© Bora hansgrohe / BettiniPhoto

Giro d’Italia 2023, polemica in Slovacchia sulla possibile Grande Partenza dal paese: alla porta Turchia, Belgio e Marocco?

Fa discutere in Slovacchia la possibilità che il Giro d’Italia 2023 parta dal paese. Nelle scorse settimane era stato Rastislav Zoller a rendere noto di essere stato incaricato di gestire le trattative riguardo l’eventuale Grande Partenza della Corsa Rosa, spiegando di essere stato direttamente contattato da RCS Sport, ma nei giorni scorsi è arrivata la replica del presidente della Federciclismo Slovacca Peter Privara, che ha spiegato di non saperne nulla e che ritiene tutta la questione nient’altro che una speculazione di quello che definisce un candidato alla sua successione.

“Già in aprile ero stato avvicinato da rappresentanti di RCS Sport, che organizza questo eccezionale evento – spiegava Zoller a Pravda il 21 luglio – Ho già incontrato rappresentanti del governo slovacco, che dovrebbe garantire la partenza della corsa sul territorio slovacco. Il problema sono le condizioni finanziarie, specialmente in questo periodo segnato dal covid. I partner italiani valutano questo evento a 12 milioni di euro, questo è il loro punto di vista e il punto focale delle trattative”.

Contemporaneamente, dalla Slovacchia si fanno i nomi delle candidature anche di Turchia, Belgio e Marocco, che diventerebbe così la prima nazione africana ad ospitare la partenza del Giro (è inoltre candidata ad ospitare nel 2025 i Mondiali). Il manager slovacco spiega che “da un punto di vista del marketing una partenza da Bratislava sarebbe più interessante per loro (RCS Sport, ndr) rispetto, ad esempio, alla Turchia, che ha fatto una offerta finanziaria più forte”. La candidatura slovacca, che porterebbe la corsa poi verso Poprad e Zilina, dove è nato Peter Sagan, avrebbe proprio nel tre volte iridato “un ruolo molto importante”, tanto che il progetto avrebbe, secondo Zoller, “possibilità al 50:50 in questo momento”.

Dalla federazione tuttavia cadono dalle nuvole. Il presidente Privara spiegava infatti venerdì scorso a Zoznam di non saperne nulla e ritiene come tutto il progetto sia “una completa speculazione” visto che in federazione “non se ne sa nulla”, definendo inoltre “inaffidabili” i nomi di coloro che sarebbero dietro a questo progetto. “Sono stati fatti dei tentativi in passato al riguardo”, ammette il numero uno della federciclismo locale, che spiega tuttavia come “la Slovacchia non avrebbe alcun beneficio, che si tratti del Giro o del Tour de France, in quanto andremmo a promuovere una nazione diversa e un altro prodotto”. Privara preferisce dunque concentrare le risorse sul Giro di Slovacchia, per portarlo in diretta TV internazionale “promuovendo tutta la Slovacchia, non solo una tappa, due o tre e pretendere che sia qualcosa di fantastico”.

Per Privara dunque non c’è niente di concreto, perché “se (Zoller, ndr) avesse incontrato qualcuno e parlato di qualcosa, sarebbe dovuto venire per dirci questo e quell’altro”. L’informazione dunque è “completamente estranea” alla federazione, che per voce del suo presidente non vede l’interesse di una operazione di questo tipo “Non riesco a capire bene quale potrebbe essere il vantaggio per lo sport slovacco e per la Slovacchia. Non si tratta di solamente 12 milioni, perché quello è solo il costo iniziale, ci sono molti altri costi […] Con quei soldi potremmo avere un evento di primo piano per 5-6 anni da noi e se adesso abbiamo 7 WorldTour ne potremmo avere 15, con corridori come Julian Alaphilippe, Alexander Kristoff ed Elia Viviani che sono già venuti da noi […] Il Giro non fa per noi, è una bella scatola con un nel nastro rosa, ma non ci facciamo niente con quella scatola. Non avremmo benefici, sarebbe solo una spesa aggiuntiva […] Per 12 milioni di euro, potremmo essere su Eurosport per dieci anni. Piuttosto, lavoriamo in modo sistematico e sul lungo termine“.

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