi sembra positivo per fornire un’altra versione dei fatti. Ieri Lance, sul suo account Instagram, ha brevemente commentato l’intervista di Contador perché aveva ricevuto molte richieste e ha detto qualcosa di molto vero. Sono d’accordo con lui che questo è successo 11 anni fa. Ha detto che il corridore più forte ha vinto il Tour, punto”.

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