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Vuelta a España 2019, Top/Flop del Giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2019.

TOP

Sepp Kuss (Jumbo-Visma): Dopo tanti giorni a servizio di Roglic, lo statunitense sfrutta la sua prima occasione personale per imporsi in un arrivo perfetto per le sue caratteristiche. Corre con intelligenza e si fa preparare pronto sulla salita finale, in cui stacca tutti con il passo e resiste al tentativo di ritorno dei suoi avversari. Una conferma del suo grande talento, che dopo il successo al Tour of Utah 2018 era rimasto un po’ troppo nascosto.

Primoz Roglic (Jumbo-Visma): La maglia rossa corre da padrona assoluta. Non si lascia intimorire dall’allungo di Valverde e si muove in prima persona per seguirlo, collaborando per guadagnare terreno sugli altri avversari. Un altro grande segnale di forza fisica e mentale, in una tappa in cui sulla carta avrebbe dovuto giocare completamente in difesa. A una settimana dalla fine, il suo vantaggio sugli avversari è piuttosto importante.

Alejandro Valverde (Movistar): Per la sua carta d’identità non ci stupiamo più. Ma oggi interpreta la frazione all’attacco, consapevole che non può aspettare l’ultimo chilometro se vuole sperare di recuperare Roglic. Lo sloveno si rivela inattaccabile, ma il campione del mondo scava un buon solco tra sé e gli altri rivali. E diventa ormai capitano unico della Movistar, dettaglio non da poco.

FLOP

Nairo Quintana (Movistar): Altra giornata difficile per il colombiano, che poteva avere il vantaggio tattico del compagno di squadra all’attacco per rimanere a ruota e risparmiare energie. Invece non trova la gamba giusta nella fase calda, perdendo terreno da tutti i rivali di classifica per un piazzamento sul podio. Ora anche la top five vacilla, e con un ritardo di quasi 3 minuti da Valverde rischia (stavolta per davvero) di diventare poco più di un gregario di lusso.

Tao Geoghegan Hart (Ineos): Il risultato di tappa non è male, ma non può renderlo completamente soddisfatto. Il britannico chiude terzo ma dopo il traguardo si rende protagonista di un antipatico battibecco con Guerreiro, per motivazioni ancora non del tutto chiare. Sembra evidente comunque il nervosismo per una corsa in cui le aspettative e le ambizioni erano ben più elevate.

Ben O’Connor (Dimension Data): Ancora una volta ha il merito di trovare la fuga di giornata, impresa non semplice in tappe impegnative come quella di oggi. E ancora una volta quello rimane la sua unica soddisfazione: sbaglia totalmente i tempi in cui muoversi, partendo troppo presto e risultando troppo stanco nella fase decisiva della frazione. E con le sue qualità è un peccato non da poco.

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