Favoriti Maglia Rossa Vuelta a España 2026: c’è Pogačar e non sembra esserci partita – Roglič sogna comunque la quinta, Carapaz, Gall e Onley guidano la carica per il podio

Uno e un solo favorito per la Vuelta a España 2026. In passato il Grande Giro spagnolo era noto per essere altamente incerto, per via in particolare dell’incrocio fra corridori reduci da una stagione già lunga e altri che magari facevano rotta verso la Spagna per ingentilire i connotati di un’annata fino a quel punto poco soddisfacente. Con gli anni, però, la definizione dell’obiettivo Vuelta è diventata più netta e questa volta la conquista della Maglia Rossa è finita sulla lista delle “cose da fare” del corridore più forte e continuo al mondo, che punta a lasciare per la prima volta il suo nome nell’Albo d’oro della corsa. Le sorprese nel ciclismo, si sa, sono sempre possibili, ma, a scanso di colpi di scena clamorosi, la lotta più accesa, fra la partenza di sabato 22 agosto e la conclusione di domenica 13 settembre, sarà soprattutto per il secondo e il terzo gradino del podio.

Albo d’Oro recente Vuelta a España

2025 VINGEGAARD Jonas
2024 ROGLIČ Primož
2023 KUSS Sepp
2022 EVENEPOEL Remco
2021 ROGLIČ Primož
2020 ROGLIČ Primož
2019 ROGLIČ Primož
2018 YATES Simon
2017 FROOME Chris
2016 QUINTANA Nairo

Favoriti Maglia Rossa Vuelta a España 2026

Chi è il corridore che di fatto, ancor prima di partire, chiude ogni discorso sulla vittoria finale di un Grande Giro? È Tadej Pogačar (UAE Emirates XRG), che torna alla Vuelta a España a distanza di sette anni dall’ultima volta e che punta così a “imitare” Jonas Vingegaard, completando la Trilogia di vittorie delle corse a tappe di tre settimane. Per quanto visto negli ultimi anni, lo sloveno va sempre fortissimo, non pare avere rivali del suo ordine di grandezza nel campo partenti e non dimostra punti deboli ormai da tempo. Inoltre, il percorso gli permette in diverse occasioni di sfoderare le sue dirompenti azioni, quelle che solitamente lasciano tutta la concorrenza a minuti di distacco.

Come sempre, l’iridato in carica si presenta “scortato” da una squadra di alto livello. C’è anche João Almeida, che è potenzialmente uomo da podio, ma sul quale però gravitano alcuni dubbi di condizione vista la difficile stagione avuta finora; e c’è anche Jay Vine, corridore che su un percorso simile potrebbe trovarsi alla grandissima anche in chiave classifica generale, ma che spesso ha dimostrato, per scelta o per andamento delle gare, di preferire la caccia ai successi di tappa.

Come detto, di avversari che possano avvicinare Pogačar, soprattutto pensando alle tre settimane di corsa, non sembrano essercene. Chi si presenta comunque molto battagliero e con il morale alto dopo le grandi cose fatte vedere nel finale di Tour de France è Richard Carapaz (Ef Education-EasyPost). L’ecuadoregno ha fatto sapere di gradire parecchio il percorso, perché gli permette, a suon di salite, di pensare sia alle vittorie di tappa che alla classifica generale. La continuità non è qualità che gli fa difetto, ma bisognerà vedere come riuscirà ad assorbire il passivo che potrebbe incassare durante le due cronometro individuali previste.

Già secondo al Giro 2026, Felix Gall (Decathlon CMA CGM) potrebbe andare a caccia di un bis non memorabile, ma sicuramente prestigioso. L’austriaco ha già fatto vedere sulle strade italiane, seppur nell’ombra di Vingegaard, di essere scalatore di altissimo livello e di saper assorbire bene gli sforzi nell’arco delle tre settimane di gare. Su di lui rimane qualche perplessità quando la strada scende e nell’esercizio della cronometro, anche se proprio al Giro fu capace di andare oltre le attese. La squadra francese gli schiera inoltre accanto Matthew Riccitello, che nel 2025 fece ottime cose proprio alla Vuelta e che potrebbe rappresentare una seconda carta importante nell’arco della gara, senza dimenticare il giovane Leo Bisiaux. Il transalpino, classe 2005, ha fatto intravedere lampi di talento e la corsa spagnola potrebbe lanciarlo.

Un paragrafo a parte lo merita Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe). Questa corsa era il suo grande appuntamento stagionale, soprattutto perché un’eventuale vittoria finale gli permetterebbe di entrare trionfalmente nella storia del ciclismo, dato che lo sloveno diventerebbe il corridore ad aver vinto, in assoluto, più edizioni del Grande Giro spagnolo. Sulla sua strada, però, ci si è messo prima l’illustre connazionale di cui abbiamo parlato prima e poi anche qualche problema durante l’avvicinamento alla corsa, considerata la caduta in allenamento che lo ha visto suo malgrado protagonista ormai un paio di settimane fa. Nell’arco della stagione non ha corso molto e quando lo ha fatto è sembrato lontano dai suoi livelli migliori, ma è anche possibile che abbia voluto tenere tutto il meglio per questo appuntamento: di certo, quantomeno per il podio, non è certo una forza trascurabile. Capitano unico della sua squadra, avrà al proprio fianco il giovane Luke Tuckwell, prospetto per le corse a tappe, all’esordio assoluto in un Grande Giro.

Restando sul fronte ‘stagione travagliata’, anche Oscar Onley (Netcompany INEOS) ne ha dovute superare parecchie quest’anno. Tuttavia il britannico alla Vuelta a Burgos ha dato l’impressione di essersi finalmente lasciato alle spalle i problemi fisici ed è un candidato d’obbligo al podio. Arriva più fresco, per chilometri nelle gambe, rispetto ad altri corridori e ha voglia di dimostrare di valere la spesa fatta lo scorso anno, per esser strappato al Team Picnic PostNL. Con lui ci sarà l’enigmatico Carlos Rodriguez, già due top 10 alla Vuelta, ma da un anno a questa parte lontano parente del giovane talento visto a inizio carriera, e Laurens De Plus.

L’ottimo Tour de France ha rilanciato le ambizioni di Mattias Skjelmose (Lidl – Trek) per i Grandi Giri. Il 25enne danese proverà a confermare e magari migliorare il quinto posto ottenuto due anni fa. C’è poi Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) che non parte con dichiarate ambizioni di classifica, ma proverà comunque a tener duro nella prima settimana. E se la gamba è buona potrebbe essere un cagnaccio da non sottovalutare. In casa Movistar doppia alternativa con due corridori a caccia del riscatto: Enric Mas e Cian Uijtdebroeks. È la corsa di casa ed è sempre particolarmente sentita nel team di Eusebio Unzue. Sarebbe una sorpresa non vederli provare a battagliare con i migliori, anche se la concorrenza si preannuncia di altissimo livello.

Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) potrebbe provare a regalare un ultimo bel piazzamento alla squadra che ho lanciato sui grandi palcoscenici. Con lui ci saranno buoni jolly come Pello Bilbao e il giovane Jakob Omrzel, prospetto a seguire in chiave futura, ma già voglioso di competere con i grandi. E a proposito di giovani, Jørgen Nordhagen ha la possibilità di guidare il Team Visma | Lease a Bike, assieme a Ben Tulett e Sepp Kuss: per lui una top-10 potrebbe essere un obiettivo credibile. Sarebbe poi bello vedere tra i protagonisti di questa Vuelta anche Mikel Landa, che, a proposito di stagioni non semplici, ne ha viste parecchie quest’anno. Sulla carta una top-10 sarebbe alla portata, ma bisognerà valutare la sua reale condizione. In casa Soudal Quick-Step ci sarebbero anche Stef Cras e il nostro Filippo Zana in grado di puntare a un buon piazzamento, anche se per loro sembra complicato poter ambire a un risultato importante.

Abbiamo trovato tanti nomi giovani in questo avvicinamento alla Vuelta. Uno di questi è Jarno Widar (Lotto – Intermarché), che si appresta a fare il suo esordio in un Grande Giro. In salita ha i numeri per poter tenere il passo dei big. Da vedere se vorrà provare a puntare alla generale, o a qualche tappa, ma è un nome da cerchiare in rosso. Parecchie potenziali alternative in casa XDS Astana Team, con Harold Tejada, Cristian Rodriguez e Lorenzo Fortunato, per i quali un piazzamento nobile nella generale è alla portata. Naturalmente dipenderà da quali siano le strategie interne.

Come avviene spesso nei Grandi Giri, strada facendo emergono corridori che, magari grazie a una fuga bidone o semplicemente in stato di grazia, entrano nella lotta per la generale. Parliamo di una top 10 bassa, non per il podio, tuttavia la storia ci insegna che l’outsider è sempre dietro l’angolo. Tra i papabili per il premio ‘sorpresa’ inseriamo Paul Double (Team Jayco AlUla), Juan Guillermo Martinez (Team Picnic PostNL), Ramses Debruyne (Alpecin – PremierTech), David De La Cruz e Eddie Dunbar (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), oltre al solito Guillaume Martin (Groupama – FDJ United).

Borsino Favoriti Maglia Rossa Vuelta a España 2026

***** Tadej Pogačar
**** Richard Carapaz, Felix Gall
*** Oscar Onley, Primož Roglič, Mattias Skjelmose
** João Almeida, Santiago Buitrago, Tobias Halland Johannessen, Enric Mas
* Mikel Landa, Jørgen Nordhagen, Matthew Riccitello, Carlos Rodríguez, Luke Tuckwell

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