© Jean-Claude Faucher

Movistar, Quintana pimpante al rientro alle corse: “Buon viatico in vista del Tour”

Nairo Quintana ha chiuso il suo Giro di Svizzera 2018 conservando il piazzamento sul podio. In una cronometro che lo opponeva a corridori più adatti di lui nell’esercizio, il portacolori del Movistar Team è riuscito a difendersi e a limitare i danni, resistendo agli assalti dei vari Wilco Kelderman, Sam Oomen (Team Sunweb) ed Enric Mas (Quick-Step Floors), con il solo Jakob Fuglsang (Astana) che è riuscito a scavalcarlo in classifica generale, salendo dal sesto al secondo posto finale. Il colombiano ha chiuso la prova al 38° posto con un ritardo di 1’59” dal vincitore Stefan Küng (BMC Racing Team) mentre in classifica generale il suo gap dalla maglia gialla Richie Porte (BMC Racing Team) si è assestato in 1’12”.

“È normale che si voglia sempre di più da sé stessi, ma tutto sommato sono andato abbastanza bene. Ovviamente dovrò continuare a lavorare per migliorarmi in questa specialità durante l’intero arco della mia carriera. Sono riuscito a dare un buon ritmo alla mia prova e ho avuto gambe forti, su un percorso decisamente piatto che privilegiava altri corridori ed era complicato per le mie caratteristiche”.

Al rientro alle corse dopo oltre due mesi dal Giro dei Paesi Baschi, al quale ha fatto seguito un lungo ritiro in patria, il vincitore del Giro d’Italia 2014 e della Vuelta a España 2016 ha destato un’ottima impressione, andando a cogliere un successo di tappa ad Arosa con un attacco da lontano e dimostrandosi a proprio agio su un tracciato a lui non particolarmente favorevole: “Sono soddisfatto del podio finale. La cosa più importante è che mi sono sentito bene durante tutti i nove giorni di gara e sono tornato in corsa con il piede giusto. Tutto ciò mi trasmette grande fiducia, insieme alla squadra abbiamo fatto un gran lavoro”.

Per tre volte sul podio del Tour de France in carriera e già Maglia Bianca in due occasioni (2013 e 2015), Quintana cercherà il colpo grosso nell’ultimo GT che manca alla sua collezione e dal quale è stato respinto pesantemente l’anno scorso, quando ha pagato inevitabilmente dazio alle fatiche di un Giro d’Italia concluso al secondo posto: “Durante tutto il Giro di Svizzera ho pensato a questo appuntamento e ho lavorato in sua funzione. Il risultato ottenuto fa morale, adesso bisogna continuare ad allenarsi al meglio e far girare le gambe prima di partire per la Francia”.

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