Presentazione Percorso e Favoriti Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

Si parte subito con la corsa più attesa ai Giochi di Tokyo 2020. Nella mattinata italiana di sabato 24 luglio sarà infatti la prova in linea maschile (che ovviamente potrete seguire in diretta con noi su sito e app ufficiale) ad aprire gli eventi di ciclismo nella Olimpiade nipponica. Su di un tracciato ormai conosciuto da tre anni, visionato dai tecnici con largo anticipo anche grazie al test event del 2019 (dominato dagli azzurri, per quel che vale), si sfideranno gran parte dei big del panorama internazionale quando si parla di salite e classiche vallonate. I 234 chilometri tra Musashinonomori Park e il Circuito Fuji presentano infatti un dislivello complessivo di 4865 metri suddiviso in tredici tra strappi e salite (cinque quelle repertoriate, tra cui il Mikuni Pass considerato snodo decisivo).

ORARIO DI PARTENZA: 04:00
ORARIO DI ARRIVO: 11:15
DIRETTA TV: Rai2 4:00-11:15  –  Eurosport 1 / Eurosport Player / GCN / Discovery+ 4:00-11:15
HASHTAG UFFICIALE: #Tokyo2020

Albo d’Oro recente Prova in Linea Uomini

2016 VAN AVERMAET Greg
2012 VINOKOUROV Alexandre
2008 SÁNCHEZ Samuel
2004 BETTINI Paolo
2000 ULLRICH Jan
1996 RICHARD Pascal
1992 CASARTELLI Fabio
1988 LUDWIG Olaf
1984 GREWAL Alexi
1980 SUKHORUCHENKOV Sergei

Percorso Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

Musashinonomori Park – Circuito Fuji (234 km)

Il percorso che prenderà il via dal Musashinonomori Park, che si trova nella periferia occidentale di Tokyo, vedrà gli uomini affrontare 234 chilometri caratterizzati da una prima parte di circa 40 chilometri piuttosto semplice, seguita da una lunga e costante strada in salita che introduce al primo GPM di giornata, Doushi Road (1,7km al 7,7%, max 15%) al chilometro 80. In questa fase potrebbe iniziare a formarsi la prima fuga di giornata, che tradizionalmente ospita le nazionali meno quotate o atleti meno adatti al percorso, anche se con l’approccio al primo GPM di giornata potremmo vedere qualche manovra più seria.

A seguito di una rapida discesa, si resta in altura per un falsopiano di circa venti chilometri che conduce alla breve ma esplosiva ascesa del Kagosaka Pass (2,3km al 4,7%, max 8,3%), posta dopo 96,5 chilometri. A quel punto si torna a valle con una lunga discesa porta i corridori all’inizio della lunga scalata verso il primo snodo cruciale della giornata, il Fuji Sanroku, punto più alto della corsa, con i suoi 1451 metri posti dopo 140 chilometri, al termine di una salita di oltre 15 chilometri con una media di poco inferiore al 6% e punte che superano il 10%. Qui si prevede una prima importante scrematura, con le squadre che vorranno cominciare a lasciare la loro impronta sulla corsa.

Successivamente, dopo una ripida discesa da non sottovalutare, i corridori percorreranno un lungo tratto caratterizzato da continui saliscendi (anche grazie a questo tratto saranno in tutto 13 le salite da affrontare nel corso della giornata), che vedrà il gruppo affrontare per la prima volta il circuito del Fuji Speedway, transitando così due volte in rapida successione sulla linea del traguardo. Se non ci dovessero essere squadre in grado di controllare, questo potrebbe essere un momento cruciale perché qualcuno cercherà di approfittarne per allungare rispetto ad un gruppo nel quale la maggior parte dei favoriti probabilmente vorrà rifiatare per prepararsi alla salita più impegnativa. Questo tratto che porterà ai piedi della salita più temuta del giorno può essere infatti snodo tattico molto importante.

A seguire c’è dunque il Mikuni Pass (6,5km al 10,6% di media). Posta dopo 201 chilometri, questa ascesa è la più dura dell’intera giornata presentando pendenze costantemente in doppia cifra fino ad arrivare al 20% che potranno fare da trampolino di lancio per l’attacco decisivo. Qui sarà dove la corsa dovrà necessariamente esplodere, in cui gli scalatori devono cercare di fare la differenza per liberarsi degli uomini più veloci, che potrebbero cercare di stringere i denti per far valere poi successivamente il proprio spunto veloce.

L’ultima asperità sarà nuovamente il Kagosaka Pass, che si affronterà questa volta in 1900 metri al 4,9%, dopo una decina di chilometri di discesa e pianura. Da quel momento una picchiata di 10 chilometri porterà verso il circuito conclusivo, con una rapida tornata di 6,5 chilometri tutt’altro che scontata, preceduta da un altro tratto mosso e ondulato, con continui cambi di pendenza che renderanno il finale molto interessante ed incerto. Il ritorno vero e proprio nel Circuito Fuji è poi caratterizzato da un impegnativo strappo di 1500 metri con pendenze a lungo oltre i 10% fino all’ingresso dei box per gli ultimi quattro chilometri: il primo sarà in discesa, seguito da una leggera salita che introdurrà ai 1000 metri finali pianeggianti. 

Salite Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

NOME QUOTA GPM INIZIO LUNGH % MED
Doushi Road 1121 80,5 78,8 1,7 7,7%
Kagosaka Pass 1111 96,5 94,2 2,3 4,7
Fuji Sanroku 1451 139,2 124,9 14,3 6%
Mikuni Pass 1171 201 194,5 6,5 10%
Kagosaka Pass 1111 212,7 210,8 1,9 4,9%

Favoriti Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

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Non mancano di certo i grandi nomi che vorranno conquistare la medaglia d’oro in una corsa che favorirà i corridori completi in grado di resistere sulle lunghe salite, ma anche esplosivi negli strappi e resistenti nei tratti vallonati. Sulla carta sembrano essere due le nazionali meglio attrezzate per ottenere il successo finale. Si tratta di Belgio e Slovenia, entrambe in grado di schierare due capitani che, a seconda di come si metterà la corsa, potranno lottare per il successo finale.

La forma mostrata al recente Tour de France sembrerebbe porre nettamente in primo piano Tadej Pogacar e Wout Van Aert. Il primo ha ormai esaurito tutti i superlativi dopo aver dominato le tre settimane francesi, mentre il secondo ha dimostrato di essere in grado di vincere su tutti i terreni e in tutti i modi. Entrambi, inoltre, avranno all’interno delle rispettive selezioni, due uomini che si presentano, anche se con qualche incognita di natura fisica, a tutti gli effetti col grado di co-capitani. Sia Remco Evenepoel che Primoz Roglic, infatti, se si saranno lasciati definitivamente alle spalle i rispettivi problemi fisici, possiedono tutte le qualità per essere protagonisti in prima persona. Da non dimenticare anche che il Belgio schiererà il campione olimpico uscente, Greg Van Avermaet, anche se il percorso nipponico appare troppo duro per le sue caratteristiche e la sua forma durante la Grande Boucle non è sembrata delle migliori.

Non mancano di certo i nomi pronti a sfidare questo quartetto fenomenale. Il principale candidato sembra essere Alejandro Valverde (Spagna) che si prepara a sfidare i giovani rivali potendo contare su tutta la sua esperienza (sarà la quinta Olimpiade della sua carriera) e, soprattutto, su un percorso che sembra perfetto per le sue caratteristiche. Inoltre, l’Embatido, scortato da una squadra sulla carta interamente al suo servizio ma in cui un uomo come Omar Fraile può sorprendere, non vorrà farsi sfuggire l’ultima occasione di conquistare quella medaglia olimpica per ora assente dal suo immenso palmarès. Attenzione anche a Maximilian Schachmann (Germania) che, dopo la vittoria alla Parigi-Nizza, al contrario di molti altri favoriti, ha preferito rinunciare al Tour de France per concentrare tutte le sue energie sull’obiettivo olimpico. Il tedesco ha le qualità in salita ed è dotato di un buono spunto veloce in caso di arrivo a ranghi ridotti, sarà dunque uomo da sorvegliare con attenzione.

Caratteristiche simili per Michal Kwiatkowski (Polonia), che viene da un Tour al completo servizio della squadra, come di consueto, ma nel quale non ha mancato di mettere in mostra sprazzi delle sue grandi qualità. Già capace di sorprendere conquistando un Mondiale, sarà meglio non sottovalutarlo perché nei grandi appuntamenti sa approfittare al meglio delle situazioni tattiche per bruciare tutti.  Discorso che vale anche per Marc Hirschi (Svizzera), al completo servizio di Pogacar nelle tre settimane targate ASO, ma che in Giappone avrà la possibilità di muoversi liberamente in una corsa tagliata su misura per lui, rivelazione non del tutto confermata sinora di un 2020 in cui se l’è giocata più volte con i migliori in questo tipo di corse.

Sarà invece in salita soprattutto che uomini come Richard Carapaz (Ecuador), Michael Woods (Canada) e David Gaudu (Francia) devono provare a lasciare il segno. L’ecuadoriano ha chiuso il Tour in terza posizione, dimostrandosi ormai una certezza in salita, facendo bene anche su strappi abbastanza brevi ma arcigni. Visto che lo sprint non è al sua arma migliore, dovrà fare la differenza in salita per poter vincere, ma probabilmente anche andare a medaglia. In crescita il finale della Grande Boucle del francese, che a sua volta in salita si è ormai confermato tra i più forti, con la non trascurabile capacità di attaccare e cercare di sorprendere, senza paura di perdere. In squadra potrà contare anche sulla presenza di Guillaume Martin, che può essere valida alternativa per una corsa offensiva da parte della nazionale francese, che avrà invece Benoit Cosnefroy l’uomo eventualmente per un finale veloce, se dovesse reggere nei tratti più duri. Meno appariscente è stato invece il canadese, ma non sarà da sottovalutare su un tracciato che sembra ancor più adatto alle sue caratteristiche. Con il colpo di pedale dei giorni migliori sarà avversario pericolosissimo.

Tra coloro che si sono messi in mostra in Francia anche Alexey Lutsenko (Kazakistan) e Bauke Mollema (Paesi Bassi), corridori che possono lasciare il segno in una corsa che potrebbe esaltare l’esplosività del kazako e l’intraprendenza del neerlandese, capace spesso di sorprendere con azioni in controtempo. Una tattica che potrebbe cercare di attuare anche un corridore completo come Michael Valgren (Danimarca), magari sfruttando la presenza alle sue spalle di un Jakob Fuglsang che tuttavia arriva con grandi interrogativi. Sulla carta è un tracciato perfetto per lui, ma il Tour lo ha visto soffrire e ci sono tanti interrogativi sulle sue possibilità a questo punto.

Più soluzioni possibili invece per Colombia e Gran Bretagna. Pur con un uomo in meno, la nazionale sudamericana sembra avere in Sergio Higuita la pedina migliore (il classe 1996 ha chiuso il Tour in crescita ed è esplosivo e abbastanza veloce), ma ha la possibilità di fare corsa dura con i vari Esteban Chaves, Nairo Quintana e Rigoberto Uran. I primi due possono essere quelli delle azioni più dalla distanza, con l’ultimo che è a sua volta dotato di un discreto spunto in volata, anche se gli ultimi giorni di Tour sono stati per lui un calvario. I sudditi di Elisabetta hanno invece due punte chiare e definite nei Gemelli Yates, che nel finale di corsa potrebbero essere tra i più temuti per affiatamento e intesa, anche se per entrambi gravano forti interrogativi sulla forma visto che Simon Yates è stato costretto al ritiro dal Tour per una caduta e Adam Yates è rimasto lontano dai riflettori. Corridori di assoluto spessore, Tao Geoghegan Hart e Geraint Thomas vengono invece da una Grande Boucle molto altalentante, pesantemente condizionata dalle cadute, ma mostrando sprazzi di grande qualità nel lavoro per il team. Se dovessero vivere una di quelle giornate, sarebbero pedine molto pericolose…

Tra le possibili mine vaganti indubbiamente Joao Almeida (Portogallo) è tra i più temuti, anche perché non ha corso il Tour e non si conoscono le sue condizioni attuali. Outsider di qualità sono anche Richie Porte (Australia), tuttavia reduce da una Grande Boucle molto difficile, Gino Mader (Svizzera), anche lui lontano dai riflettori da molto tempo, George Bennett (Nuova Zelanda), che su questi tracciati può dire la sua, Zdenek Stybar (Rep.Ceca), corridore che dovrà tuttavia stringere i denti nelle salite più lunghe, Aleksandr Riabushenko (Bielorussi), che cercherà di nascondersi e resistere il più possibile, e l’esperto Daniel Martin (Irlanda), uscito affaticato dal Tour ma da non dare mai per sconfitto in partenza.

Si chiude con la nostra Italia. Gli azzurri arrivano senza un capitano e senza i favori del pronostico. Ma tutti e cinque potenzialmente possono dire la loro e avere un ruolo importante in una corsa di questo tipo. Vincenzo Nibali è chiaramente il catalizzatore, colui attorno al quale ruota una selezione che potrebbe essere quella in grado di dinamitare la corsa grazie a tentativi continui nelle fasi intermedie e calde della corsa. Il ruolo di ultimo uomo verrà probabilmente deciso in corsa, in base alle sensazioni e alla gamba espressa sino a quel momento, ma due scalatori di assoluto spessore come Damiano Caruso e Giulio Ciccone hanno sicuramente campo per esprimersi, così come non mancano i momenti più adatti alla caratteristiche di Alberto Bettiol e Gianni Moscon, corridori anche abbastanza veloci per un arrivo a ranghi ristretti. La strada farà le sue gerarchie: serve dunque comunicazione, lealtà e correttezza, caratteristiche che ai nostri ragazzi non mancano.

Borsino favoriti Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

***** Wout van Aert
**** Tadej Pogacar, Alejandro Valverde
*** Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Maximilian Schachmann
**  Richard Carapaz, Michal Kwiatkowski, Michael Woods, Adam Yates
* João Almeida, David Gaudu, Alexey Lutsenko, Bauke Mollema, Vincenzo Nibali

Meteo Previsto Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

Sereno con possibili precipitazioni sparse. Possibilità di precipitazioni 40%. Umidità 75%. Vento fino a 14 km/h in direzione NE. Temperatura prevista: minima 21°C, massima 32°C.

Maggiori Insidie Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

Oltre ad affrontare un percorso che presenta 4865 metri di dislivello con alcune salite molto impegnative, i corridori dovranno guardarsi da condizioni climatiche decisamente complicate. Tutti gli atleti che hanno già effettuato ricognizioni lungo il percorso, infatti, sono rimasti colpiti dal gran caldo e dall’umidità che renderanno la corsa ancor più dura, con inoltre la possibilità che una pioggia intermittente possa rendere ancor più umida e pesante la giornata. Per quanto riguarda, invece, il profilo altimetrico, in molti hanno indicato nel Mikuni Pass il punto chiave della corsa, ma attenzione anche agli ultimi strappi interni al circuito finale che potranno essere decisivi, soprattutto in caso di arrivo di un gruppo ristretto.

Altimetria e Planimetria Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

Cronotabella Prova in Linea Uomini Tokyo 2020

NB: Fuso orario di Tokyo (l’Italia è sette ore indietro)

Cronotabella Prova in Linea Uomini Tokyo 2020
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