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GP de Québec 2018, Van Avermaet al terzo podio consecutivo: “È frustrante essere secondo di nuovo”

Ancora secondo posto al GP de Québec per Greg Van Avermaet. Il corridore belga, battuto da Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) nelle ultime due stagioni, stavolta ha dovuto arrendersi alla splendida volata di Michael Matthews (Team Sunweb). Uno smacco per il campione olimpico in carica, che puntava al successo nell’anno in cui lo slovacco non si è presentato al via. Con un mondiale probabilmente troppo duro per le sue caratteristiche, il GP de Montréal 2018 in programma domani potrebbe essere l’ultima chance prestigiosa per il classe ’85, che in questa stagione ha indossato a lungo la maglia gialla al Tour de France 2018 ma non ha ottenuto successi degni di nota per un corridore del suo livello.

Il vincitore della Parigi Roubaix 2017 ha commentato con amarezza il suo piazzamento: “È frustrante arrivare secondo di nuovo, specialmente perché ho fatto secondo dietro a Peter Sagan gli ultimi due anni e l’anno scorso ho battuto Matthews, quindi quest’anno speravo di vincere. È stato molto forte nello sprint. È sempre frustrante arrivare secondo perché vieni qui per vincere e quando sei secondo tre volte di fila non puoi essere davvero soddisfatto. Il lato positivo è che il percorso mi calza a pennello ed è sempre bello correre qui, ma sembra sempre che ci sia qualcuno un pochino più veloce di me in quel finale”.

Van Avermaet ha poi raccontato la volata finale: “È stato uno sprint lungo ma in questo tipo di volata contano più le gambe che il timing. C’era vento contrario ma con una mossa tardiva si rischiava di rimanere imbottigliati. Quindi alcune volte è meglio provarci un pochino prima. È sempre molto dura. Matthews mi ha affiancato molto velocemente e ha mantenuto la velocità fino alla fine, quindi l’ha meritato”.

Il belga ha infine parlato della sua condizione: “Sono contento delle mie gambe. Ho avuto buone sensazioni. Devi sempre riprendere il ritmo dopo un periodo fuori dalle corse, ma ero molto felice di come le gambe hanno risposto tutto il giorno e mi sono sentito piuttosto brillante negli ultimi giri. La corsa è cambiata negli ultimi anni, ci sono meno attacchi e ognuno è più concentrato sullo sprint, che mi calza a pennello. Non vedo l’ora di correre a Montréal domenica. È un percorso più duro ma anche questo mi va molto bene. Gli scalatori sono più favoriti lì e c’è sicuramente la possibilità di evitare lo sprint di gruppo. È una salita davvero dura e una corsa davvero differente da questa in Québec. Spero in una corsa più aperta. Penso che qui in Québec ci fossero solo circa cinque corridori che avevano una buona opportunità di vincere, ma a Montréal ce ne sono molti di più”.


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