© Mario Stiehl

Pagelle Volta a Catalunya 2017, Movistar perfetta – Sky naufragata

Alejandro Valverde (Movistar), 10: Il murciano sorvola la corsa dall’inizio alla fine. Su ogni terreno è lui a fare la differenza, imponendosi per un totale di tre volte (quattro con la crono), correndo sempre con grande attenzione, ma anche coraggio. E pensare che arrivava da un periodo difficile, costretto a saltare la Parigi – Nizza. I suoi grandi appuntamenti sono lontani, ma anche se ci arriva “solo” con questa forma, fa paura a tutti.

Marc Soler (Movistar), 9: La rivelazione della corsa è indubbiamente il giovane spagnolo, capace di chiudere in terza posizione la corsa (sarebbe secondo, non lontano dal suo capitano, senza il minuto di squalifica dopo la cronosquadre) malgrado il grande lavoro in favore del suo leader. Ultimo uomo fisso di Valverde, l’uomo in grado di fare la differenza, staccando quasi tutti gli altri capitani.

Alberto Contador (Trek-Segafredo), 8: Fa quel che poco, ma contro lo strapotere Movistar non c’è molto da fare, soprattutto in una corsa dove le sue caratteristiche non vengono propriamente esaltate. Più di un arrivo infatti è per corridori esplosivi e scattanti, qualità che non ha mai realmente avuto.

Davide Cimolai (FDJ), 8: Gran bel successo per il corridore veneto, che nelle uniche tappe a sua disposizione si fa sempre trovare pronto. Approdato in Francia al servizio di Démare, si toglie una bella soddisfazione in un ambiente che lo ha accolto a braccia aperte dandogli grandissima fiducia sin da subito. Potrebbe fare ben più del gregario.

Nacer Bouhanni (Cofidis), 7,5: Il primo giorno trova sulla sua strada un ottimo Cimolai, ma poi è pronto a rifarsi, prendendo le misure al suo avversario e surclassandolo senza troppe difficoltà. Il velocista più forte al via era senza dubbio lui. La mancata doppietta brucia, ma il successo ne conferma qualità oltre il semplice sprint.

Daryl Impey (Orica-Scott), 7,5: L’unico che in questa settimana riesce a battere Valverde è il sudafricano, che resiste alle difficoltà, lavorando anche per la squadra, per poi giocarsi tutto in volata in una tappa dalle mille sorprese. Ultima, proprio la sua volata vincente sul murciano, al termine di un finale al cardiopalma dopo il tentativo degli ottimi Dario Cataldo e Alessandro De Marchi (voto 6,5 per entrambi, per quel giorno e per una solida prova complessiva)

Adam Yates (Orica-Scott), 7: Ci prova quando può. Non è al livello dei migliori, dai quali è comunque uno degli ultimi a staccarsi. Alla fine chiude con un ottimo piazzamento, che ne conferma la regolarità. Una più che ottima base su cui costruire il suo futuro.

Daniel Martin (Quick-Step Floors), 7: Senza Valverde avrebbe probabilmente conquistato due tappe visto che per due volte è lui a dare il via all’azione decisiva. Una tattica meno spregiudicata avrebbe potuto portargli frutti migliori? Non è detto, anzi. Ci ha provato e la differenza l’ha fatta, segno di un buon stato di forma. Se la condizione continua, nelle Ardenne sarà un gran brutto cliente

Carlos Verona (Orica-Scott), 6,5: Ottavo nella generale finale, il giovane corridore spagnolo conferma di aver trovato finalmente la sua dimensione con gli australiani. Capace di farsi vedere all’attacco così come di lavorare in favore del capitano nei momenti decisivi, a 24 anni ha ancora molto da dire.

David Gaudu (FDJ), 6,5: Il talentino francese ha carattere e più volte prova a farsi notare. Si fa sorprendere nelle retrovie nella sesta frazione (nel suo caso errore accettabile), altrimenti avrebbe anche potuto concludere con un discreto piazzamento. Questa settimana resta comunque di buon auspicio, per consistenza e per il carattere mostrato.

Arthur Vichot (FDJ), 6,5: Tanto lavoro per la squadra, in particolare Cimolai, ma nelle ultime tappe ha il via libera e si fa trovare pronto, conquistando due bei podi. Dopo un periodo difficile, si sta ritrovando.

Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo), 6: Non brilla, conquistando un discreto piazzamento finale più per demeriti altrui che per suoi meriti. La sufficienza per la gestione accorta e intelligente di corsa, ma ci si aspetta di più da lui, che deve ringraziare anche la squadra per l’ottimo lavoro, da Robert Gesink a George Bennett.

Pierre Rolland (Cannondale-Drapac), 5,5: Spesso all’attacco, ha il grande merito di essere uno di quelli che ama provarci. Peccato che un corridore come lui abbia mostrato di poter essere molto di più di un cacciatore di tappe, che lotta per la maglia degli scalatori.

Tejay Van Garderen (BMC), 5,5: Inizia bene e poi cala. Una parabola abbastanza consueta purtroppo per lo statunitense, per il quale gli anni sembrano passare, ma le cattive abitudini restare. D’altro canto, un passo avanti rispetto alla Tirreno c’è stato e non era certo questa una corsa in cui ce lo si doveva aspettare in grande forma. Il risultato finale non sarebbe poi così malvagio…se fosse arrivato diversamente.

Louis Meintjes (UAE Team Emirates), 5,5: La condizione e la salute non sono perfette, ma il talentino sudafricano non si vede praticamente mai. Lontanissimo dai migliori, corre alla ricerca della forma migliore. Se nelle Ardenne potrebbe cercare di fare qualcosa di buono, dovrà crescere molto di condizione.

Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), 5: Alla Parigi – Nizza non ha potuto accumulare i chilometri necessari e qui arriva senza la giusta preparazione. Con il passare dei giorni cresce, migliorando il suo piazzamento fino al decimo posto finale. Anche nel suo caso, tuttavia, è più per errori altrui che per la sua condotta, proprio quello che più gli è mancato in questa settimana.

Rafal Majka (Bora-hansgrohe), 5: Non malissimo, ma neanche bene. Corre di rimessa per tutta la settimana, senza farsi particolarmente notare fino alla fine. Il quarto posto nell’ultima tappa mostra una discreta crescita, ma l’impalbabilità precedente non sembra neanche da lui.

Chris Froome (Sky), 5: A sua dire mai così bene in questo periodo dell’anno in Europa, ma vanifica tutto con la clamorosa defaillance della sesta tappa. La corsa quasi perfetta condotta nelle prime frazioni, viene dunque completamente annullata dall’incredibile errore che lo porta a rischiare di finire fuori tempo massimo. Dagli errori si impara, ma pochi mesi fa ci ha perso una Vuelta praticamente nello stesso modo…

Geraint Thomas (Sky), 4,5: Il corridore in grado di battagliare con Nairo Quintana alla Tirreno non si è visto in Catalogna. Doveva essere il capitano della corazzata britannica, ma il gallese è venuto meno nel momento decisivo, lasciando nuovamente i gradi sulle più salde spalle del suo storico capitano.

André Greipel (Lotto Soudal), 4: Doveva essere il velocista di riferimento, ma la sua presenza è stata abbastanza evanescente. Se il percorso era molto mosso, non proprio ideale per gli sprinter, il tedesco ha più volte mostrato in passato di poter affrontare bene strade come queste. Era la gamba a non andare.

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2 commenti

  1. Perché non date il voto anche al primo degli italiani Davide Formolo? !?!?
    Penso che ha fatto un lavoro straordinario e anche oggi 8^ e generale 12 ^ !!!!
    Grazie cordiali saluti

    • Abbiamo dovuto fare una selezione per quanto riguarda i corridori a cui dare il voto. Formolo è stato uno degli ultimi corridori ad esser escluso, nonostante la buona prova che ha fornito.

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