© Israel Start-Up Nation

Israel Start-Up Nation, Chris Froome in Israele tra allenamenti e incontri con i tifosi: “È veramente affascinante conoscere la storia di questo posto”

Chris Froome ha passato alcuni giorni in Israele assieme a tutto il team. Il britannico della Israel Start-Up Nation, infatti, ha raggiunto con i compagni la sede della sua squadra per passare un po’ di tempo in tranquillità. L’obiettivo non è stato solo quello di creare complicità tra i corridori della formazione, alternando attività fisiche con gite turistiche nei luoghi simbolo di quella terra, ma anche quello di mettere in contatto i ciclisti con il pubblico locale. Il quattro volte vincitore del Tour de France ha parlato di tutto questo a velonews.comfornendo, inoltre, anche alcuni particolare sul suo recupero, come l’utilizzo della tenda ipobarica.

È veramente affascinante conoscere la storia di questo posto, una storia così complessa – ha raccontato il nativo di Nairobi – È significativo anche perché corriamo per un team israeliano. […] Andare al museo dell’olocausto, per esempio, è stato molto toccante: conoscere esattamente cosa hanno passato gli ebrei non troppo tempo fa. Si tratta di una generazione o due, quindi è ancora molto fresca”.

Questo viaggio è stato anche l’occasione per conoscere meglio la squadra: “L’anno scorso con il Covid è stato tutto più complicato. Adesso ho avuto l’opportunità di conoscere tutti nel team e vedere alcune facce nuove. […] Abbiamo speso questo tempo con una sorta di warming-up: non ci sono stati necessariamente allenamenti intesi, ma abbiamo lavorato molto rilassati conoscendoci reciprocamente. Abbiamo corso, fatto qualche pedalata che è importante per creare legami. Allo stesso tempo ci siamo goduti la compagnia e abbiamo conosciuto il paese”.

L’ex Sky ha anche fatto un confronto tra le sua squadra attuale e quella precedente: “In passato ho fatto parte del team Sky e uno degli obiettivi era quello di ispirare il pubblico britannico e avere un impatto sul ciclismo della gente comune. Penso che Sylvan [Adams, il proprietario della squadra, ndr] abbia una visione molto simile per la Israel: avere un impatto simile sul pubblico israeliano e la prossima generazione di ciclisti locali.”

“Penso che si sia visto già visto cosa il team è riuscito ad ottenere – ha aggiunto – ci sono molti giovani israeliani che si affacciano al ciclismo e sognano di diventare professionisti. Il giorno che abbiamo incontrato i fans, non mi immaginavo così tanto entusiasmo per la bicicletta qui in Israele, ma c’era un gran numero di loro. Questo periodo dell’anno è il momento in cui non ti costa nulla spendere qualche minuto a parlare con i tifosi […] È molto gratificante per noi vedere che quello che facciamo ha questo impatto sulle altre persone”.

Il due volte vincitore della Vuelta a España si è poi soffermato anche sulla sua esperienza con la tenda ipobarica, che ha usato durante il periodo della riabiltazione e che ha potuto vedere utilizzata anche in un ospedale israeliano: “Ho passato un po’ di tempo nella tenda iporbarica quando sono stato a casa. […] È stata una parte importante della mia riabilitazione e ho percepito veramente i benefici ed è stato affascinante vederle qui per usi terapeutici e performance sportive”.

Adesso il classe 1985 non la usa più, ma dopo l’incidente questa esperienza è stata fondamentale: “È molto simile a una tenda – ha raccontato – dentro la quale puoi entrare e simula un’altitudine di 10-15 metri sotto il livello del mare. […] Qualche volta ci sono stato quattro ore al giorno: due sessioni di due ore. È stato molto importante per il mio recupero […]. Adesso non la uso più”.

Il vincitore del Giro d’Italia 2018 ha poi parlato anche dei suoi investimenti fatti con varie aziende, compresa la Factor che fornisce le biciclette alla sua squadra: “È un brand britannico: amo le loro bici, mi piace il modo in cui disegnano i mezzi. Loro guardano alle performance e cosa il cliente vuole dalla sua bicicletta. Sono molto contento di essere coinvolto in questo. […] Factor mi ha dato tanti feedback in termini di miglioramento”.


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