Tokyo 2021: trionfo nel ciclismo su pista, oro e record. Bronzo per Viviani

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Simone Consonni, Jonathan Milan, Filippo Ganna e Francesco Lamon: questi i nomi dei quattro azzurri che hanno portato alto, altissimo il nome dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo. Nella specialità inseguimento a squadre maschili di ciclismo su pista l’Italia ha infatti conquistato la medaglia d’oro con un tempo record di 3’42”032 anticipando la Danimarca di appena 166 millesimi. Il ciclismo ha portato un’altra medaglia all’Italia grazie al bronzo conquistato da Elia Viviani, che si conferma sul podio dopo la medaglia d’oro di Rio.

Cassani: entusiasmo a mille, e “certezza” sulla prestazione di Ganna

Per gli amanti delle statistiche c’è innanzitutto da fare una premessa non da poco: alle Olimpiadi di Tokyo la nostra nazione ha superato il proprio record che non veniva intaccato dall’edizione di Roma 1960. Sono stati infatti ben 40 i podi raggiunti dagli atleti in casacca, costume o divisa azzurre, per la precisione 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi. Inoltre tali prestazioni hanno valso un ottimo decimo posto nel medagliere, che ha visto ai primi tre posti Stati Uniti, Cina e Giappone, con le prime due nettamente staccate dal resto.

Uno dei più raggianti per l’oro conquistato dal quartetto azzurro nell’inseguimento maschile su pista è stato sicuramente il coordinatore di tutte le nazionali di ciclismo Davide Cassani, che ha dichiarato di essere “l’uomo più felice del mondo” per questo risultato. Talmente sicuro che, in barba ai pronostici di appassionati, tecnici e delle quote presenti sui maggiori palinsesti come PlanetWin365, era sicuro che Ganna avrebbe recuperato gli oltre otto decimi di vantaggio della squadra danese, e così è stato. Il ciclismo su pista fa da contro altare alla “delusione” derivata dalle prestazioni azzurre del ciclismo su strada, dove Bettiol infastidito dai crampi è riuscito ad arrivare “solo” quattordicesimo nella gara vinta da Richard Carapaz, piazzatosi davanti al belga Van Aert.

Ancora podio per il veronese Viviani: due medaglie in due Olimpiadi per lui

Ma il ciclismo su pista ha “regalato” al medagliere azzurro un’altra medaglia, il bronzo del trentaduenne Elia Viviani, che dopo l’oro di Rio de Janeiro, si conferma sul podio nell’Omnium maschile. Proprio Viviani rappresenta il simbolo della “rinascita” del ciclismo italiano su pista. Era stato infatti lui a vincere l’oro a Rio de Janeiro nell’Omnium, e ha trovato nuovamente il podio in Giappone grazie una grandissima prestazione. L’atleta veronese che gestisce un negozio di biciclette a Vallese di Oppeano è giunto quindi alla propria diciottesima medaglia fra specialità su strada e su pista.

L’Italia si è piazzata decima a questa manifestazione olimpica, mettendosi davanti a nazioni come Brasile, Canada e Cuba, paesi che vantano una grande tradizione ai Giochi. Parte del merito è sicuramente delle prestazioni a due ruote su pista da parte dei nostri atleti, e a impreziosire questi risultati il quartetto azzurro Consonni, Ganna, Milan, Lamon ha fatto registrare il record del mondo nella specialità dell’inseguimento a squadre sui quattro chilometri, che da oggi è “marchiato” dal tricolore.

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