© Total Direct Energie

Giro d’Italia 2020, la Total-Direct Énergie conferma: “Non parteciperemo” (aggiornato)

Dopo le anticipazioni delle scorse ore, arriva la conferma: la Total Direct Énergie non sarà al via del Giro d’Italia 2020. A confermarlo è il manager della formazione francese, Jean-René Bernaudeau, che si è espresso in tal senso interpellato da Cyclism’Actu.  Secondo il nuovo regolamento dell’UCI, la squadra transalpina avrebbe avuto un posto garantito fra le 22 partecipanti alla Corsa rosa in quanto prima nella graduatoria finale delle squadre Professional al termine del 2019. Alla base della rinuncia da parte della Total-Direct Énergie ci sarebbe una richiesta fatta da Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, a Bernaudeau, in modo da poter dare spazio a tutte e tre le squadre Professional italiane.

Sì, è vero. Non correremo il Giro d’Italia 2020“, l’ammissione del manager francese, che quindi non riporterà la sua compagine sulle strade della grande corsa a tappe italiana, da cui manca dal 2014, quando ancora si chiamava Europcar. Nelle passate settimane, Bernaudeau si era espresso così sul programma della formazione che, fra gli altri, annovera Niki Terpstra e Niccolò Bonifazio: “Essere invitati di diritto alle corse World Tour è molto gratificante per una squadra come la nostra, possiamo mettere in atto il calendario che vogliamo. Ma, con il tipo di organico che abbiamo (la Total-Direct Énergie ha 23 corridori in rosa, ndr) dobbiamo pensare a ciò che è possibile e a ciò che non lo è”.

Così, il dirigente francese ha accolto l’invito di Vegni, che così trova spazio per Androni – SidermecBardiani – CSF – Faizanè e Neri Sottoli – Selle Italia – KTM. Per le tre formazioni italiane ci sono così decisamente maggiori probabilità di essere tutte al via del Giro d’Italia 2020, completando così il lotto delle partenti, oltre alle 19 formazioni WorldTour.

Arriva successivamente anche la conferma ufficiale da parte della formazione francese, che con un comunicato spiega più nel dettaglio la propria decisione: “Abbiamo scoperto la cosa quando il nostro ciclomercato era ormai quasi completo – si legge nella nota – Non avevamo abbastanza tempo per sistemare l’organico di conseguenza. Ci saremmo messi sportivamente in pericolo se avessimo deciso di andare. La rosa non è abbastanza ampia per poter pretendere di essere competitivi alla Milano-Sanremo, alle Classiche del nord, al Giro e al Tour de France”.

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