Soudal-QuickStep, Patrick Lefevere punge Alaphilippe e Asgreen: “Julian ha vinto 9 volte in tre anni, non l’ho preso in squadra per questo”

Patrick Lefevere è un dirigente cui non fa difetto l’arte della polemica. Nell’ultimo periodo il manager della Soudal-QuickStep ha lanciato una serie di “punture di spillo” in direzione di uno dei corridori più rappresentativi della sua squadra, Julian Alaphilippe. Il bi-campione del mondo (Imola 2020 e Leuven 2021) non l’ha presa benissimo e la situazione, almeno per quel che appare sui mezzi di comunicazione, è rimasta tesa. Lefevere, dal canto suo, ha deciso di rincarare la dose, aumentando il vigore della polemica nei confronti del francese e anche di un altro suo corridore di punta, il danese Kasper Asgreen.

“Alaphilippe dice che non abbiamo parlato di futuro? Io dico che lo abbiamo fatto – le parole di Lefevere raccolte da Sporza – C’erano anche sua moglie (Marion Roussendr) e il suo manager. Ho detto a Julian che non ero per niente contento. Capisco le malattie e le cadute, ma non puoi continuare a nasconderti dietro queste cose. Ho detto solo la chiara verità. Tutti sanno che io non me la prendo con i corridori infortunati, ma se questi hanno attaccato un cartellino con un prezzo molto alto, allora qualcosa posso dire”.

Lefevere non smorza i toni, anzi: “Nel 2022 Alaphilippe ha vinto due gare, nel 2021 ne ha vinte quattro e nel 2020 tre (Mondiali compresi – ndr) . Non l’ho preso in squadra per questo”.

Il dirigente belga parla anche di un altro corridore eccellente, alle prese con diversi problemi negli ultimi tempi, Kasper Asgreen: “Con lui il discorso è più complicato – le parole di Lefevere. Dopo la sua terribile caduta al Giro di Svizzera 2022, lui voleva a tutti i costi andare al Tour de France 2022. Io do per scontato che gli atleti siano onesti sulle loro condizioni, ma Kasper probabilmente avrebbe ucciso per andare al Tour. C’era la Grand Départ in Danimarca e la corsa passava praticamente sotto casa sua. Solo che non era al meglio e io stesso gli ho detto di ritirarsi perché non gli avrebbe fatto bene continuare in quelle condizioni”.

Asgreen non gareggia da quel giorno (è atteso in gara da mercoledì 25 gennaio, alla Challenge Mallorca): “All’epoca ero molto arrabbiato, perché non sapevamo quando avrebbe potuto riprendere: la gamba infortunata era andata, non c’era più massa muscolare. Adesso sono più di sei mesi che non corre, ma lo stipendio alla fine del mese deve esserci comunque. Una squadra ha la facoltà di dimezzare il salario di un corridore che non gareggia per tre mesi e di portarlo a 0 euro quando i mesi diventano 6. Non l’ho mai fatto, ma a volte è una cosa che mi viene da considerare”.

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