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Vuelta a España 2018, Top/Flop del giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2018.

TOP

Michael Woods (EF Education First-Drapac Cannondale): Alla soglia dei 32 anni si toglie la soddisfazione di cogliere il primo successo in carriera in una grande corsa a tappe in calce a un periodo extra sportivo quantomai complicato. Nel finale è favorito dalle rampe da garage sulle quali si è spesso esaltato in passato e corre con parsimonia sulle ruote degli avversari, aprendo il gas nel momento migliore e resistendo al disperato tentativo di rimonta di Dylan Teuns (BMC Racing Team).

Alejandro Valverde (Movistar): Prosegue con la Maglia Rossa Simon Yates (Mitchelton-Scott) una guerra di nervi sul filo dei secondi. Diventato capitano con pieni poteri, prova a sferzare il leader della classifica generale con un attacco a tre chilometri dall’arrivo ma riesce nell’impresa di staccarlo soltanto negli ultimi 500 metri, quando riconquista (con un bonus di un secondo aggiuntivo) il tempo perso ieri a cronometro. Gli restano due tappe per colmare quel gap di 25” che lo separa da un trionfo che avrebbe del clamoroso.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): La testa è già “da” Innsbruck, le gambe stanno facendo il possibile per rispondere degnamente al peso di quelle aspettative che rischiano di essere mortificate dalla caduta al Tour. Centra la fuga e, più che puntare al successo parziale, dà l’impressione di voler fare più fatica degli avversari sobbarcandosi spesso il peso del lavoro e mettendoli alla frusta con una serie di accelerazioni. Lavori che gli torneranno utili in vista di un appuntamento iridato che, da oggi, sembra meno irraggiungibile.

FLOP

Nairo Quintana (Movistar): Il terzo indizio arriva puntuale e sa di sentenza. Dopo le mezze battute a vuoto in due delle tre tappe asturiane, e dopo aver viaggiato in linea con le (modeste) aspettative a cronometro, il colombiano alza bandiera bianca a tre chilometri dall’arrivo di una tappa che in tempi non sospetti avrebbe fagocitato. Perde altri 56” da Yates e 1’04” dal compagno di squadra Valverde, alla cui causa dovrà adesso votarsi dopo aver assimilato il terzo flop consecutivo in un Grande Giro.

Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo): Arriva insieme a Quintana cedendo di schianto negli ultimi 1500 metri e annullando, di fatto, il miracolo compiuto ieri nella prova contro il tempo. Dopo aver mantenuto un livello di prestazione elevato sia al Tour che alla Vuelta, un passaggio a vuoto era decisamente fisiologico. Giunge però nel momento meno opportuno e lo fa scendere da un podio sul quale, da qui a Madrid, sarà complicato tornare a sedersi.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ): Le solite montagne russe di rendimento per il francese, atteso alla conferma dopo l’exploit di domenica. Il ritmo elevato imposto da Adam Yates gli fa invece perdere contatto sin dalle prime rampe dell’asperità conclusiva, esponendolo a un calvario che si interrompe soltanto 2’46” dopo l’arrivo di Valverde e Mas. Naufragata la speranza di salire sul podio, ha ancora a disposizione due tappe per tornare a divertirsi come ha saputo fare a Lagos de Covadonga.

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