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Pagellone 2017, Z: Zakarin, Zamparella, Zubeldia

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei promossi ed i bocciati di questa stagione. In rigoroso ordine alfabetico analizzeremo i quelli che sono stati i nostri migliori (ma anche i peggiori) corridori del gruppo, cercando di analizzarne il rendimento nel nostro Pagellone 2017. Lettera per lettera scopriremo i corridori che si sono distinti in positivo e quelli invece in negativo di questa ultima stagione, ricca di emozioni e di sorprese.

PER RILEGGERE LE PAGELLE DALLA A ALLA G

PER RILEGGERE LE PAGELLE DALLA H ALLA N

PER RILEGGERE LE PAGELLE DALLA O ALLA S

LETTERA T

Rein Taaramae (Katusha – Alpecin), 5: Anno no per l’estone. Dopo un buon 2016, con la vittoria di tappa al Giro come ciliegina sulla torta, il portacolori della Katusha – Alpecin non riesce a confermarsi, disputando una stagione molto anonima. Sono veramente poche le occasioni in cui Taaramae si fa notare e soprattutto non riesce mai a dare l’idea di poter lottare per la vittoria.

Andrew Talansky (Cannondale-Drapac), 5,5: Si conclude con un successo di tappa al Giro di California, almeno per ora, l’avventura tra i professionisti del 29enne statunitense che a sorpresa ha deciso di darsi al triathlon. Staremo a vedere se la decisione si rivelerà definitiva.

Dylan Teuns (BMC), 9.5: Sono bastate poche settimane al 25enne belga per passare da “promessa” a “realtà” del gruppo. Senza aver mai vinto prima nei precedenti due anni e mezzo di professionismo, il 24 luglio tutto è improvvisamente cambiato. Tra Giro di Vallonia, Giro di Polonia e Arctic Race of Norway sono arrivate tre vittorie, condite da cinque successi di tappa, che lo hanno proiettato in una nuova dimensione. Se sarà stato solo un fuoco di paglia ce lo diranno le prossime stagioni.

Niki Terpstra (Quick-Step Floors), 6: La fortissima concorrenza in casa Quick-Step fa rimanere leggermente in disparte in vincitore della Roubaix 2014, che comunque nel periodo più atteso per lui era presente. La campagna sul pavé si conclude per lui con il quarto posto alla Gent-Wevelgem e il terzo al Giro delle Fiandre vinto dal compagno Gilbert. Il resto della stagione poi è avaro di soddisfazioni, dovendo spesso lavorare per i compagni.

Edward Theuns (Trek – Segafredo), 6.5: Alla sua terza partecipazione il corridore belga riesce a portare a casa un buon ottavo posto alla Roubaix. Un risultato sicuramente importante, che ne denota la grande crescita, così come i successi di tappa ottenuti in corse WorldTour come BinckBank Tour e Giro di Turchia, che rendono il 2017 del portacolori della Trek – Segafredo positivo e in ascesa.

Geraint Thomas (Sky), 6.5: Stagione sfortunatissima per il gallese. Dopo un ottimo avvio di stagione, con il quinto posto alla Tirreno e la vittoria del Tour of the Alps, il portacolori della Sky arriva al Giro con la volontà di testarsi in classifica generale. La caduta del Blockhaus però lo condiziona, costringendo al ritiro per i problemi al ginocchio. Il riscatto arriva al Tour de France dove vince la crono iniziale e si veste di giallo. Anche alla Grande Boucle però la sfortuna lo prende di mira, finendo a terra nella nona frazione. Anche in quel caso purtroppo per lui arriva il ritiro anticipato, chiudendo praticamente con largo anticipo la sua stagione. 

Rodolfo Torres (Androni – Sidermec), 5,5: Nonostante per il colombiano arrivi la prima vittoria fra i professionisti il bilancio complessivo della stagione non è certo positivo. La vittoria del Sibiu Tour è sicuramente importante, ma viste le buone prove nel finale della scorsa stagione ci si aspettava sicuramente qualcosa in più. Resta comunque una pedina importante per la sua squadra, anche con piazzamenti preziosi.

Matteo Trentin (QuickStep – Floors), 9: Il ritiro al Tour de France cambia la stagione del corridore italiano. Nella prima parte dell’anno il portacolori della QuickStep – Floors aveva ottenuto dei buoni risultati, ma il rendimento dopo esser finito fuori tempo massimo al Tour è da incorniciare. Per Trentin infatti arrivano sette successi negli ultimi tre mesi dalla stagione. Ben quattro di queste vittorie le conquista alla Vuelta, durante la quale lotta fino alla fine per la maglia verde. Quando non vince, il corridore trentino riesce comunque a brillare, come testimonia il quarto posto ai Campionati del Mondo.

LETTERA U

Diego Ulissi (UAE Team Emirates), 6.5: Il corridore toscano decide di concentrarsi per la prima volta sul Tour de France, mettendo da parte il Giro d’Italia. Una scelta che non sembra ripagare visto che il portacolori della UAE Team Emirates non riesce a lasciare il segno, se si esclude la frazione di Le Puy-en-Velay dove si piazza al secondo posto. Per il resto però la stagione è positiva, con quattro vittorie ed un finale di stagione da protagonista con tante buone prestazioni, a partire dai successi al GP Montréal e al Giro di Turchia.

Rigoberto Uran (Cannondale  – Drapac), 9: Il colombiano rinasce al Tour de France. Dopo una prima parte di stagione negativa, complici alcuni problemi fisici, arriva alla Grande Boucle in sordina, tanto che praticamente nessuno avrebbe scommesso su di lui. Nelle tre settimane di corsa però il portacolori della Cannondale – Drapac fa ricredere tutti, lottando per la vittoria fino alla fine, concludendo la corsa al secondo posto, dietro al solo Froome. Nel finale di stagione brilla al Giro dell’Emilia e soprattutto alla Milano – Torino, mentre al Lombardia vive una giornata no.

LETTERA V

Michael Valgren (Astana), 6,5: La prima stagione in Astana è senza infamia e senza lode per il 25enne danese, che si dimostra un buon gregario, soprattutto in appoggio a Fabio Aru al Tour, anche in grado di ritagliarsi qualche spazio da capitano. È infatti il migliore dei suoi alla E3 e poi al Giro delle Fiandre, che chiude in 11ª posizione. Si comporta bene anche al BinckBank Tour, portando alla squadra importanti punti WorldTour.

Alejandro Valverde (Movistar), 9.5: Prima parte di stagione da incorniciare per il murciano. Nei primi quattro mesi dell’anno il portacolori della Movistar riesce a centrare undici successi, portandosi a casa Volta a Catalunya, Giro dei Paesi Baschi, Freccia Vallone e Liegi – Bastogne – Liegi. Malgrado l’età, il miglior inizio della sua carriera. Nella seconda parte dell’anno si concentra sul Tour de France, ma una terribile caduta nella cronometro inaugurale lo costringe al ritiro, chiudendo con largo anticipo il suo anno. Tanti ovviamente i rimpianti di Valverde, soprattutto per la Grande Boucle, pensando anche alla condizione non ottimale di Quintana.

Wout Van Aert (Vérandas Willems-Crelan), 7: Il Campione del Mondo di ciclocross dimostra di avere del talento anche su strada. Dopo le due vittorie del 2016 quest’anno il belga riesce a centrare tre successi e diversi buoni piazzamenti. Ora c’è grande curiosità per la prossima stagione, in cui vorrebbe testarsi anche nelle grandi classiche del nord. 

Greg Van Avermaet (BMC), 9.5: Malgrado un inverno complicato, la stagione del campione Olimpico riesce anche ad essere migliore di quella precedente, confermandolo il più accreditato rivale di Sagan nelle corse di un giorno. Omloop Het Nieuwsblad, E3 Harelbeke, Gent – Wevelgem, Parigi-Roubaix ed il secondo posto al Giro delle Fiandre sono un bottino da grande campione. Cala poi leggermente nella seconda parte della stagione, non riuscendo a vincere una tappa al Tour, né a salire sul podio a Bergen.

Dylan Van Baarle (Cannondale – Drapac), 6: Il portacolori della Cannondale – Drapac si vede per soli undici giorni durante l’anno, ma bastano a salvare il bilancio. Dalla Dwars Door Vlaanderen al Giro delle Fiandre, passando perla E3 Harelbeke sono tre le corse in cui il neerlandese fa vedere le sue qualità, centrando ogni volta buoni piazzamenti. Durante il resto della stagione però scompare letteralmente, centrando solo altre due Top10.

Stijn Vandenbergh (AG2R La Mondiale), 4.5: Anno da dimenticare per il belga. Arrivato dalla QuickStep – Floors per avere maggiore spazio, il corridore di Oudenaarde non trova la giusta condizione e risultati non sono quelli sperati nelle classiche del nord, suo grande obiettivo stagionale, durante le quali non si vede praticamente mai. Una tremenda caduta alla 4 Giorni di Dunkerque, a maggio, lo costringe a restare fermo per alcuni mesi, rientrando poi in estate, ma senza risultati.

Sep Vanmarcke (Cannondale – Drapac), 5.5: Il bilancio non è positivo per il belga, sul quale c’è l’attenuante non indifferente dell’infortunio occorsogli al Giro delle Fiandre che, di fatto, gli ha impedito di testarsi negli appuntamenti clou della sua stagione. Nelle precedenti uscite, tuttavia, salvo il 3° posto alla Het Nieuwsblad non aveva dato l’impressione di essere brillantissimo. Si riscatta parzialmente nel finale di stagione, con qualche piazzamento nelle corse WorldTour estive, ma l’acuto atteso non è arrivato.

Mathieu van der Poel (Beobank – Corendon), 8: Il fenomeno del ciclocross conferma di avere grandi qualità anche su strada. Ben cinque i successi stagionali, fra i quali spicca sicuramente quello al Giro di Belgio, battendo un certo Philippe Gilbert. E questo senza considerare anche gli eccezionali risultati che sta ottenendo in questo inverno in mezzo al fango.

Tejay Van Garderen (BMC), 5.5: Dopo una buona prima parte di stagione il portacolori della BCM arriva al Giro d’Italia per testarsi in classifica, ma il risultato è lontano da quello sperato. In difficoltà fin dalle prime salite, decide di mettere da parte le proprie ambizioni in classifica per concentrarsi su una possibile vittoria di tappa. Una decisione corretta, con il successo che arriva sul traguardo di Ortisei, non potendo comunque ribaltare completamente il giudizio complessivo sul suo Giro. Discorso diverso invece alla Vuelta a España, durante la quale si vede in poche occasioni, riuscendo invece a centrare un incoraggiante decimo posto in classifica.

Julien Vermote (QuickStep – Floors), 7: Un Tour de France in testa al gruppo. Il corridore belga è infatti spesso e volentieri in testa al plotone nelle tappe di pianura, a tirare per evitare che la fuga di giornata prenda troppo vantaggio. Lavoro sempre esemplare per il portacolori della QuickStep – Floors al servizio di Kittel che può così arrivare agli sprint con il resto dei compagni di squadra freschi.

Davide Villella (Cannondale – Drapac), 6.5: Il bergamasco lavora per gran parte della stagione per la squadra e ha, di conseguenza, poche occasioni in cui dire la sua. La situazione però cambia alla Vuelta a España, quando Villella riesce a mettersi in mostra con una fuga da lontano che gli permette di balzare al comando della classifica degli scalatori. Da quel giorno indossa una maglia a pois blu che riesce a conservare fino al podio finale di Madrid, lottando giorno dopo giorno per andare in fuga e accumulare punti.

Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), 7: Un’altra stagione generosa per il 34enne siciliano che è una delle certezze più solide della nuova Bahrain-Merida. Al Giro corre bene, sia in appoggio a Nibali che per sé, sfiorando il successo di tappa a Peschici. Ci riprova con generosità anche alla Vuelta, ma il successo arriva soltanto l’ultimo giorno di settembre, nel prestigioso Giro dell’Emilia.

Elia Viviani (Sky), 8,5: Per diversi mesi la vittoria sembra per lui un tabù. Il velocista della Sky riesce a sbloccarsi solo a fine aprile, curiosamente il giorno in cui la sua squadra annuncia di non averlo inserito nella formazione per il Giro per motivi tattici. Il corridore veneto non si abbatte e, dopo aver centrato altri tre successi fra giugno e luglio, si rende protagonista di un grande finale di stagione. Tanti bei risultati a fine anno per il Campione Olimpico dell’Omnium, che vince anche due classiche WorldTour come Amburgo e Bretagne Classic, sfiorando anche il colpaccio al Campionato Europeo, dove gli viene negata la vittoria per pochi centimetri.

Thomas Voeckler (Direct Energie), 5: Nella sua ultima stagione fra i professionisti il francese non riesce a brillare. Prova qualche fuga da lontano, ma senza mai portare a casa risultati di rilievo. Prezioso nel supporto ai compagni, si prodiga soprattutto a fare da mentore all’emergente Calmejane, che gli subentra nelle gerarchie interne.

Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), 7: Spesso al servizio dei propri compagni, il corridore francese riesce a ritagliarsi anche alcune occasioni personali. Il bottino finale vede tre vittorie ed un finale di stagione molto positivo, con il podio sfiorato al Lombardia. Ottima prova anche al Tour de France dove, nonostante il tanto lavoro per Bardet, riesce a piazzarsi nella Top15 finale.

LETTERA W

Luca Wackermann (Bardiani – CSF), 5: Stagione no per il corridore della Bardiani – CSF. Durante la prima parte del 2017 è condizionato da un virus che non gli permette di rendere al meglio e di ottenere i risultati sperati. La situazione non migliora nella seconda parte dell’anno, tanto che alla fine l’unico piazzamento nei primi 10 arriva nella prima frazione del Tour of Utah. Doveva essere l’anno del rilancio, bisogna aspettare ancora.

Max Walscheid (Team Sunweb), 6: Il giovane velocista tedesco vive un 2017 alla ricerca della propria identità, tra gregariato e qualche occasione per mettersi in mostra. Da giugno in avanti trova infatti una buona condizione, vincendo una tappa al Giro di Danimarca e disputando ottime volate contro i big al Giro di Polonia e Tour of Guangxi. Sta emergendo, anche se forse più lentamente di quanto sembrasse.

Tim Wellens (Lotto Soudal), 6,5: Annata di buon livello per il corridore belga che parte subito a tutta, vincendo tre corse già a febbraio. Pur mancando l’appuntamento in primavera, conferma di trovarsi più a suo agio nelle corse di un giorno che in quelle a tappe, ad esclusione di BinckBank Tour, che chiude al secondo posto, e Tour of Guangxi, che riesce a vincere in chiusura di stagione. Il grande flop però è il Tour de France, nel quale non riesce a raggiungere piazzamenti ed è costretto al ritiro dopo 15 tappe a causa di un forte attacco allergico.

 

 

LETTERA Y

Adam Yates (Orica-Scott), 6.5: Continua l’apprendistato del giovane britannico che, dopo il quarto posto del Tour 2016, quest’anno si porta a casa il nono nel Giro ed una importante top ten alla Liegi-Bastogne-Liegi. Una stagione nel complesso solida, dalla quale forse ci si poteva aspettare di più, anche considerando che l’unica vittoria arriva in apertura di stagione a Larciano.

Simon Yates (Orica-Scott), 7.5: In modo quasi sorprendente, il processo di crescita di Simon ricalca molto da vicino quello del gemello. Quest’anno è lui il capitano della squadra al Tour e riesce a portarsi a casa il settimo posto dopo aver disputato ad alto livello anche Parigi-Nizza, Giro dei Paesi Baschi e Giro di Romandia. Partecipa poi insieme al fratello alla Vuelta ma, proprio come lui, senza brillare.

LETTERA Z

Rick Zabel (Katusha – Alpecin), 6.5: Il cambio di squadra permette al tedesco di mostrare le sue qualità fra i professionisti. Zabel si riscopre infatti ultimo uomo del treno di Kirstoff, guidando in diverse occasioni il capitano alla vittoria. La giornata da incorniciare è sicuramente quella del 1 maggio quando al GP di Francoforte Kristoff conquista il successo e lui dopo aver tirato la volata al capitano si piazza sul secondo gradino del podio.

Ilnur Zakarin (Katusha – Alpecin), 8.5: Il russo è uno dei grandi protagonisti dei Grandi Giri. Dopo una terza settimana da incorniciare al Giro d’Italia, chiudendo la corsa al quinto posto a meno di due minuti da Dumoulin, il portacolori della Katusha – Alpecin riesce a centrare il suo primo podio in carriera alla Vuelta. Zakarin riesce a spuntarla nel duello con Kelderman e ora c’è grande attesa per vederlo all’opera il prossimo anno per capire se potrà lottare per la vittoria finale in una corsa a tappe di tre settimane.

Artyom Zakharov (Astana), 6: Onesta stagione per il kazako, alla prima stagione completa in Astana. Dà una buona mano alla squadra nelle brevi corse a tappe e vince il Campionato Nazionale in linea per dare un senso compiuto alla sua stagione.

Marco Zamparella (Amore&Vita-Selle SMP), 7: Stagione con pochi appuntamenti ma di buon livello per il 30enne azzurro che vince il Memorial Marco Pantani davanti a molti avversari più blasonati.

Edoardo Zardini (Bardiani-CSF), 5,5: L’ultima stagione alla Bardiani è ancora condizionata da una forma non perfetta che lo relega nelle retrovie delle scelte della squadra. Il finale di stagione ha dato comunque segnali positivi in vista del futuro per il 28enne scalatore azzurro.

Riccardo Zoidl (Team Felbermayr – Simplon Wels), 4,5: Il ritorno a casa dopo tre discrete stagioni alla Trek non è particolarmente proficuo per lo scalatore austriaco che vince solo due corse minori non riuscendo a fare classifica al Giro d’Austria, da lui vinto nel 2013.

Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo), 6,5: A 40 anni compiuti lascia il ciclismo dopo la Clasica San Sebastian, ma fino a quel tempo dà ancora ottime dimostrazioni ai corridori più giovani portando a termine Parigi-Nizza, Giro di Catalogna, Giro dei Paesi Baschi, Giro di California, Giro del Delfinato ed un ultimo Tour de France in appoggio a Contador.

Federico Zurlo (UAE Team Emirates), 5: Dopo aver chiuso in crescendo il 2016 non sono arrivate soddisfazioni nel 2017 per il 23enne velocista, che non sale mai sul podio. Dopo la Vuelta coglie due top ten a Giro di Turchia e a Tour of Guangxi, ma non è abbastanza per meritarsi il rinnovo.

 

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4 commenti

  1. Avete dimenticato Vanmarcke?

    • Grazie per la segnalazione. Purtroppo si era verificato un errore di copiatura nella fase di correzione della bozza. Tuttavia abbiamo prontamente risolto il problema ed ora la pagella di Vanmarcke è visibile sul sito.
      Chiediamo scusa per il disagio e ringraziamo per la segnalazione.

  2. E Vendrame dell’Androni? Un atleta che esordendo tra i professionisti ha saputo ritagliarsi uno spazio sufficiente, quanto meno da 6,5.

    • Salve,
      grazie innanzitutto per averci scritto. Indubbiamente la stagione di Vendrame è stata positiva, tuttavia nella stesura finale abbiamo dovuto operare delle scelte e il corridore della Androni è rimasto tagliato fuori.

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