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Team Ineos, Pavel Sivakov: “Non mi aspettavo una stagione così buona”

Pavel Sivakov parla già come un corridore esperto. Il corridore del Team Ineos in un comunicato pubblicato dalla squadra ha raccontato la sua stagione fin qui, dichiarandosi sorpreso degli ottimi risultati ottenuti: la recente vittoria del Giro di Polonia, il nono posto nella classifica generale del Giro d’Italia e ancor prima la vittoria del Tour of the Alps. Tuttavia, il giovane corridore russo sa che la strada è ancora lunga e, mostrando una maturità superiore a quella che ci si aspetterebbe dalla sua giovane età, ha dichiarato che non prenderà parte alla Vuelta per non rischiare di farsi prendere dall’entusiasmo dell’avvio di stagione e fare scelte forzate che poi potrebbe pagare.

Ad essere sinceri, non mi aspettavo un inizio di stagione così buono– ha esordito il ventiduenne- La vittoria del Giro di Polonia mi ha sorpreso. Già vincere il Tour of the Alps davanti a corridori come Majka e Nibali era stato qualcosa di straordinario per me. Non avrei mai immaginato, poi, di potermi giocare le mie carte al Giro, ancor meno di chiudere nella top 10”.

Sivakov correva nella formazione di Dave Brailsford già lo scorso anno, ma non era riuscito a esprimersi ad alti livelli, secondo lui a causa di un infortunio che ne aveva condizionato la preparazione: “ Ho passato un buon inverno in Australia, sono stato lì ad allenarmi e a correre per sei settimane. È stato molto diverso rispetto allo scorso anno, quando ho faticato per tre mesi a causa di un infortunio. Dall’inizio della stagione ho capito che avevo fatto un salto di qualità. Fin qui è stata una stagione davvero super per me”.

Il vincitore del Giro di Polonia, però, non si è montato la testa ed è per questo che, come aveva già anticipato, non andrà alla Vuelta, concentrandosi su altre gare e chiudendo la stagione con la partecipazione a un solo grande giro: “Meglio non precipitare le cose. Di solito chi fa bene al Giro di Polonia poi va alla Vuelta, ma ne ho parlato con la squadra e abbiamo deciso che è meglio fermarci al Giro e terminare la stagione con altre belle corse. La mia carriera è ancora lunga, ho solo ventidue anni, avrò il tempo per fare due GT in una sola stagione. Ora è meglio fermarsi un po’, anche se non sembrerebbe. Quando le cose vanno bene è facile lasciarsi trasportare e finire con il voler fare troppo”.

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