EF Education-EasyPost, il team manager Jonathan Vaughters: “Possiamo battere gli squadroni con il 75-80% del loro budget”

Jonathan Vaughters e la EF Education-EasyPost a caccia di un nuovo sponsor per puntare in alto. Il mese scorso, la formazione statunitense ha annunciato di essere alla ricerca di un nuovo partner che possa contribuire ad aumentare il budget del team per poter competere con i ricchi squadroni quali UAE Team Emirates XRG e Red Bull-Bora-hansgrohe e vincere, nel giro di pochi anni, il Tour de France. Un obiettivo ambizioso al quale, come raccontato dal team manager a Domestique, la squadra ha iniziato a pensare dopo gli ottimi risultati ottenuti alla Grande Boucle del 2024, quando, dopo che Richard Carapaz aveva indossato per un giorno la Maglia Gialla e vinto una tappa, la classifica dei GPM e il premio della combattività, il main sponsor e proprietario della compagine americana ha chiesto come si sarebbe potuto ottenere ancora di più.

Con un sacco di soldi – è stata la risposta data da Vaughters – Per un po’ hanno semplicemente detto: ‘Beh, troverai un modo per vincere senza un sacco di soldi’. E io continuavo a dire: no, non funzionerà. Cioè, grazie per la fiducia che riponete in me, ma no, non succederà”.

Il team manager ha fatto notare che la squadra ha meno della metà del budget rispetto alla UAE, ma EF Education First ha ammesso di non poter immettere più soldi: “In sostanza hanno detto: ‘Siamo un’azienda che si occupa di istruzione, non una nazione petrolifera o un’entità che si occupa di fracking o altro. Dobbiamo essere responsabili con il nostro budget di marketing. Non possiamo spendere cifre esorbitanti solo per vincere le gare’“.

Da qui, l’idea di cercare un nuovo co-sponsor: “Ho detto loro che ciò non significava che non avrebbero mantenuto la proprietà della squadra o che non ci sarebbero stati giganteschi loghi EF su tutte le divise, ma che la risorsa più preziosa che possediamo è il nome e i diritti di denominazione. All’inizio non hanno gradito affatto l’idea. Hanno detto che stavano pagando per l’esposizione del marchio e che, se non fossero stati il nome della squadra, tutto ciò sarebbe diminuito in modo considerevole”.

Alla fine, però, i proprietari della squadra si sono convinti e ora il team è alla ricerca di nuove risorse per ambire a vincere nel prossimo futuro il Tour, cosa che negli ultimi anni è stato ad appannaggio di pochissime formazioni: “Mi sembra che nell’era pre-Sky del ciclismo potessimo sognare di vincere il Tour de France e, voglio dire, ci siamo andati dannatamente vicini un paio di volte, con Christian Van de Velde e Bradley Wiggins, prima che arrivassero queste squadre dal mega budget”, ha proseguito Vaughters.

Con l’avvento delle super squadre e dei budget enormi, non siamo più stati in grado di sognarlo davvero. Ok, nel 2017 eravamo la squadra con il budget più basso dell’intero WorldTour e siamo arrivati secondi dietro a Chris Froome al Tour de France con il margine più piccolo tra tutte le sue vittorie (con Uran, ndr). Ma ora mi sembra molto difficile: i migliori talenti del ciclismo vengono ingaggiati molto presto e a prezzi molto alti, quindi non ci sono più Rigoberto Uran in giro sul mercato con contratti inferiori al milione di dollari. Semplicemente non succede più”.

L’ex corridore statunitense è convinto che vincere non ci sia bisogno delle stesse cifre che spende una squadra come la UAE: “Dato che siamo abituati a operare con risorse limitate e sappiamo come farlo, non credo che sia necessario eguagliare il loro budget, né avvicinarci troppo. A mio avviso, con il 75-80% del loro budget possiamo batterli. Ma non possiamo farlo con il 50%, è semplicemente impossibile”.

Del resto, l’obiettivo principale è il Tour, non “vincere meccanicamente 100 gare all’anno, con corridori pagati 3-4 milioni di euro all’anno che vincono il Trofeo Laigueglia contro professionisti italiani della Continental che lavorano in una pizzeria durante la bassa stagione – ha aggiunto Vaughters ripetendo quanto già detto nelle scorse settimaneNon è questo il nostro obiettivo: vogliamo vincere il Tour de France, ma non distruggendo lo spirito e l’etica della squadra per diventare una sorta di monolite come la Ineos, ecc. Vincere 100 gare all’anno e accumulare 20.000 punti UCI: rimarreste stupiti di quanto poco cambi la valutazione dei media quando lo si fa”.

Nel caso arrivasse un aumento di budget grazie a un nuovo sponsor, il team manager saprebbe come spendere i soldi in più: “Penso che la cosa più importante su cui investire sia il reclutamento e la fidelizzazione dei talenti, ma quando parlo di talenti non mi riferisco esclusivamente ai corridori. Mi riferisco anche a scienziati dello sport, nutrizionisti. Troviamo persone di grande talento in questi settori che sono piuttosto nuovi per questo sport. Arrivano e fanno un lavoro incredibile per noi, con idee incredibili, ma di solito hanno risorse insufficienti”.

Siamo un team con ottime idee, ma fino a questo momento non siamo stati un team eccellente nell’esecuzione – ha proseguito Vaughters – È qui che dobbiamo migliorare, e per farlo abbiamo bisogno di più persone. Non è possibile allenare 30 corridori con solo tre allenatori, né è possibile seguire programmi nutrizionali personalizzati per 30 corridori con due nutrizionisti”.

A un paio di settimane dall’annuncio di ricerca del nuovo sponsor, qualche risposta è già arrivata: “Ma siamo ancora all’inizio e ne siamo consapevoli: le persone non hanno ancora deciso i budget per il 2027“, ha ammesso il team manager, che ha aggiunto di non aver fissato una cifra particolare: “Ci sono diversi modi per procedere. Dipende solo da ciò che uno vuole. Potrebbero essere molto sensibili al prezzo e dire che vogliono solo essere il secondo nome dopo EF, oppure potrebbero dire che vogliono il nome completo e che vogliono cambiare il colore della divisa in blu. Se ciò accadesse, il blu sarebbe piuttosto noioso, ma in tal caso il prezzo sarebbe molto più alto. Quindi dipende da ciò che vogliono”.

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