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Giro d’Italia 2020, Top/Flop del Giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Giro d’Italia 2020.

TOP

Tao Geoghegan Hart (Ineos-Grenadiers): L’inglese concede il bis con un’altra prestazione sontuosa, non solo dal punto di vista atletico ma anche tattico. Fa lavorare perfettamente un Rohan Dennis davvero monumentale (menzione d’onore per lui tra i top di oggi), poi si incolla alla ruota di Hindley e lo batte in volata. Non indossa la maglia rosa per il gioco dei centesimi, ma sulla carta nella cronometro di domani ha un’occasione d’oro per mettere nella sua bacheca un trofeo nel quale, probabilmente, tre settimane fa non avrebbe creduto neanche lui.

Jai Hindley (Team Sunweb): L’australiano dimostra una volta di più di avere un’ottima gamba in salita e di essere uno dei più forti in questo Giro, se non il più forte in assoluto in salita. Con grande lucidità si va a prendere quel secondo in più di abbuono nel traguardo volante che a fine giornata gli vale la prima maglia rosa in carriera. Poi non riesce a staccare Geoghegan Hart e forse così partirà svantaggiato domani. Ma per lui giocarsi la vittoria del Giro nella cronometro finale è un risultato straordinario.

Deceuninck-Quick-Step: Tattica esemplare della squadra belga, che manda in fuga i meno adatti alle salite per poi gestirli perfettamente nell’aiutare un João Almeida coriaceo e coraggioso. Prima Knox, poi Honoré, Ballerini e Serry danno un aiuto importante al portoghese, in grado di chiudere quarto la tappa e di regalarsi una possibilità di concludere appena fuori dal podio questo Giro. A 20 anni è qualcosa di speciale. E Fausto Masnada, forse il meno appariscente oggi, salva comunque la top ten nella generale, in cui al momento è nono. Un bravo anche a lui.

FLOP

Wilco Kelderman (Team Sunweb): Inutile girarci intorno, è lui il grande sconfitto di giornata. Il neerlandese non riesce neanche a provare a difendere la maglia rosa, nonostante un percorso sicuramente più adatto alle sue caratteristiche e con salite più pedalabili. L’impressione è che sia arrivato nettamente in riserva all’ultima settimana: senza qualche alleanza lungo la strada nel finale forse anche il suo podio sarebbe stato a rischio. Un tracollo.

Rafal Majka (Bora-Hansgrohe): Il polacco non aveva brillato sullo Stelvio, ma oggi addirittura perde le ruote del gruppo maglia rosa prima ancora che si accenda la bagarre, scivolando mestamente fuori dalla top ten dopo aver pagato quasi 12 minuti dal vincitore. Era l’occasione della vita per concludere sul podio del Giro: finirà dodicesimo a poco meno di 20 minuti dall’obiettivo.

Jakob Fuglsang (Astana): Fa lavorare la squadra per tutto il tratto pianeggiante, ma è uno dei primi a sciogliersi sulle accelerazioni della Ineos-Grenadiers. Se era troppo chiedergli di restare con i tre migliori di oggi, aspettarsi almeno di vederlo nel gruppetto di inseguitori sembrava più che lecito. Invece, a parte Majka, è il peggiore della top ten all’arrivo. Arriverà sesto a fine Giro, ma le premesse erano ben altre.

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