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Astana, Lopez: “Il percorso del Tour mi attira, non so se farò Vuelta, olimpiadi o mondiali”

Miguel Angel Lopez vuole essere ancora protagonista in salita. Il colombiano è stato al centro delle battaglie tra gli scalatori in questa stagione, pur senza riportare successi parziali nei Grand Tour. Settimo nella classifica generale del Giro d’Italia 2019, concluso con la maglia bianca, quinto alla Vuelta a España 2019, il capitano dell’Astana si è imposto alla Vuelta a Catalunya e ha battagliato in più occasioni mostrando le sue immense doti di grimpeur. L’anno prossimo la sua attenzione sarà concentrata sul Tour de France 2020, corsa nella quale sarà al suo debutto assoluto. Durante il ritiro del team, la redazione di CyclingPro.net gli ha posto qualche domanda.

Come stai? Qual è la tua condizione mentale in vista del 2020, con il nuovo obiettivo del Tour de France?

Sono molto motivato, sarà la mia prima volta al Tour. Andrò a viverla e a sperimentare cos’è il Tour, pensando che sarà un buon anno. Voglio sempre vincere e stare nella lotta. Voglio iniziare a concentrarmi per essere il migliore e dare il meglio di me, spero che vada bene.

Pensi che sia il miglior momento per fare il tuo debutto al Tour?

La corsa mi attira. C’è poca cronometro, solo all’ultimo giorno. È un Tour speciale, penso sarà buono per me. È un anno differente, nessuno sa come sarà alla partenza. Ma proviamo.

Quali altri corse farai?

Programmeremo per fare molto bene già alla Parigi-Nizza o in Catalogna come quest’anno. Poi vedremo al Tour come va e decideremo se puntare alla Vuelta, alle Olimpiadi o magari al mondiale.

Al momento quindi mondiale e olimpiadi non sono un obiettivo?

La verità è che mi piacerebbe essere parte della selezione per le olimpiadi e per il mondiale. Il percorso è molto buono, però manca ancora molto molto tempo per correre lì. Ovviamente mi metto in testa di volere essere lì, se non lo faccio sarà difficile.

Nell’ultima Vuelta si è visto che bastano poche cose per far andare male un Grand Tour. Cambierai la tua preparazione?

Sì, oggi si vince davvero per poco e le differenze sono minime. Però alla fine siamo sempre nella lotta. È importante non saltare, avere fortuna e ci sono tante altre cose che variano, ma anche avere la testa e la calma, scegliere il momento giusto.

Che rapporto hai con Jakob?

C’è un buon rapporto con Fuglsang. Abbiamo fatto alcune corse insieme, lui ha fatto un gran lavoro per me alla Vuelta. Sono molto contento di lui come compagno e quando è nel gruppo è sempre il benvenuto. Ognuno ha i suoi obiettivi, ma quando corriamo insieme lo facciamo molto bene. Quando mi tocca dargli una mano lo faccio con piacere, e lui fa lo stesso con me. Il rapporto tra di noi è perfetto. Alla Vuelta siamo andati molto bene insieme.

Sai già il tuo programma fino al Tour?

Non sono sicuro, farò qualche corsa a febbraio ma non so ancora quale. Di sicuro poi correrò la Parigi-Nizza, la Vuelta a Catalunya e dopo un po’ di pausa andrò a Svizzera o Delfinato prima del Tour. Non andrò al Tour Colombia.

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