One Cycling, il presidente UCI Lappartient sul progetto della nuova Superlega: “Siamo favorevoli a qualsiasi iniziativa che renda il nostro sport più attraente, ma bisogna anche rispettare le regole dell’UCI e le gare esistenti”

David Lappartient dice la sua sul progetto One Cycling. In discussione ormai da un paio di anni, l’idea di questa sorta di Superlega promossa da alcune formazioni WorldTour con il sostegno del Fondo dell’Arabia Saudita sembra ormai pronta per essere presentata al pubblico (cosa che potrebbe già avvenire nelle prossime settimane) in vista del lancio a partire dal stagione 2026, ma ovviamente i promotori devono fare i conti anche con l’Unione Ciclistica Internazionale. Le discussioni con l’organo che governa tutto il ciclismo sono ancora in corso, come confermato anche dal presidente UCI David Lappartient, che non appare contrario a tale progetto (in particolare a livello economico), ma ovviamente mette alcuni paletti riguardo al suo sviluppo.

“Dobbiamo sapere esattamente cos’è il progetto One Cycling – le parole del dirigente transalpino a MarcaSiamo favorevoli a qualsiasi iniziativa che coinvolga il pubblico del ciclismo e renda il nostro sport più attraente. Per ottenere ulteriori entrate. Pertanto, ogni investitore è il benvenuto. E ai nostri amici sauditi diamo il benvenuto. Detto questo, dobbiamo anche rispettare le regole dell’UCI. E le gare esistenti. Dobbiamo quindi vedere come portare un nuovo modello economico, come migliorare le nostre entrate, per non dare opportunità solo a coloro che faranno parte di One Cycling. Dobbiamo stare attenti a non dare un vantaggio a una certa corsa solo perché fa parte di One Cycling. La Parigi-Roubaix sarà sempre la Parigi-Roubaix, che sia in quel progetto o meno, e sarà più importante di una nuova corsa che potrebbe apparire in Spagna, per esempio”.

Una parte del dibattito riguarda proprio le gare che dovrebbero entrare a far parte di questo progetto (per il quale ASO è contrario), alcune già esistenti ed altre di nuova creazione: “Dobbiamo stare attenti a non mettere le corse di One Cycling al di sopra delle Monumento o delle corse che non vogliono farne parte. Ma prima dobbiamo capire meglio qual è il modello economico, perché così potremo poi evolverci. È chiaro che devono portare qualcosa alle parti interessate, ai ciclisti, agli organizzatori e non solo destabilizzare ciò che abbiamo per creare un potenziale nuovo modello di cui non vediamo esattamente il risultato finale. Siamo quindi molto attenti a non fare passi falsi in questo senso. Per questo motivo abbiamo organizzato una riunione in cui abbiamo convocato il sindacato dei corridori, l’associazione delle squadre e l’associazione degli organizzatori. Perché è qualcosa che dobbiamo costruire tutti insieme, non solo alcuni“.

“Naturalmente ci saranno sempre gare più importanti – ha proseguito Lappartient – Abbiamo i tre Grandi Giri, le cinque Monumento e i Mondiali. E queste nove gare sono le più importanti. Ma dobbiamo anche pensare a tutte le altre. Ecco perché siamo molto attenti ad avere ancora una piramide, e non solo poche gare completamente scollegate dal resto. È qui che dobbiamo trovare un equilibrio, chiaramente legato alla comprensione di come funzionerà il modello di business. Perché se non ci sono gli organizzatori principali, se non ci sono i diritti dei media, come funziona esattamente? Questo è ciò che dobbiamo capire più nel dettaglio”.

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