Italia mai così male in 100 anni tra GT, Monumento e Mondiali

© Sirotti

Il peggiore decennio della storia per l’Italia. È questo il bilancio al termine di una stagione stravolta dal coronavirus e che non ha fatto che confermare il preoccupante andamento, pur con una splendida eccezione che ci ha concesso di arrivare comunque in doppia cifra. Andando a vedere i risultati ottenuti nei grandi giri, nella Classiche Monumento e nelle varie edizioni dei Mondiali dal 1911 (inutile prendere il decennio precedente visto che ancora c’era un solo GT) ad oggi, si nota come la globalizzazione stia chiaramente avendo un effetto devastante sui risultati dei nostri rappresentanti, sostanzialmente aggrappati ad un uomo solo quando si vanno a vedere i risultati “pesanti”.

Il bottino dal 2011 ad oggi vede infatti i nostri ciclisti aver conquistato un totale di dieci vittorie, ma di queste ben sei sono opera di Vincenzo Nibali. Le altre quattro hanno visto le firme di Michele Scarponi, vincitore a tavolino del Giro d’Italia 2011, di Fabio Aru, trionfatore nella Vuelta a España 2015, nonché di Alberto Bettiol, lo scorso anno capace di conquistare il Giro delle Fiandre, e di Filippo Ganna, che quest’anno ci ha regalato il primo oro della storia nella crono mondiale. Exploit eccezionali, che non vanno assolutamente sminuiti, ma che restano al momento purtroppo casi isolati, senza continuità.

Ovviamente, guardando la tabella che chiude l’articolo balzano subito agli occhi i mancati successi nelle corse italiane, soprattutto a Giro d’Italia e Giro di Lombardia, che nel decennio precedente avevano rappresentato terreno di caccia privilegiato per i nostri atleti (in entrambi i casi capaci di aggiudicarsi otto edizioni su dieci, contro le tre e due di questa ultima decade, di fatto gonfiando i numeri fino a riportarli a livelli pre-bellici). Un dato che sarebbe anche positivo, rappresentando infatti l’accresciuto valore di queste due corse a livello internazionale (cosa che la Milano – Sanremo invece ha sempre avuto), che tuttavia non basta a spiegare il crollo complessivo.

L’Italia infatti non era davvero mai andata così male a livello generale, tanto che per ritrovare dieci anni senza vincere un Mondiale in Linea (bilancio solo parzialmente salvato dallo straordinario successo di Ganna del mese scorso), bisogna risalire agli anni 40 (periodo che tutti sappiamo essere stato pesantemente condizionato da ben altre ragioni, altrimenti sembra difficile pensare che alcuni dei nostri mostri sacri del pedale non sarebbero riusciti nell’impresa).

Impietoso anche il confronto a livello delle altre corse, escludendo le due citate, visto che il risultato di questo decennio verrebbe dimezzato restando sempre un terzo rispetto ai dieci anni precedenti, quando tra classiche e mondiali si arrivava a 22 vittorie contro le cinque ottenute recentemente dagli azzurri. Per risalire ad un periodo nel complesso così difficile, bisogna risalire al periodo 71-80, quando le vittorie furono comunque 15 (ovvero il 50% in più), ovvero dunque a più di 40 anni fa.

Il nostro paese ovviamente non è solo in questa débacle per quanto riguarda le nazioni storiche (daremo presto un’occhiata anche alle altre), ma appare evidente che non ci si può appellare alla sola globalizzazione. L’aumento della concorrenza è sicuramente evidente ed importante, ma d’altro canto i nostri rappresentanti in gruppo sono sempre fra i più numerosi, perlomeno a livello WorldTour, quindi la quantità è comunque ben garantita e lo spazio per atleti di altissimo calibro (perché non bisogna mica andare a pensare che i nostri corridori attuali siano scarsi, la colpa non è certo loro, anzi) ci sarebbe comunque.

Il ciclismo a livello popolare non è certo più quello dei tempi d’oro, quello sport in cui si poteva cercare anche un riscatto sociale ed economico (come è invece il caso ancora in molti paesi, partendo dalla Colombia), ma a mancare è più di tutto una forte e organizzata programmazione a livello federale e governativo (come invece in altre nazioni emergenti come Gran Bretagna e, più recentemente, Slovenia). Inoltre, la popolazione si è sempre più spostata nelle grandi città nel corso del tempo, luoghi dove l’accesso alla bicicletta è difficile (se non sconsigliato in alcuni casi) per questioni strutturali e di sicurezza, l’educazione fisica e sportiva è diventata sempre più nel tempo un qualcosa di inutile a livello scolastico e non solo, ma anche nello specifico ambito del ciclismo c’è molto da fare.

Ad apparire lacunosa è infatti l’organizzazione della intera filiera, con una deficienza strutturale ed organizzativa che appare sempre più evidentemente con il passare del tempo, mentre altri paesi evolvono, crescono e si adattano ai cambiamenti del tempo (noi siamo ancora il paese di riferimento in tante cose, ma non più il modello generale a cui guardare). Ovviamente, anche grazie alla mancanza di investimenti che da noi continuano a non apparire di attualità a livello istituzionale.

Che sia solo un fattore economico è tuttavia riduttivo e deresponsabilizzante, pur essendo evidente che la partita si giochi molto lì, ma non è questo lo scopo di questo articolo, che vuole innanzitutto evidenziare un dato numero e statistico. Un punto di partenza ed eventualmente di riflessione, soprattutto se si va a pensare che Nibali ha ormai 36 anni e le sue spalle non possono più sobbarcarsi un peso che in precedenza era sempre stato decisamente più ripartito nel corso degli anni. Di buon auspicio notare che gli unici due successi a lui non ascrivibili nelle corse di un giorno siano arrivati negli ultimi due anni, ma serve sicuramente di più.

Vittorie Italiane 1911-2020

GRANDI GIRI MONUMENTO MONDIALI TOTALE
Tour Giro Vuelta TOTALE Sanremo Liegi Fiandre Roubaix Lombardia TOTALE In Linea Crono Totale
1911-1920 0 5 5 6 0 0 0 6 12 17
1921-1930 2 10 12 10 0 0 0 10 20 2 2 34
1931-1940 1 10 0 11 9 0 0 1 8 18 2 2 31
1941-1950 2 4 0 6 8 0 2 2 10 22 0 0 28
1951-1960 2 6 1 9 2 0 1 1 6 10 2 2 21
1961-1970 1 7 1 9 1 1 1 1 5 9 1 1 19
1971-1980 0 3 0 3 2 0 0 3 4 9 3 3 15
1981-1990 0 5 2 7 3 4 1 0 3 11 3 3 21
1991-2000 1 5 0 6 4 4 2 3 3 16 2 0 2 24
2001-2010 0 8 1 9 4 3 3 0 8 18 4 0 4 31
2011-2020 1 3 1 5 1 0 1 0 2 4 0 1 1 10
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