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Favoriti Tour de France 2018, Maglia Gialla: Nibali e Quintana primi rivali di Froome

Si preannuncia una grande lotta tra i favoriti alla Maglia Gialla finale del Tour de France 2018. Per una serie di decisioni congiunte, opposte e incrociate, quest’anno al via della Grande Boucle si presentano quasi tutti i big delle corse a tappe, pronti a sfidarsi per la conquista della 105ª edizione. Su un tracciato completo che prevede bagarre quasi sin dal primo giorno, la sfida sta dunque per partire dalla Vandea, dove inizierà la corsa più attesa dell’anno a livello mondiale. Trionfare a Parigi è un sogno per pochi dei 176 partecipanti che si lanceranno dall’Isola di Nourmoutier sabato 7 luglio, ma mai come quest’anno il parterre dei pretendenti è affollato.

Albo d’Oro Recente Tour de France

2017 FROOME Chris
2016 FROOME Chris
2015 FROOME Chris
2014 NIBALI Vincenzo
2013 FROOME Chris
2012 WIGGINS Bradley
2011 EVANS Cadel
2010 SCHLECK Andy
2009 CONTADOR Alberto
2008 SASTRE Carlos
2007 CONTADOR Alberto
2006 PEREIRO Oscar

Favoriti Tour de France 2018

Vincitore delle ultime tre edizioni, trionfatore negli ultimi tre GT che si sono disputati, sarà Chris Froome il cardine del Tour de France 2018. A caccia del quinto successo in carriera, della doppietta Giro-Tour che manca ormai da venti anni, il Keniano Bianco si presenta con una squadra forse mai così forte, con uomini per tutte le occasioni, una selezione di passisti e scalatori (molti dei quali eccezionali in entrambe le specialità) pronta a lasciare il segno sin dalla cronosquadre del terzo giorno. Uomini come Geraint Thomas, pronto a subentrare al capitano in caso di problemiWout Poels, Michal Kwiatkowski e il gioiellino Egan Bernal avrebbero sicuramente modo di brillare di luce propria e fare classifica in prima persona in altre squadre, ma qui saranno tutti pronti al sacrificio per la causa di un capitano che si avvicina alla grande impresa con la concreta possibilità di riuscire. Scagionato da ogni accusa in questi giorni, arriva con il morale altissimo e senza un peso non indifferente sulle spalle. Nelle gambe ha tuttavia le fatiche del trionfale Giro d’Italia ed è questa la grande incognita a cui si aggrappano i suoi rivali.

Unico in grado di interrompere il suo dominio, Vincenzo Nibali vuole tornare in giallo a Parigi. Il siciliano ha già vissuto una primavera di altissimo livello, ma ha fatto del Tour de France 2018 un suo grande obiettivo, con una preparazione mirata per essere al meglio. Alla scorsa Vuelta ha mostrato di potersela giocare con il britannico ed è pronto a dargli nuovamente filo da torcere su un percorso che ha molto per ricordare il suo successo del 2014, a partire dal pavé, dove potrebbe cominciare la sua nuova cavalcata trionfale. Farà fatica presumibilmente nella cronosquadre, ma anche lui ha una squadra di alto livello in salita grazie a uomini come Domenico Pozzovivo, Ion Izagirre, considerata la prima alternativa in caso di problemi al capitano, Gorka Izagirre e l’esperto Franco Pellizotti. E soprattutto ha un’arma che quasi nessuno dei suoi avversari ha: l’imprevedibilità.

Non eterno (visto che comunque due GT in cascina se li è già messi), ma spesso secondo, Nairo Quintana quest’anno ha occhi solo per la Grande Boucle. La sua intera stagione e preparazione è stata incentrata sul mese di luglio, quasi disinteressandosi di qualsiasi altro appuntamento per farsi trovare nella forma della vita in Vandea. Classe 1990, è stato precoce ed è da qualche anno considerato lo scalatore più forte in circolazione, ma non è ancora riuscito a capitalizzare al meglio questo titolo, dovendosi spesso accontentare di un piazzamento. La cocente delusione della passata stagione, quando pensò di poter sorprendere il mondo con una doppietta presentandosi poi in Francia cotto dopo le fatiche del Tour, è ancora viva in lui e vorrà scacciarla. La Movistar sarà una squadra di assoluto livello, potenzialmente la più forte in salita vista la contemporanea presenza di altri due pezzi da novanta come Mikel Landa e Alejandro Valverde, ma è tutto da dimostrare che la convivenza di questo trio delle meraviglie possa produrre risultati altrettanto meravigliosi. Possono far saltare il banco, ma anche implodere su loro stessi. La più grande sfida e battaglia rischiano di averla internamente. E, di solito (perché in realtà qualche volta è andata di lusso), non finisce bene.

L’elenco dei campioni al via del Tour de France 2018 continua con Tom Dumoulin, che dopo essere stato sconfitto dal Keniano Bianco sulle strade del Giro chiede la sua rivincita in Francia. Su di lui gravano le stesse incognite fisiche del rivale (forse anche di più vista la giovane età e la minore esperienza), ma il campione del mondo ha cronometro ha dimostrato in questi ultimi due anni una crescita esponenziale che potrebbe consentirgli l’impresa. Vincitore lo scorso anno della Corsa Rosa davanti a Quintana e Nibali, quest’anno ha dimostrato che non era un fuoco di paglia ed è fermamente intenzionato a continuare la sua crescita. Il percorso complessivo sulla carta la favorisce e sarà un avversario ostico per tutti gli aspiranti alle posizioni di vertice. Il suo Team Sunweb non è all’altezza delle squadre degli avversari, ma non lo è mai realmente stato, anche se la perdita all’ultimo di Wilco Kelderman è un colpo molto duro.

Sul podio lo scorso anno insieme a Froome, Romain Bardet e Rigoberto Uran quest’anno vogliono fare meglio. Il che, per entrambi, significa necessariamente vincere visto che il francese è reduce da un secondo e da un terzo posto, con il colombiano che lo scorso anno si è preso l’argento virtuale. Il francese nelle ultime due stagioni ha dimostrato una consistenza e un’affidabilità che, mischiate ad una giusta dose di coraggio e fantasia, ne fanno uno degli outsider più interessanti e temuti. Il suo punto debole sarà il pavé e la crono, ma la Ag2r La Mondiale in questi anni ha costruito intorno a lui una squadra solida, soprattutto per puntellare i suoi punti deboli. Se uscirà in buona posizione dai primi dieci giorni, sarà un rivale pericolosissimo, potendo anche sfruttare la rivalità maggiore fra gli altri big. Il colombiano lo scorso anno ha stupito tutti, mettendo insieme per la prima volta tutto il suo sino a quel momento altalenante talento in tre settimane quasi perfette (forse giusto un pizzico rinunciatarie). Chiamato all’arduo compito di confermarsi, cercherà di fare anche di meglio al termine di una preparazione anche nel suo caso al risparmio per arrivare il più fresco possibile al grande appuntamento. Tra i big è forse il meno atteso, ma del quale sarà meglio non fidarsi.

Malgrado dei grandi giri non si possa dire sia un riferimento, Richie Porte sarà al via del Tour de France 2018 come uno dei più quotati. Tra i favoriti è probabilmente colui con i risultati peggiori se si guarda alla sola classifica finale (che ovviamente è quella che conta), ma le sue qualità in salita e a cronometro sono ben conosciute da tutti. Leader di una BMC di spessore, in cui Damiano Caruso e Tejay Van Garderen posso essere validi supporti, il tasmaniano quest’anno vuole lasciarsi alle spalle la sfortuna e scacciare quella che per lui sembra essere sinora quasi una condanna nei grandi giri. Se dovesse azzeccare le tre settimane che insegue ormai da anni potrebbe anche essere in grado di lasciarsi tutti dietro (ma occhio al pavé, che potrebbe essere il suo punto debole).

Malgrado i nomi fatti sinora non siano certo pochi, ci sono altri pretendenti in grado di giocarsi il podio della 105ª Grande Boucle. In particolare due elementi in forte crescita come Adam Yates e Ilnur Zakarin hanno già dimostrato la solidità necessaria per poter ambire a un risultato di prestigio, anche se chiaramente la concorrenza è di assoluto spessore. Il britannico vorrà provare a farsi vedere in Francia quanto il suo gemello da questo lato delle Alpi e per quanto mostrato in queste ultime stagioni ha sicuramente le qualità per farcela, ripartendo dalla Maglia Bianca conquistata nel 2016, che gli valse un bel quarto posto a 24 anni ancora da compiere. Al Tour de France 2018 soffrirà a crono e sul pavé, dove la sua Mitchelton – Scott è ben equipaggiata per difenderlo, ma in salita è uno di quei corridori in grado di far esplodere la corsa. Il russo invece appare più completo, tranne probabilmente in discesa, arrivando con una squadra di buon livello per fargli fare un altro passo avanti dopo il podio alla scorsa Vuelta e quello sfiorato al Giro precedente. La Katusha – Alpecin punta forte sul suo prodotto migliore, un corridore dalla tenacia e fermezza fuori dal comune.

Più esperti, con una crescita lenta ma regolare, Jakob Fuglsang e Daniel Martin sono corridori che nel 2017 hanno fatto un importante passo avanti, da cercare di confermare quest’anno, nel pieno della loro maturità psico-fisica. Il danese, classe 1985, avrà, per la prima volta dopo anni di richiesta e paziente servizio ai capitani, una Astana tutta per sé. Il momento sembra essere quello giusto e sarà uno di coloro che potrebbero stupire maggiormente. Sulla sua affidabilità sulle tre settimane resta qualche dubbio, ma se avrà risolto la sua tenuta, fisica e mentale, non sarà semplice lasciarselo alle spalle visto che è uno dei più completi, capace di sposare buone prestazioni in salita e a cronometro, con la possibilità anche di guadagnare sul pavé. La squadra al suo fianco è interessante, in grado di dare un sostegno in ogni terreno. L’irlandese, nato nel 1986, arriva invece al Tour de France 2018 forte dei due piazzamenti crescenti delle ultime due stagioni, con il sesto posto della passata edizione che rappresenta il suo miglior risultato in carriera in un GT. Con il passaggio alla UAE Team Emirates trova una squadra si garantisce alcuni buoni elementi e un supporto importante, anche sul pavé, in una squadra che vuole riscattare un inizio di stagione difficile sinora. Le crono saranno ancora una volta il suo tallone d’Achille, che potrebbero costargli maggiori ambizioni.

Possibile rivelazione, un corridore al quale i big faranno meglio a non concedere libertà è sicuramente Primoz Roglic. Lo sloveno si presenta come co-capitano di una squadra in cui troviamo anche un elemento già rodato come Steven Kruijswijk, ma mentre i limiti del neerlandese sembrano abbastanza chiari, l’ex saltatore con gli sci sta crescendo in maniera esponenziale ed è difficile dire dove si fermerà. Nelle sue due precedenti partecipazioni in un GT ha fatto esperienza, senza fare classifica, ma riuscendo in entrambe le occasioni a vincere una tappa. Classe 1989, il corridore della LottoNL – Jumbo quest’anno è cresciuto ulteriormente, sorvolando il Giro dei Paesi Baschi e conquistando anche il Giro di Romandia, oltre al suo Slovenia. Nel frattempo ha anche vinto una tappa alla Tirreno-Adriatico, lasciando il segno praticamente ad ogni uscita, tanto a crono quanto in salita (anche se non si è certi della sua tenuta sulle più lunghe ascese, specialmente nella loro ripetizione).

In un contesto così denso, nel novero dei favoriti a posizioni di rilievo bisogna inserire ancora alcuni elementi di buon livello, che solitamente sarebbero probabilmente più considerati, ma che in questo Tour de France 2018 : uomini come Rafal Majka, Bauke Mollema e Bob Jungels, senza completamente escludere un talento puro delle salite come Warren Barguil. Il polacco guiderà la Bora – hansgrohe per quanto riguarda le montagne, potendo contare su una squadra interessante, in cui Peter Sagan potrebbe rivelarsi un prezioso supporto in più di una occasione. Già due volte maglia a pois, sul podio della Vuelta nel 2015, punta al massimo risultato possibile in classifica, pur rischiando di fare fatica a crono e sul pavé. In uno schema tattico in cui ci potrebbe essere grande controllo tra i rivali, potrebbe comunque trovare spazio e sorprendere vista la minore marcatura a cui sarà soggetto. Più completo il capitano della Trek – Segafredo, che eredita una squadra di spessore orfana di un primo violino come Alberto Contador. Il neerlandese ha dimostrato più volte in passato di poter competere ai massimi livelli, anche se gli è sempre mancata la consistenza sulle tre settimane e quello spirito di iniziativa per fare il salto di qualità. Se avrà saputo prendere queste lezioni dal Pistolero avrà colpi interessanti da sfoggiare, anche se la squadra potrebbe soffrire nella cronosquadre. Chi invece in quel di Cholet cercherà di costruire buona parte delle sue fortune è il lussemburghese, che dopo aver conquistato due volte consecutivamente la Maglia Bianca al Giro si mette per la prima volta alla prova alla Grande Boucle. In una squadra costruita soprattutto per la pianura, costituirà comunque una bella coppia complementare con l’esplosivo Julian Alaphilippe per le tappe più impegnative. Infine, il coraggioso bretone, che ha lasciato la Sunweb per tornare a casa alla Fortuneo – Samsic, squadra della sua regione che si è modellata al suo servizio. In una formazione Professional difficile ci siano grandi elementi di supporto, ma per lui qualche buona pedina per supportarlo in salita, anche se rischia di fare fatica nei suoi punti deboli: crono e pavé. Con la possibiltà di giocare da battitore libero, potrebbe ripetere l’exploit dello scorso anno, quando riuscì a chiudere in decima posizione dimostrando una condizione invidiabile in terza settimana, che lo rese forse il più pimpante in assoluto in salita.

Borsino dei Favoriti Tour de France 2018

***** Chris Froome
**** Vincenzo Nibali, Nairo Quintana
*** Romain Bardet, Tom Dumoulin, Richie Porte
** Jakob Fuglsang, Mikel Landa, Rigoberto Uran, Alejandro Valverde
* Daniel Martin, Primoz Roglic, Geraint Thomas, Adam Yates, Ilnur Zakarin

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