© LaPresse - D'Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

Calendario, un rebus che potrebbe trovare oggi qualche prima indicazione importante

Quella odierna potrebbe essere una data importante. In un clima globale in cui il pesce d’aprile è qualcosa di difficilmente concepible, i massimi rappresentanti del ciclismo (federazioni, corridori, squadre e organizzatori) si riuniscono oggi una conference call in cui si potrà cercare di gettare le basi per quel che rimane della stagione. Come ha spiegato ieri il presidente Renato Di Rocco, sono tre le soluzioni al vaglio in questo momento, tre scenari distinti per cui la ripresa potrebbe essere il 1° luglio, il 15 luglio o il 1° agosto. Se dunque buttare già un calendario adesso è alquanto complicato, anche perché, ad esempio, per il Tour de France che è cardine della ristrutturazione si deciderà presumibilmente non prima del 15 maggio, quello che intanto si può costruire assieme è una comunione di intenti, un progetto comune che chiarisca quelle che sono le priorità e come realizzarle.

La priorità è confermata a grandi giri e classiche Monumento, così come dare agli atleti almeno un mese per allenarsi e prepararsi al meglio, non ripartendo subito con un evento di primissimo piano per il quale inevitabilmente non sarebbero pronti. La corsa probabilmente più difficile da incastrare in assoluto è il Giro d’Italia: “È l’evento con più seguito tra quelli rinviati – chiarisce il presidente della FCI e vicepresidente UCI a RaiSport – e il ciclismo deve ripartire proprio dagli appuntamenti più importanti sul piano mediatico ed economico”. Le ipotesi sul campo sono più di una, sempre dipendenti dalla Grande Boucle, ovviamente, che resta il perno attorno al quale far ruotare il sistema anche e soprattutto in questo tempo di crisi. Se “la soluzione migliore sarebbe avere un grande giro al mese“, resta attualmente da comprendere concretamente quale sarà la successione.

E l’obiettivo chiaramente è non sacrificarne nessuno. Se ieri il numero uno del ciclismo italiano spiegava che una buona soluzione poteva essere far correre il Giro ad agosto, quindi dopo il Tour (sempre che questo non fosse rinviato, andando quindi a prendere quella data), esistono chiaramente altre ipotesi, come spiega lui stesso ai microfoni della televisione di stato. Ad esempio si potrebbe lasciare “Tour e Vuelta nelle loro date originarie”, portando dunque la Corsa Rosa a slittare in autunno. Considerando che la rassegna iberica si conclude il 6 settembre e che i Mondiali di Aigle-Martigny sono stati ieri ufficialmente confermati dal 20 al 27 dello stesso mese, appare evidente che in quel periodo non c’è spazio per una corsa di tre settimane (anche considerando che dal 9 al 13 ci sono attualmente gli Europei in Trentino).

L’unica soluzione plausibile resterebbe così partire ad ottobre, probabilmente già il fine settimana successivo, con la corsa che potrebbe corrersi dal 3 al 25 ottobre (oppure dal 10 ottobre al 1° novembre). Da comprendere a quel punto dove si andrebbero a collocare tutte le corse italiane che si sarebbero dovute svolgere nel mese, ma queste potrebbero essere anticipate o ritardate leggermente ed essere corse subito prima o subito un #Giro103 del quale bisogna ancora scoprire il nuovo percorso, che necessariamente dovrà adattarsi anche al nuovo contesto. Altra ipotesi, quasi un sogno per Di Rocco, è inserire alcune classiche subito alla ripresa, con la Milano – Sanremo, ad esempio, che andrebbe ad inserirsi tra i primi eventi della ripartenza (e a quel punto altre corse italiane potrebbero andare ad inserirsi in quel periodo, creando un graduale approccio agli eventi più importanti, come regolarmente avviene ad inizio anno).

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Un commento

  1. Con tutto il rispetto per il ciclismo italiano non c’è paragone tra giro d’Italia e tour de France, oltre che nei partecipanti (tutti i più forti anche quest’anno sono al tour), anche e soprattutto nell’organizzazione e negli eventi che una corsa muove, più volte ho assistito a tappe di entrambe le competizioni e vi assicuro che non vi è paragone!!
    Sperando che tutto si sistemi a breve la vuelta secondo me dovrebbe rimanere nelle date previste, per il resto priorità al tour……E il giro aspetterà!

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