© A.S.O./Charly Lopez

Tour de France 2021, Dylan Teuns racconta il blitz della polizia: “Ho dovuto consegnare il telefono, sembravano puntare quelli che stanno facendo bene al Tour”

Dylan Teuns commenta l’approdo della polizia al Tour de France 2021. Il portacolori della Bahrain – Victorious si è sentito come uno dei corridori maggiormente messi nel mirino dalle forze dell’ordine, che hanno infatti anche sequestrato il suo telefono cellulare (“ho potuto solamente segnarmi velocemente tre numeri”, racconta). Il belga, vincitore di una splendida tappa in questa Grande Boucle, svela alcuni dettagli aggiuntivi rispetto a quanto era emerso ieri, spiegando che le perquisizioni delle camere sono durate molto più a lungo di quanto era emerso inizialmente, visto che le perquisizioni nella sua camera sono durate “dalla nove di sera fino a mezzanotte e mezza”. Per lui, che in quel momento si trovava proprio nella sua stanza a rilassarsi prima di cena è stato un fulmine a ciel sereno, “come se fosse esplosa una bomba”.

Vincitore di tappa a Le Grand-Bornand sabato 3 luglio, che la procura di Marsiglia ha confermato essere proprio il giorno in cui è stata aperta l’inchiesta, il 29enne di Diest lamenta anche le modalità con cui è stato trattato: “Quando ho chiesto agli agenti quando avrei riavuto il mio cellulare mi hanno detto che potevano volerci fino a due mesi. Io ho tutto lì dentro: foto personali, contatti e tanto altro. Non c’è stata una briciola di comprensione da parte loro“.

Ma non tutti i cellulari sono stati sequestrati dalla polizia: “Non tutti i corridori del team hanno dovuto consegnare i loro tablet, computer o cellulari. Sembra che siano stati puntati in maniera particolare coloro che stanno facendo un buon Tour. Molto strano”. Nella sua intervista a Het Nieuwsblad, Teuns aggiunge poi alcuni dettagli riguardo lo svolgimento della serata: “Abbiamo dovuto mangiare in camera, dovendoci accontentare di quello che c’era a disposizione. A mezzanotte e mezza ci siamo poi ritrovati tutti nella hall a parlare fra noi di quel che era successo. Sono poi andato a letto verso l’una e mezzo e ho cercato di dormire. Fortunatamente ci sono riuscito abbastanza facilmente. D’altro canto, non ho niente da nascondere”.

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