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Groupama-FDJ, Marc Madiot traccia il bilancio dopo un difficile 2020: “Sarebbe stato un dramma se la stagione non fosse ricominciata”

Marc Madiot può decisamente essere soddisfatto della stagione 2020 della sua Groupama-FDJ. La formazione francese ha infatti conquistato ben ventuno vittorie in questa annata (14 delle quali grazie ad Arnaud Demare), ottenendo un risultato simile a quello di una anno fa, quando però si erano disputate più corse. In una lunga intervista apparsa sul sito della squadra transalpina, il team manager ha quindi tracciato un bilancio dell’anno che si sta ormai concludendo, parlando delle difficoltà durante il primo lockdown, ma anche della voglia che c’era di riprendere a correre, senza dimenticare le sfide che il ciclismo ha dovuto affrontare per ricominciare la stagione in sicurezza.

“Noi Groupama-FDJ, ma anche il mondo del ciclismo nel suo insieme, siamo sempre stati concentrati sulla ripresa piuttosto che sullo stop – ha dichiarato Madiot – L’idea che ha sempre avuto la precedenza sulle altre è stata quella di tornare alle gare. Il nostro obiettivo è stato quindi trasmettere internamente queste informazioni e condividere questa voglia di ricominciare. Sarebbe stato un dramma se la stagione non fosse ricominciata“.

Gli ostacoli per riprendere a correre non erano però pochi: “Dire ‘riprenderemo’ non era sufficiente, doveva essere fatto in condizioni accettabili e sicure per tutti. Eravamo quasi pronti all’inizio di agosto, ed eravamo completamente pronti alla fine di agosto. I test sono aumentati, abbiamo anche beneficiato del graduale progresso nell’individuazione e nella gestione dei casi positivi. Ci sono stati alcuni casi positivi che sono stati immediatamente isolati. Abbiamo quindi potuto lavorare in condizioni molto dignitose. Anche gli organizzatori si sono gradualmente adeguati. Abbiamo trovato un sistema funzionante che consentisse a tutti di lavorare in sicurezza. L’ho detto più volte: eravamo più sicuri in gara che a casa“.

“Gli organizzatori hanno fatto bene il loro lavoro – ha ribadito nuovamente Madiot – Certo, c’erano alcuni piccoli problemi qua e là, ma in generale gli hotel erano ben organizzati. Eravamo sempre in una stanza riservata, con le maschere e il gel. Per quanto ci riguarda, non abbiamo avuto un solo caso positivo“.

Una delle sfide principali è stata quella di gestire gli allenamenti dei corridori durante il lockdown: “Durante i primi quindici giorni di lockdown, i corridori si sono riposati completamente. Se avessimo continuato ad allenarci intensamente sui rulli durante tutto questo periodo, lo avremmo pagato, questo è certo. L’idea era di recuperare un po’di freschezza fisica e mentale. Non appena abbiamo avuto delle certezze sul calendario, abbiamo potuto riorganizzarci e gli allenatori hanno calibrato e aggiustato l’attività dei corridori”.

Il bilancio della stagione si può dunque considerare più che positivo: “Tralasciando il Tour, il resto è andato abbastanza bene. Abbiamo ottenuto ventuno vittorie con un quarto di gare in meno del solito. Nonostante tutto, è stata una buona stagione. È vero che il Tour mette in ombra molte cose, ma è anche per questo che dobbiamo evidenziare quanto fatto prima e dopo. Le delusioni rimangono tali, ma dobbiamo essere contenti di ciò che abbiamo ottenuto. Ad esempio, il fatto che Arnaud Démare sia il corridore che ha vinto più gare durante la stagione è da ricordare e da sottolineare“.

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